La Coppa del Mondo di fioretto femminile è tornata “a casa”. E in fondo, per il Paese del Dream Team, se ne avvertiva un po’ la nostalgia. Il trionfo di Martina Favaretto, infatti, ha riportato in Italia un trofeo che mancava da ben 10 anni. L’ultima a vincere la classifica generale di specialità tra le fiorettiste, infatti, fu Arianna Errigo, la capitana della Nazionale azzurra e “l’altra protagonista” della finale tutta italiana che, al Mondiale di Hong Kong, ha regalato alla 24enne veneta delle Fiamme Oro la certezza sia del titolo iridato che della sua prima vittoria in Coppa.
Dopo aver assaporato la vetta del ranking già poco più di un anno fa, Martina Favaretto è riuscita a chiudere la stagione da numero 1 del mondo, entrando in un albo d’oro dai nomi leggendari. In principio fu Antonella Ragno, regina della prima edizione riservata al fioretto femminile nel 1972. E poi tre volte Dorina Vaccaroni, quattro vittorie per Giovanna Trillini, con di mezzo un successo a testa per Margherita Zalaffi e Diana Bianchedi. Da lì l’inizio dell’epopea di Valentina Vezzali che, dal 1996 al 2010, ha vinto ben 11 volte la Coppa del Mondo. Nella sua scia, cinque trofei per Arianna Errigo, seconda stella di un albo d’oro in cui brillano anche i nomi di Elisa Di Francisca (due volte) e Margherita Granbassi (una).
Proprio ad Ary, come detto, era legato l’ultimo successo italiano nel 2016, prima delle cinque affermazioni di fila della russa Deriglazova e delle ultime quattro della statunitense Kiefer. Il grande ritorno dell’Italia in vetta porta ora la firma di Martina Favaretto. Per l’allieva del maestro Mauro Numa, che al Mondiale di Hong Kong ha bissato l’oro anche a squadre con il quartetto del CT Simone Vanni (insieme ad Arianna Errigo, Anna Cristino e Martina Batini), è stato il sigillo a una stagione incredibile, che nel circuito iridato l’ha vista conquistare tre vittorie (a Palma de Maiorca, Il Cairo e Istanbul) e altri due podi (bronzo a Busan e nel Grand Prix di Lima).
La sua prima Coppa del Mondo Senior, arrivata dopo tre successi in quella Under 20 (dove primeggiò tra il 2018 e il 2020), da campionessa mondiale individuale, porta con sé una grande consapevolezza: “«Non porre limiti al tuo potenziale», è una delle affermazioni positive che mi ha consegnato nell’ultimo mese il mio psicologo Bruno. Ed è quella che mi ha colpito di più, e che mi sono portata dentro al Mondiale. Ho combattuto tanto contro le mie ansie e paure di non farcela, ho sempre continuato a crederci e a volerlo. E forse è davvero questo: continuare a impegnarsi e credere nel processo della vita, perché alla fine nulla è impossibile. Grazie a tutti coloro che hanno creduto in me, credono in me e continueranno a farlo”, le parole di Martina Favaretto, regina indiscussa di questo 2026.















