MONDIALI DI TORINO – MARGHERITA GRANBASSI IL GIORNO DOPO L’ORO – IL PRESIDENTE GIORGIO SCARSO E IL CT ANDREA MAGRO PARLANO DELLA SCIABOLA

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MONDIALI DI TORINO – MARGHERITA GRANBASSI IL GIORNO DOPO L’ORO – IL PRESIDENTE GIORGIO SCARSO E IL CT ANDREA MAGRO PARLANO DELLA SCIABOLA

TORINO – Questa mattina 2 ottobre Margherita Granbassi (nella foto), neo campionessa mondiale di fioretto femminile, è stata protagonista di una lunga conferenza stampa, cui hanno partecipato anche il CT Andrea Magro e il Presidente federale Giorgio Scarso. Oltre che del fioretto femminile si è parlato ovviamente anche della sciabola.

-Come ti senti, Margherita dopo il trionfo?

“Stanotte non ho chiuso occhio neanche per un minuto. Guardavo la televisione e non mi rendevo conto che parlavano di me. Ancora non mi capacito. Vedete? Da ieri sera ho il sorriso stampato sul volto”

– Il tuo cognome ha origini slave?

“Veramente ha origini lussemburghesi. Quando mio nonno venne a Trieste si chiama Niederkorn che fu tramutato in Granbassi”

-Cosa ti era mancato prima di raggiungere questo risultato?

“Ho il difetto di lasciarmi prendere dalle emozioni. Sono troppo sensibile ed emotiva. Ma stavolta in allenamento avevo provato sensazioni particolari, speravo di riuscire a riprodurle in gara. Ci sono riuscita”

– Quando sei crollata per terra, cosa ti era accaduto?

“Il cuore mi batteva fortissimo. Era la tensione, ma quando ci siamo trasferite sulle pedane colorate mi sono tranquillizzata. Mi sono sbloccata dopo il primo assalto”

– Comunque per tre volte sei andata al minuto supplementare…

“E’ stata una magia non subire la stoccata sul 14 pari. Per fortuna non mi sono mai lasciata prendere dal panico”

– Hai saputo che Andrea Magro, quando sei entrata nella finale a quattro, ha dato vita a una specie di strip tease?

“Si l’ho saputo, vorrà dire che la prossima volta magari lo farò io”

– Cosa vuol dire battere Vezzali e Trillini?

“Non mi sento né la numero uno, né la due, né la numero tre. Mi sento di essere Margherita. Valentina e Giovanna sono due fenomeni paranormali. Dopo questa gara nulla è cambiato nel loro valore, ma è cambiata la mia situazione. Questo risultato arricchisce me ma non impoverisce loro.”

– Valentina Vezzali ha detto ieri che dovremo fare i conti con te di qui a Pechino 2008…. Pensi che abbia preso male la sconfitta?

“Lei è talmente abituata a vincere che a perdere logicamente le fa male. A me in passato è capitato tante di quelle volte…”

– Hai subìto in passato due gravi infortuni. Hai mai avuto la tentazione di smettere?

“Molte volte. Magro sostiene che io sia leggermente autolesionista. La batosta di Lipsia 2005 mi aveva segnato parecchio ma avevo una gran voglia di riscatto”

– Ti ha aiutata uno psicologo?

“Mi sono affidata al dottor Mauro Gatti dello staff del fioretto. Mi ha aiutato moltissimo sulla concentrazione e sulla autostima”

-Ti senti l’anti-Vezzali?

“Non desidero esserlo. Siamo solo due persone che vivono le cose in modo diverso. Non siamo né nemiche, né avversarie”

LA PAROLA AD ANDREA MAGRO – Dopo Margherita Granbassi è stato il turno di Andrea Magro, CT del fioretto femminile e della sciabola che ha parlato di entrambi i settori di sua competenza: “La vittoria di Margherita appartiene a lei ed è anche il frutto del lavoro di tutti noi. A Giulio Tommasini che è un grandissimo maestro, appartiene anche al dottor Gatti, ai maestri Piccini, Bertolaso, Signorello eccetera. Conobbi Margherita tanti anni fa a Roma durante un Gran Premio Giovanissimi. Mi sembrò subito una specie di animale da pedana. Abbiamo fatto insieme un lungo percorso. Poi prendemmo la decisione più importante, quando il legame diventava troppo forte: così decidemmo di affidare gli allenamenti al maestro Tomassini”

– Questo successo del fioretto femminile è per lei il più bello di sempre?

“Sarei ridicolo se dicessi di no. Ho visto il frutto di un lavoro di anni. Quattro azzurre nelle prime sette e tre a medaglia. Posso aggiungere che aver saputo che a Pechino 2008 ci sarebbe stata di nuovo la gara di fioretto femminile a squadre, ha certamente accresciuto gli stimoli”

Anche il Presidente Giorgio Scarso ha rinnovato i complimenti a Margherita Granbassi: “L’ho sempre apprezzata per tutto. E sta qui a testimoniare la eccezionale vitalità di un settore. La Granbassi dà un valore aggiunto a tutto il movimento”

I PROBLEMI DELLA SCIABOLA – Andrea Magro ha parlato con molta chiarezza: “Ci sono giornate in cui si raccolgono risultati e in altri no. Dopo i poco brillanti risultati femminili di questa mattina ho fatto una riunione con tutto lo staff della sciabola. Li ho tranquillizzati e rasserenati, abbiamo ancora due gare a squadre molto impegnative davanti a noi. Dobbiamo restare sereni. Quando c’è un cambiamento di guida si va incontro a situazioni nuove. Dopo questi Mondiali faremo una riunione a Roma per varare il progetto di un percorso proiettato su Pechino 2008. Bisogna avere pazienza. Per arrivare al livello del fioretto femminile ci vuole tempo. Nella sciabola abbiamo bisogno di tempo.”
“Le ragazze – ha continuato Magro – oggi non hanno tirato bene. Questo ci deve far riflettere. Sono finiti i tempi degli alibi. Bisogna decidere se vogliamo stare tutti insieme nella stessa barca oppure no”

-Con Aldo Montano che succede?

“In questi due mesi ho conosciuto un atleta innamorato della scherma e sicuramente condizionato dal mutamento tecnico. Ora deve decidere con se stesso che cosa vuole fare. Noi lo metteremo nelle condizioni migliori per la sua preparazione ma Aldo deve rispettare se stesso e le persone che gli sono attorno”

– I suoi infortuni?

“Ho scoperto ora tutti i suoi infortuni. C’è il rischio di ricadute quando non si dà continuità alla preparazione. Fra l’altro Aldo muscolarmente ha caratteristiche particolari. Lui è un atleta di alto livello e anche un uomo. Lui sa che una performance è figlia del lavoro, anche gli infortuni si recuperano grazie allo staff medico federale che è perfettamente all’altezza della situazione”

IL PRESIDENTE GIORGIO SCARSO – Il Presidente della FIS, Giorgio Scarso è stato quanto mai esplicito riguardo alla situazione della sciabola azzurra: “Ci sono giorni che si godono e giorni in cui si costruisce il futuro. Magro ha fatto una analisi molto lucida. Sulla guida tecnica della sciabola non volevamo prendere decisioni avventate ma volevamo capire tutto appieno. Andrea Magro ha elencato i maestri con cui ha diviso il lavoro svolto, la stessa cosa vorrei che fosse possibile fare anche per la sciabola dove maestri validissimi sono stati congelati per cinque anni. L’ambiente della sciabola deve ritrovare motivazioni tra gli atleti e tra i maestri. Magro sta lavorando in perfetta sintonia con la Federazione. L’ex CT Bauer invece aveva avocato a sé l’intera gestione della sciabola, compreso il settore medico. Questo cambio avremmo dovuto farlo sei mesi fa e non da due mesi, ma abbiamo tentato fino all’ultimo… Non facciamoci illusioni, ce la metteremo tutta ma fin da adesso posso affermare che siamo pronti a operare un salto di programma: o tutti stanno sulla stessa barca oppure largo ai giovani. Può diventare un momento di rifondazione, a cominciare da Montano che deve calarsi nella realtà di questa struttura tecnica. Noi puntiamo sulla classe magistrale italiana. La sciabola deve crescere nei club”.

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