MONDIALI DI TORINO – IL DOPO GARA DELLE FIORETTISTE: LA VEZZALI GIA’ PENSA A SAN PIETROBURGO, MAGRO ESALTA IL GRANDE CUORE DELLA SQUADRA

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MONDIALI DI TORINO – IL DOPO GARA DELLE FIORETTISTE: LA VEZZALI GIA’ PENSA A SAN PIETROBURGO, MAGRO ESALTA IL GRANDE CUORE DELLA SQUADRA

Torino – Non è facile per Valentina Vezzali rassegnarsi all’idea di avere perduto alla priorità la seconda finale consecutiva dopo quella dell’individuale: «In effetti questo per me è stato un Mondiale “galeotto” – afferma la pluricampionessa jesina subito dopo la gara persa dall’Italia contro la Russia -. È dura perdere due finali alla priorità. Forse oggi se avessi avuto la testa più libera ce l’avrei fatta. Anzi, devo dire che mi sentivo bene e che ero sicura di farcela. Sull’ultima stoccata, poi, ero convinta che l’arbitro avesse dato l’alt perché la russa si era girata. Purtroppo non è andata così. Mi dispiace tantissimo per le mie compagne. È un vero peccato, ma adesso è già ora di cominciare a pensare al Mondiale dell’anno prossimo (a San Pietroburgo, ndr)».

La delusione e la tensione si leggono chiaramente sulla faccia di Andrea Magro, che, comunque, riesce come sempre a trovare il lato positivo anche in una sconfitta: «Che posso dire dopo questa gara? Che sono orgoglioso di essere il ct di una squadra meravigliosa che ha dato tutto nonostante una serie di problemi, non ultimo un leggero stiramento accusato dalla Trillini alla fine del secondo assalto di questa finale. Forse stasera abbiamo tirato un po’ contratte e in certi momenti non abbiamo fatto le scelte tatticamente giuste. Abbiamo tirato soprattutto con il cuore. Del resto, per noi non è facile. Fin da questa mattina tutte le squadre che abbiamo affrontato contro di noi si sono nascoste».

Un sorriso malinconico accompagna l’uscita di scena da questo Mondiale di Margherita Granbassi, che stasera ha mancato di pochissimo un bis oro individuale-oro a squadre che poche donne nella storia del fioretto si sono potute permettere (tra esse, ovviamente, le immense Vezzali e Giovanna Trillini). A chi le chiede se è stato difficile affrontare la gara a squadre dopo l’oro individuale, la triestina risponde sinceramente: «In effetti, non è stato facile, ma fino alla semifinale contro la Corea del Sud credo di essermi comportata egregiamente. Poi, purtroppo, in finale ho accusato quel passaggio a vuoto contro la Chanaeva (un parziale di 0-5, ndr). Ma devo dire che in quell’occasione la russa è stata bravissima. Del resto, nelle prove a squadre soffro tantissimo, perché sono anche più emotiva di quanto non sia già nell’individuale».

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