
Lipsia – Oltre due ore è durato il primo atto del ritorno di Valentina Vezzali sulle pedane. Al termine dei sei assalti del girone eliminatorio, la campionessa olimpica – affiancata dal Ct Andrea Magro – ha organizzato una conferenza stampa volante: «Avrei potuto anche far meglio con tutte vittorie, ma la venezuelana Fuenmayor mi ha battuto pur non facendo niente. Il fatto è che con questo nuovo apparecchio si deve piazzare bene la stoccata, altrimenti puoi perdere con chiunque. Spero di incontrare di nuovo la venezuelana nel prosieguo del torneo, per poter regolare questo conto in sospeso».
Sei contenta della tua performance?
«Sì, anche se lo considero un antipasto. Il torneo serio comincia domani. Però ho saputo reagire bene dopo la sconfitta con la venezuelana: sono rimasta concentrata e la concentrazione è essenziale nella scherma, ma ancora di più con questi nuovi tempi di impatto».
Ma che impressione ti ha fatto tornare a disputare i gironi?
«Mi sembrava di essere tornata ai tornei Prime Lame. Mi sentivo come una debuttante alla sua prima gara. D’altra parte non facevo i gironi dal 1993, quando, peraltro, la loro disputa era obbligatoria».
È molto diverso rispetto all’assalto a quindici stoccate?
«Per me certamente sì, perché io in genere parto perdendo qualche stoccata all’inizio, ma con le quindici stoccate hai molte più possibilità per recuperare».
Sembra che verrà introdotta la moviola nelle finali a otto. Che cosa ne pensi?
«Ne potrà fare uso soltanto l’arbitro. Se ha dei dubbi, è giusto che controlli per correggersi eventualmente. In questo modo non si discredita. Nel complesso sono favorevole alla moviola».
I nuovi tempi di impatto dell’apparecchio?
«Viene fuori bene il tuo carattere. Il nuovo apparecchio non perdona».
Domani tuo figlio Pietro compie quattro mesi…
«Vi racconto una cosa strana: liui dorme sempre fino a tardi la mattina, ma oggi ho saputo che si è svegliato alle sei. Forse trepidava per il mio ritorno in pedana. Altra cosa singolare è stata questa: martedì ho avuto una delle mie solite crisette di pianto e ho saputo che anche Pietro in quello stesso momento si era messo a piangere e l’ha fatto per venti minuti».
Ti senti da medaglia?
«Se costruisci il castello troppo in fretta, rischi di farlo crollare. Io voglio mettere mattone dopo mattone. Per adesso voglio tirare e divertirmi».












