
Roma – A pochi giorni dalla partenza della squadra azzurra per i Campionati del Mondo Cadetti e Giovani, in programma a Belek (Turchia) dal 10 al 18 aprile, i tre commissari d’arma, Carlo Carnevali (spada maschile e femminile), Andrea Magro (sciabola maschile e femminile, fioretto femminile) e Stefano Cerioni (fioretto maschile), hanno voluto rispondere a dieci domande comuni inerenti alla manifestazione iridata, non senza una panoramica sullo stato del movimento schermistico giovanile italiano.
Con quali aspettative vi apprestate ad affrontare la trasferta di Belek?
Carnevali: “Al momento siamo abbastanza competitivi nei Giovani, sia per quanto concerne l’individuale che la gara a squadre. Per i Cadetti, invece, è più difficile fare una previsione, anche se propenderei per le ragazze”.
Magro: “Con un po’ di curiosità per vedere all’opera la squadra di fioretto femminile che rispetto l’anno scorso, quando vinse, si presenterà con qualche novità. Nelle sciabole Giovani, poi, abbiamo due squadre in grado di poter ben figurare”.
Cerioni: “Per i Cadetti sarà un’incognita, in quanto non si conosce il reale valore degli avversari; mentre, per i Giovani, possiamo schierare sia nell’individuale, che nella gara a squadre, una formazione in grado di far bene”.
Qual è stato il criterio di scelta sul quale vi siete basati per le convocazioni?
Carnevali: “Quello meritocratico, unito a quello di prospettiva. Se si confrontano le classifiche con le convocazioni, il criterio è presto spiegato. Chiaro che in alcuni casi si possono scegliere atleti di grandi potenzialità: vedi Punzone”.
Magro: “E’ sempre lo stesso, ovvero il giusto mix tra risultati e relazioni fatte dal sottoscritto e lo staff tecnico sugli atleti visti in pedana. L’arco temporale è quello stagionale. Una gara, di certo, non può cambiare delle scelte, ma può aiutare a sciogliere dei dubbi”.
Cerioni: “Sul fronte Cadetti, visti i non buoni risultati a livello internazionale mi sono basato sulle gare nazionali, cercando di valutare il loro rendimento annuale. Per i Giovani, invece, aldilà di Valerio Aspromonte, Martino Minuto e Tobia Biondo, che hanno ampiamente dimostrato di meritare la convocazione, ho scelto Michele Terrazzo per una serie di motivi prettamente tecnici, basati anche sulla qualità degli avversari affrontati nelle varie competizioni”.
Un atleta su cui puntereste in maniera particolare?
Carnevali: “E’ imbarazzante fare nomi, ma se proprio devo, direi Giulia Rizzi e Marzia Duroni: la prima protagonista di una stagione esaltante; mentre, la seconda, addirittura finalista in una prova di Coppa del Mondo Assoluta”.
Magro: “Arianna Errigo nel fioretto femminile. Nella sciabola direi Loreta Gulotta, Irene Vecchi, Massimiliano Murolo, Luca Iacometti ed Alberto Pellegrini”.
Cerioni: “Aspromonte, Biondo e Minuto hanno buone possibilità di andare a medaglia, sperando, magari, di non incappare in scontri diretti”.
Si può pensare di poter migliorare il risultato dell’anno scorso di Taebaek City, nel quale l’Italia fu seconda nel medagliere?
Carnevali: “Migliorare è la speranza di tutti, anche se non sarà facile. Diciamo che sarebbe già importante confermarsi e tenendo presente che l’Italia si presenta sempre con squadre competitive, direi che sono fiducioso”.
Magro: “Quando finiscono queste gare siamo sempre tra i primi. Ci sono nazioni con più atleti e più maestri di noi, ma alla fine la nostra qualità ci aiuta ad emergere”.
Cerioni: “Certo far meglio dell’anno scorso sarebbe stratosferico: due ori, un argento ed un bronzo rappresentano un gran traguardo. Mai dire mai. In generale, direi che la nostra squadra parte con buone chance di far bene dappertutto”.
Quanto vale un’affermazione ad un mondiale giovanile in prospettiva senior?
Carnevali: “Vale molto a livello di trampolino di lancio. Chi fa bene nell’Under 20 è molto motivato. E’ un punto di partenza importante dal punto di vista psicologico, anche se all’atto pratico il salto di categoria è cosa ben diversa”.
Magro: “E’ un aiuto ed uno stimolo a continuare a far bene. Non ci si deve esaltare e non ci si deve abbattere se le cose non vanno bene. Quanti giovani si sono persi dopo aver vinto e quanti altri sono emersi senza vincere”.
Cerioni: “Dà sicurezza nei propri mezzi e carica psicologica., ma non ti deve far sentire un campione arrivato. E’ importante lavorare in quella fascia d’età con la consapevolezza di essere tra i più forti. Uno stimolo maggiore per affrontare gli Assoluti”.
Da quest’anno, i Campionati del Mondo Giovani, rappresenteranno anche l’atto finale della Coppa del Mondo. Una prova, quindi, dalla doppia importanza?
Carnevali: “A livello Under 20, non abbiamo mai inseguito in maniera maniacale la coppa. Quando stilo il programma annuale, cerco di mandare i ragazzi a gare con un elevato numero di partecipanti e nelle quali i nostri atleti possano confrontarsi con avversari di livello. Chiaro che se c’è la possibilità di portare a casa il risultato non ci tiriamo indietro”.
Magro: “Chi va a Belek va per vincere una medaglia al Mondiale, non di certo con il pensiero alla Coppa del Mondo. Se poi arriva anche quella ben venga”.
Cerioni: “Quando tiravo io era così. Vincere un Mondiale è un risultato di grande rilievo, ma allo stesso tempo, far bene nel corso dell’anno è assai importante. La gara di un giorno non può cancellare i risultati di una stagione”.
Qual è lo stato di salute del movimento giovanile italiano?
Carnevali: “Buono, anche se ci vorrebbero più risorse per poter fare più esperienza ai giovani a livello internazionale, lo dico senza alcuna polemica. Ciò nonostante, il movimento produce sempre buoni atleti”.
Magro: “Vedo i ragazzi in ritiro molto contenti di partire e con grandi stimoli. Questo è il miglior messaggio dello stato di salute del movimento giovanile”.
Cerioni: “Dopo l’avvento del nuovo apparecchio c’è stato un momento di leggera crisi. I maestri stanno lavorando molto sulla tecnica, con la conseguenza che vedremo moli atleti con più scherma alla mano. I nostri rimangono senza dubbio tra i più forti”.
Quanto conta il lavoro dei maestri proprio in questa fascia d’età?
Carnevali: “Moltissimo, in quanto l’atleta viene formato dal maestro nella propria società di appartenenza. Un lavoro fondamentale, quasi decisivo”.
Magro: “E’ tutto, soprattutto in questa fase decisiva della loro carriera, momento nel quale si formano gli atleti”.
Cerioni: “Conta e quanto conta. Il maestro, nel passaggio tra la fase giovanile e quella senior, deve cercare di plasmare l’atleta sotto vari punti: la tattica, la giusta esperienza ed altri particolari che ne fanno la differenza in pedana e che consentono al ragazzo di giocarsela con avversari quotati”.
Se doveste dare un consiglio ai giovani della scherma italiana, cosa gli direste?
Carnevali: “Di avvicinarsi alla scherma in maniera professionale, valutando meglio anche altri aspetti come la preparazione fisica, l’alimentazione e l’approccio alle gare in chiave psicologica”.
Magro: “Di divertirsi e di vivere questo periodo della loro vita come il più bello”.
Cerioni: “Di lavorare con passione, perché il lavoro paga sempre, anche rinunciando alla propria vita privata, cercando di conciliare scuola e sport. E’ un periodo bello della propria vita, ma non tutti diventeranno campioni e il futuro è importante”.
L’augurio, infine, prima di salire sull’aereo per la Turchia?
Carnevali: “Oltre alla scaramanzia, mi auguro che i ragazzi che partono per i Mondiali, si possano esprimere per quello che valgono, dando il massimo di loro stessi aldilà del risultato”.
Magro: “Da quando faccio questo lavoro non passo più una Pasqua a casa, per cui mi auguro di divertirmi, soprattutto con i risultati”.
Cerioni: “Che tutte le nostre squadre possano far bene e portino a casa più medaglie possibili”.













