IMPIANTISTICA SPORTIVA – PUBBLICATO IL ”PROGETTO PILOTA PER UNA PALESTRA DI SCHERMA AD USO POLIVALENTE”

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IMPIANTISTICA SPORTIVA – PUBBLICATO IL ”PROGETTO PILOTA PER UNA PALESTRA DI SCHERMA AD USO POLIVALENTE”

Roma – E’ stato pubblicato sul sito federale il progetto pilota per una ”Palestra di scherma ad uso polivalente”. Il progetto, secondo quanto deciso dal Consiglio Federale nella seduta del 2 marzo 2007, nasce dall’esigenza di adeguare strutture già esistenti all’uso schermistico o, in alternativa, progettare ex-novo un impianto deputato alla sola attività della scherma. Il progetto è stato redatto dallo ”Studio Architetti V. Marconi & F. Marconi” di Genova, che attraverso le parole dell’architetto Federica Marconi ha voluto spiegare con quali modalità sia stato concepito: ”Lo studio progettuale nasce dalla fusione delle esperienze maturate nell’ambito professionale e nel mondo della scherma, sia da atleta che da dirigente. L’analisi professionale si è incentrata sullo studio dell’attuale situazione italiana nel settore impianti sportivi: da qui ne consegue la considerazione della difficoltà per tante discipline sportive a reperire gli spazi adeguati per lo svolgimento dell’attività. Punto di partenza del progetto è quindi l’attuale necessità di far convivere diverse attività sportive nell’ambito della stessa struttura. La scherma è disciplina che, per motivi tecnici, ha diverse difficoltà nella convivenza con altri sport; difficoltà che sono sensibilmente diminuite con l’avvento di nuove e più sofisticate tecnologie, ma che hanno bisogno di essere razionalizzate e soprattutto relazionate con gli spazi che si hanno a disposizione. L’impianto multi-sport è oggi un tema di grande attualità non solo in Italia, ma in tutto il mondo ed è inoltre di grande interesse per la progettazione architettonica. Il progetto di un impianto dedicato alla scherma (anche in condivisione con altri sport) si è accentrato sull’utilizzo delle nuove tecnologie per gli impianti di sala (con pedane di tipo avvolgibile oppure a filo pavimento, con rulli, cavi e apparecchi appesi o incassati sottopavimento) e sull’organizzazione del blocco servizi (con ampio spazio dedicato agli spogliatoi e locale specifico per l’asciugatura delle divise). Questa prima fase di progetto ovviamente non ha la pretesa di essere esaustiva in quanto ogni situazione logistica presenta problemi variabili e impossibili da prevedere. L’obiettivo è quello di raccogliere in un unico documento un insieme di informazioni tecniche specifiche e di metterle in relazione con considerazioni di tipo architettonico e funzionale, in modo tale che possa essere strumento utile a quanti dovranno affrontare questo tipo di problematiche”. Un primo passo importante, secondo quanto dichiarato dal consigliere Renato Buratti: ”Abbiamo voluto lavorare in questa direzione in quanto la problematica è molto sentita da parte delle Società e dal Consiglio medesimo. Si è partiti da un approccio standard, ma di grande flessibilità, vista la realtà dell’impiantistica sportiva. Un primo passo, ma di grande importanza”. La relazione completa è inserita nel canale Comunicati”.

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