
Torino – Il ”pari valore” dello sport femminile e la lotta alle discriminazioni basate sul sesso. Gli Enti locali piemontesi quali promotori di una rete di rapporti con il CONI, le Federazioni, gli Enti di promozione e le associazioni sportive, con obiettivi ben precisi: aiutare le donne a conciliare lo sport di base ed agonistico, con la maternità ed i tempi della famiglia, con il lavoro e con lo studio, incrementando, inoltre, la presenza femminile ai vertici delle organizzazioni sportive. Questi i temi principali del convegno di Torino dal titolo ”Più donne nello sport”, nel quale Regione Piemonte, Provincia e Città di Torino, si sono impegnate, con una dichiarazione formale, a promuovere le pari opportunità nella pratica sportiva. Tra gli ospiti il Presidente Giorgio Scarso, invitato, non a caso, ad illustrare una delibera del Consiglio Federale che ha posto l’accento su un argomento che già da qualche tempo la Federscherma ha affrontato con grande sensibilità: ”La FIS ha deciso di consentire alle atlete in stato interessante di continuare a percepire l’indennità di allenamento, mantenendo il punteggio acquisito durante l’attività agonistica. Una decisione che vuole tutelare il diritto delle schermitrici di diventare mamme, senza impedire alle stesse di essere penalizzate in alcun modo”. Un primo passo verso una parità che dovrà trovare nel futuro una sua piena attuazione, afferma il presidente federale: ”Siamo molto soddisfatti di essere stati tra i precursori, ma questo non ci deve fare adagiare, ma bensì dovrà servire da stimolo per realizzare gli obiettivi di reale parità”. Sulla stessa falsariga il Ministro delle Politiche Giovanili e le Attività Sportive, Giovanna Melandri, che ha voluto sottolineare il forte impegno nell’occuparsi indistintamente di tutti gli sport, nel combattere le discriminazioni esistenti fra quelli maggiori e minori nei confronti delle donne sportive. Ed è su questo secondo punto che il Ministro ha voluto soffermarsi, partendo dalla soddisfazione nel constatare, in questi sette primi mesi di attività, la continua affermazione delle atlete italiane nelle varie discipline: basti pensare alla Granbassi, la Vezzali e la Trillini nella scherma; a Vera Carrara nel ciclismo, ad Alessandra Sensini nel windsurf, solo per citare alcuni nomi. La necessità, quindi, di modificare il quadro normativo in modo da regolare il nebuloso mondo delle semiprofessioniste, ridisegnando l’attuale Legge 91/81. Roberto Fabbricini, responsabile della preparazione olimpica del CONI, ha rivendicato, infine, il pari trattamento tra donne ed uomini nell’attribuzione dei premi-medaglia applicato dal Comitato Olimpico Nazionale, che assicura anche provvidenze economiche alle atlete di punta in caso di maternità.












