
Roma – All’indomani della conclusione a Lipsia dell’edizione 2005 dei Campionati Mondiali di scherma, il Presidente federale Giorgio Scarso ha rilasciato alla stampa una intervista nel corso della quale ha toccato molti argomenti
-L’Italia a Lipsia ha conquistato sei medaglie: due d’oro, due d’argento, due di bronzo, che bilancio ne trae?
-Sicuramente il bilancio è positivo, aldilà del fatto che sarebbe potuta arrivare qualche medaglia in più o di metallo diverso. Nel fioretto maschile abbiamo una squadra giovane, molto competitiva per Pechino 2008, a Lipsia la squadra avrebbe potuto essere d’oro. Nel fioretto femminile l’operazione è quella di inserire le giovani accanto a Valentina Vezzali. Nella sciabola maschile quella medaglia d’argento a squadre grida ancora vendetta, bisogna vedere se serve qualche innesto giovane in prospettiva Pechino; questo logicamente sarà compito di Christian Bauer. Nella sciabola femminile ci sono grandi potenzialità: nell’individuale sono giunti due ottimi bronzi, ma nel torneo a squadre c’è stata delusione. Sulla spada occorre impostare un lavoro nuovo ed investire su questa arma. Per quanto riguarda gli atleti si deve entrare nell’ottica di arrivare ben preparati all’appuntamento mondiale, dobbiamo profondere risorse per coinvolgere un numero maggiore di atleti; i cosiddetti senatori debbono rendersi conto che nulla è scritto in modo indelebile. Nè i problemi si risolvono cambiando commissario. A metà novembre il CF si riunirà per esaminare il problema della spada che ha una priorità assoluta. C’è bisogno di lavorare anche sul piano magistrale perché si deve stare al passo con i tempi: la nostra spada è di ieri, va aggiornata. Occorre cercare un percorso nuovo e lo faremo d’intesa con il CONI cui va dato atto della piena collaborazione. Ringrazio il presidente Petrucci e il segretario Pagnozzi per aver approvato il progetto generale che riguarda le strutture tecniche federali.
– A Lipsia la famosa moviola c’era ma non è stata mai utilizzata. Che ne pensa?
– Si è risolto in un grande bluff. Più che sulla moviola la FIE deve lavorare in campo arbitrale perché ho visto degli assalti diretti da persone che nulla hanno a che vedere con la grande scherma. E ovvio che agli arbitri non può far piacere di utilizzare la moviola per correggere propri eventuali giudizi su una stoccata assegnata. Semmai si potrebbero porre dei sensori a fondo pedana o lateralmente.
– Torino sta lavorando per la prossima edizione dei Mondiali. A Lipsia c’è stato poco pubblico. Cosa si augura?
– Vorrei vedere a Torino un Mondiale vissuto dall’Italia intera, con una stampa attenta e critica, Non vorrei assistere invece a ciò che hanno fatto gli sciabolatori dopo la sconfitta in finale. A Lipsia ho visto pochi manifesti per le strade, invece io penso che l’intera città debba vivere l’Evento. Occorre fare la dovuta promozione. Dobbiamo uscire dal sottoscala dove ci nascondiamo come vittime. Dobbiamo dialogare con la stampa. C’è una cultura da far crescere. A questo proposito stiamo pensando a una convention per l’informazione in cui coinvolgere anche gli operatori della stampa locale, quella di base. Per promuovere un Evento schermistico serve l’apporto di tutti.
– Ci sono state polemiche con la RAI per aver collocato i Mondiali di scherma solo sul canale satellitare. A dicembre scadrà il contratto tra FIS e RAI, cosa chiederete?
– I giornali hanno protestato, lo ha fatto anche il Presidente del CONI, se ne è discusso persino in Commissione di Vigilanza. Credo che sia giunto il momento di dialogare in modo differente con la RAI. La scherma chiede la giusta visibilità, quella che merita.
– A novembre la FIE terrà la sua Assemblea a Doha. Cosa accadrà?
– A Doha si giocherà il futuro del fioretto. Tutte le nazioni più evolute in quest’arma rigettano la prospettiva di eliminare il bersaglio non valido. L’Esecutivo FIE non si è ancora espresso, il presidente Roch però vuole così ma deve abituarsi a tener conto anche del parere delle Federazioni nazionali interessate. Sul mantenimento del “bianco” c’è identità di vedute anche tra grandi e piccole federazioni. Esistono anche problemi di politica economica. Per esempio il 50% delle Federazioni non dispone delle risorse per i microchips dei nuovi tempi di impatto degli apparecchi. Far aumentare il numero delle nazioni affiliate è molto importante, ma bisogna anche far crescere la loro scherma.
-Pensa che tornerà il fioretto femminile a squadre a Pechino?
– Stiamo lavorando insieme con altre Federazioni nazionali per mettere a punto una proposta da presentare al CIO: ridurre i giorni delle gare di scherma e in compenso avere 12 medaglie.












