Dalla pedana al laboratorio: firmata la convenzione tra Università di Pisa e Federazione Italiana Scherma

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Dalla pedana al laboratorio: firmata la convenzione tra Università di Pisa e Federazione Italiana Scherma

PISA – È stata firmata oggi, nell’Aula Magna Nuova del Palazzo “La Sapienza”, la convenzione quadro tra l’Università di Pisa e la Federazione Italiana Scherma, al centro dell’incontro “Dalla pedana al laboratorio: quando la scherma diventa ricerca e innovazione”.
L’iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni, della Federazione, del mondo accademico e dello sport olimpico per approfondire il ruolo della ricerca scientifica e delle nuove tecnologie nello sviluppo della scherma e della preparazione atletica.

Ad aprire l’incontro sono stati i saluti del Rettore dell’Università di Pisa Riccardo Zucchi e dell’Assessore del Comune di Pisa con delega allo Sport Frida Scarpa. Sono intervenuti Chiara Galletti, Delegata del Rettore per le Relazioni con le Imprese, Giorgio Scarso, Presidente Onorario della Federazione Italiana Scherma, e Daniele Garozzo, Vicepresidente vicario della Federazione Italiana Scherma. Presenti anche campioni olimpici, rappresentanti della Federazione, docenti dell’Ateneo ed esperti di innovazione applicata allo sport, tra cui la neo numero 1 del mondo del fioretto femminile Martina Batini, il CT del fioretto azzurro Simone Vanni, la Consigliera federale Daria Marchetti, il Presidente del Comitato regionale FIS Toscana, Domenico Cassina, sempre in rappresentanza del mondo schermistico, con le delegazioni delle società pisane, Tommaso Chiappelli, Giandomenico Varallo, Federico Funghi e Renato Buratti, e ancora Renzo Valentini, Francesca Di Puccio, Alberto Landi, Lorenzo Galli e Fabio Gulmini.

La convenzione avvia una collaborazione strutturata tra l’Ateneo e la Federazione con l’obiettivo di sviluppare attività di ricerca e innovazione nel settore dei materiali e delle tecnologie applicate all’attrezzatura schermistica, con particolare attenzione allo studio delle proprietà meccaniche, fisiche e funzionali dei materiali impiegati per spade, fioretti e sciabole. L’accordo punta, inoltre, alla progettazione e validazione di soluzioni innovative capaci di garantire elevati standard di sicurezza, affidabilità e prestazione per gli atleti, anche attraverso l’individuazione di alternative ai materiali oggi utilizzati. Un altro obiettivo condiviso riguarda la promozione di una maggiore accessibilità economica delle attrezzature schermistiche, per favorire una diffusione sempre più ampia della pratica sportiva. La collaborazione prevede la possibilità di attivare ricerche in collaborazione e conto terzi, laboratori congiunti, tirocini curriculari e non curriculari, borse di ricerca e di dottorato, contratti di apprendistato e percorsi di formazione continua.

La convenzione avrà una durata di cinque anni e consentirà alle due istituzioni di sviluppare specifici accordi attuativi su progetti di ricerca, formazione e trasferimento tecnologico.

Siamo particolarmente soddisfatti di questo accordo istituzionale, così prestigioso, che esprime chiaramente la visione della nostra Federazione su indirizzo del Consiglio federale guidato dal presidente Luigi Mazzone – le parole del Vicepresidente vicario della FIS, l’olimpionico Daniele Garozzo –. Lavorare sui materiali, anche con l’obiettivo di arrivare a offrire al nostro mondo costi più accessibili nello sviluppo di nuovi sistemi efficienti e sicuri, è una priorità che potrà essere perseguita grazie alla collaborazione con l’UniPI, alla quale va il nostro ringraziamento per aver creduto in questo percorso condiviso e di grande prospettiva”.

Con questa convenzione l’Università di Pisa e la Federazione Italiana Scherma avviano una collaborazione strategica che punta a trasformare ricerca e innovazione tecnologica in strumenti concreti a supporto della sicurezza, della prestazione atletica e della diffusione della pratica schermistica – ha detto Renzo Valentini –. Un obiettivo centrale sarà anche lo sviluppo di materiali e soluzioni capaci di ridurre i costi delle attrezzature, rendendo la scherma più accessibile e facilitando l’ingresso dei giovani in questo sport”.

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