
Pordenone – ”Si parla spesso di rapporti tra sport e scuola, ma i due mondi raramente riescono a muovere il primo passo che porti ad avvicinarli. Ecco, noi oggi possiamo dire di esserci riusciti”. Con queste parole il preside del Liceo Scientifico ”Michelangelo Grigoletti”, prof. Francesco Andreoli, ha accolto oggi il Presidente della Federazione Italiana Scherma, Giorgio Scarso, venuto appositamente nella cittadina friulana per firmare la convenzione che stabilisce un rapporto di collaborazione tra le due istituzioni e che, come primo passo, porterà ai Campionati Mondiali di scherma, in programma a San Pietroburgo dal 28 settembre al 7 ottobre prossimi, 15 allieve del corso linguistico in qualità di stagiste aggregate alla delegazione sportiva nazionale. ”Una opportunità formativa e professionalizzante unica – ha proseguito il dirigente scolastico – che lascerà anche il ricordo di una esperienza emotivamente forte ed indimenticabile; quando mi è stata prospettata questa possibilità, mai avrei pensato che il nostro Istituto avrebbe ricevuto attenzione da quella che considero la più gloriosa Federazione sportiva italiana, e se oggi siamo qui lo si deve alla sensibilità e alla lungimiranza del suo presidente”. Raccolti i saluti dell’Assessore alla Cultura del Comune di Pordenone, prof. Gianantonio Collaoni, e del delegato regionale FIS prof. Paolo Menis, il presidente federale Giorgio Scarso (nella foto con alcuni allievi) ha inteso sottolineare come ”io, in qualità di presidente, e tutto il Consiglio Federale, intendiamo porre massima attenzione al mondo scolastico, poiché purtroppo sinora i due mondi – quello sportivo e quello dell’istruzione – sono sempre stati visti in modo conflittuale, come se si sottraessero energie a vicenda. Noi siamo dell’opinione, invece, che un bravo atleta è anche un bravo studente, poiché le qualità che un giovane deve mettere in gioco sono le stesse sia nello sport che nella scuola: costanza, applicazione, preparazione e sacrificio. Sono convinto che le due istituzioni possono operare per sviluppare queste qualità in modo sinergico. Inoltre, i nostri atleti – che pur vincono molto – lo fanno unicamente col cuore, per passione e per tenere alta l’immagine della nostra Nazione; nelle loro motivazioni non ci sono ingaggi milionari che riescano a garantire un prospero futuro anche al termine della carriera sportiva. Ecco allora che, anche per noi come Federazione, la volontà di porre attenzione al futuro dei nostri giovani atleti e potenziali campioni del domani, passa necessariamente attraverso la protezione della loro carriera scolastica oltre che sportiva, in modo che possano avere, deposte le armi, un posto nella società importante e in linea con quello che possono aver avuto come sportivi”.













