CAMPIONATI EUROPEI GIOVANI – L’ITALIA SI CONFERMA LEADER IN EUROPA. IL PRESIDENTE FEDERALE GIORGIO SCARSO: ”IL LAVORO DELLA BASE ASSE PORTANTE DI QUESTI SUCCESSI”.

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CAMPIONATI EUROPEI GIOVANI – L’ITALIA SI CONFERMA LEADER IN EUROPA. IL PRESIDENTE FEDERALE GIORGIO SCARSO: ”IL LAVORO DELLA BASE ASSE PORTANTE DI QUESTI SUCCESSI”.

Roma – L’Italia è stata ancora una volta protagonista ai Campionati Europei Giovani disputati a Praga. La squadra azzurra, infatti, ha chiuso al primo posto del medagliere con 4 ori, 2 argenti e 1 bronzo, superando la fortissima Russia che di medaglie ne ha conquistate 10, ma con meno allori (2 ori, 3 argenti e 5 bronzi). Gli ori sono arrivati da Arianna Errigo nel fioretto individuale, da Irene Vecchi nella sciabola individuale, dalla squadra di fioretto maschile (Martino Minuto, Tobia Biondo, Niccolò Meringolo e Michele Pirrazzo) e da quella di spada maschile (Luca Ferraris, Edoardo Munzone, Samuele Rivolta e Matteo Trager). I due argenti, invece, portano la firma della squadra di fioretto femminile (Martina Batini, Valentina De Costanzo, Arianna Errigo e Maddalena Tagliapietra) e di Maddalena Tagliapietra nel fioretto individuale. L’unico bronzo, poi, è stato quello vinto da Luigi Miracco nella sciabola individuale. Un bottino che supera quello della passata stagione a Poznan, allorquando l’Italia chiuse con 6 medaglie (1 oro, 2 argenti e 3 bronzi). Il presidente federale Giorgio Scarso (nella foto) ha voluto sottolineare l’importanza del risultato: ”Un vivo complimento a tutti. Questo risultato s’inquadra nel costante rendimento della scherma italiana dopo i successi dei Mondiali Cadetti e Giovani di Belek, gli Europei di Gand e il Mondiale di San Pietroburgo. Bene ha fatto la Federazione, seppur tra mille difficoltà di tipo economico nell’anno della qualificazione olimpica, a puntare su questo evento. Un investimento che vedrà tra qualche anno questi giovani sicuri protagonisti tra gli Assoluti. Un fatto importante da rimarcare, inoltre, è che i risultati sono arrivati in tutte le specialità, a dimostrazione che l’Italia non è arma-dipendente. Il lavoro della base è l’asse portante di questi successi, ottimizzati con il lavoro dei Ct ed attraverso le scelte del Consiglio Federale”.

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