
Roma – Scaramanzia, serenità, grande voglia di fare ed un pizzico di tensione, questo in sintesi, il succo delle dichiarazioni di alcuni dei protagonisti della rassegna iridata che hanno voluto tracciare un bilancio del lavoro svolto nel corso della preparazione estiva. I responsabili d’arma Andrea Magro (fioretto femminile e sciabola), Stefano Cerioni (fioretto maschile) e Carlo Carnevali (spada); le fiorettiste Giovanna Trillini e Margherita Granbassi, i fiorettisti Salvatore Sanzo (nella foto) e Simone Vanni; la sciabolatrice Ilaria Bianco e lo sciabolatore Gianpiero Pastore; lo spadista Matteo Tagliariol e la spadista Bianca Del Carretto, le voci degli atleti che saranno impegnati sulle pedane del Peterbursky Sports Complex dal 28 settembre al 7 ottobre prossimi.
Andrea Magro (Ct sciabola e fioretto maschile): ”Colgo l’occasione per ringraziare sia come responsabile, ma soprattutto come uomo, le persone che hanno lavorato nel corso dei collegiali e che non saranno presenti ai Mondiali. Se dovessero arrivare delle medaglie il mio primo pensiero sarà rivolto a loro. Per quanto concerne i ragazzi direi che sono pronti, compresi anche Aldo Montano che ha avuto problemi agli adduttori e Margherita Granbassi alle prese con un dolore al ginocchio”.
Carlo Carnevali (Ct spada): ”Previsioni non ne faccio. Posso solo dire che sia le ragazze sia i ragazzi hanno lavorato bene. Siamo pronti per questo appuntamento, fisicamente e psicologicamente. Lo so e lo vedo. Speriamo bene. Un Mondiale è sempre una gara a parte, soprattutto in questo caso visto che in ballo c’è la qualificazione olimpica, ma lo affrontiamo sereni e con la coscienza a posto, perché abbiamo fatto tutto quello che c’era da fare”.
Stefano Cerioni (Ct fioretto maschile): ”Siamo arrivati alla fine della preparazione in ottime condizioni mentali e fisiche. Tutti i ragazzi mi hanno dato l’impressione di stare bene. I presupposti per fare bene ci sono tutti”.
Giovanni Trillini (Campionessa del Mondo a Budapest 1991 e Città del Capo 1997): ”E’ indubbio che l’obiettivo più importante di questo Mondiale sarà la gara a squadre, valida per la qualificazione a Pechino 2008. Sono soddisfatta della mia preparazione rispetto all’anno scorso quando ebbi problemi al ginocchio che mi impedirono di presentarmi al top della forma. Al momento direi che le cose vanno bene, anche se quando saremmo in Russia ci renderemo conto delle effettive condizioni. Ci sono tante variabili, per cui è inutile fare previsioni. L’obiettivo è quello di riuscire a proporre la mia miglior scherma”.
Margherita Granbassi (Campionessa del Mondo di fioretto a Torino 2006): ”Purtroppo durante la preparazione ho avuto i miei soliti problemi al ginocchio. Sto facendo dei trattamenti sulle cartilagini con l’acido ialuronico, ma non è che incidano molto sul dolore. Ovviamente questi problemi mi hanno in parte condizionato, perché ho dovuto fare degli allenamenti personalizzati, tralasciando alcuni esercizi. Diciamo che è una situazione che mi porto dietro da anni e alla quale, di conseguenza, sono abbastanza abituata, ma ogni anno che passa fa più male, soprattutto quando la preparazione si fa più intensa come in questo periodo pre-mondiale. Per quanto riguarda i Mondiali, sto vivendo con tranquillità il fatto di andare a San Pietroburgo da campionessa in carica. Sono dell’idea che la responsabilità la senta maggiormente chi ancora deve dimostrare qualcosa. Io andrò in Russia con una consapevolezza maggiore, convinta di non dover dimostrare niente a nessuno. Fra l’altro da campionessa iridata, anche se ho avuto un inizio un po’ faticoso, ho fatto una buona stagione, concludendo con il bronzo europeo. Come mi guardano adesso le avversarie? A essere sincera non penso mai a chi mi sta di fronte. Probabilmente adesso contro di me salgono in pedana più agguerrite, ma io sono rimasta la stessa e non me ne accorgo. A San Pietroburgo la cosa che conterà di più sarà la gara a squadre, che vale per la qualificazione olimpica. Già il fatto che abbiano riammesso il fioretto femminile ai Giochi mi stimola. Come squadra in teoria non abbiamo rivali. Siamo cariche e preparate. Spero che riusciremo a dimostrarlo in pedana e a essere compatte. Quanto al torneo individuale un podio mi farebbe felice, ma se non dovesse andare bene la vita andrà avanti lo stesso e me ne farò una ragione”.
Salvatore Sanzo (Campione del Mondo di fioretto a Lipsia 2005): ”Mi sento molto tranquillo. Mi sono allenato benissimo con il maestro Antonio Di Ciolo. Sono molto determinato a far bene, anche se so che la concorrenza è agguerrita. Secondo me tutti i grandi favoriti arriveranno alla fine. Difficile ci siano sorprese. Per quanto mi riguarda, senza presunzione dico che chi come me ha vinto due mondiali può e deve pensare solo alla vittoria. Se poi dovessi andare a medaglia e gli altri italiani fare peggio di me, egoisticamente dico che sarebbe comunque un passo avanti. Come ho vissuto la rivalità con i miei compagni di squadra? Con grande serenità. Tra noi non c’è stato alcun tipo di problema. Siamo tutti atleti di alto livello e siamo tutti in grado di ben figurare a un’Olimpiadi. Conteranno i particolari e anche un po’ la fortuna”.
Simone Vanni (Campione del Mondo di fioretto a Lisbona 2002): ”Gli allenamenti sono andati bene. Non ci sono stati infortuni e quindi intoppi nella preparazione. Arrivo al Mondiale pronto. Certo, le gare secche hanno una storia a sé: uno può anche programmare tutto, ma basta un piccolo imprevisto per far sballare tutto. L’importante è avere fatto tutto il possibile. Le mie aspettative? Diciamo che, visto il mio ritardo in classifica rispetto agli altri, sento meno pressione: tutto quello che viene è guadagnato. Sono tranquillo, tirerò assalto su assalto. Dopo una stagione deludente mi ero ripromesso di rientrare tra i primi dieci del mondo. Ora sono undicesimo e a San Pietroburgo vorrei mettere un altro punto esclamativo al termine di un’annata che era cominciata malissimo ma che nel finale è andata bene. Voglio far vedere a tutti che ci sono ancora”.
Gianpiero Pastore (medaglia d’argento a squadre nella sciabola a Lisbona 2002 e Lipsia 2005): ”Ci ha fatto bene confrontarci con una squadra forte come l’Ucraina nel corso dell’ultimo collegiale. È stato sicuramente un buon test in vista di una competizione importante come quella di San Pietroburgo, dove non tireremo solo per le medaglie iridate, ma anche e forse soprattutto per la qualificazione olimpica. Questa per noi è una tappa fondamentale. Ce la giocheremo sul filo e quindi andremo in Russia con la voglia di dare il massimo. Ci conosciamo ormai da tempo e sappiamo come affrontare i grandi appuntamenti. Il nostro obiettivo? Adesso credo sia controproducente fare calcoli, perché partiremmo con delle riserve mentali. Dobbiamo dare tutto. Alla fine dei Mondiali faremo un bilancio”.
Ilaria Bianco (oro a squadre a Seoul 1999 e L’Havana 2003): ”Dopo l’intervento alla schiena, effettivamente mi sento in crescita. Nel corso del primo collegiale ho fatto soprattutto un lavoro di terapia in acqua, nel secondo ho cominciato a correre e ho anche tirato. All’inizio ho avuto ovviamente un po’ di paura, in particolare quando dovevo fare degli affondi, ma le sensazioni sono state buone. Certo, non posso essere al massimo della forma, ma ci proverò. Il risultato minimo ai Mondiali? Partiremo come sempre puntando all’oro, ma dobbiamo comunque prendere per forza una medaglia. Il quarto posto agli Europei di Gand ci ha dato una bella iniezione di fiducia. Credo che a San Pietroburgo tutto filerà liscio. Siamo una squadra forte e ho visto le mie compagne allenarsi benissimo. I presupposti per fare bene ci sono tutti”.
Matteo Tagliariol (vice campione europeo di spada e all’esordio mondiale): ”Vado a San Pietroburgo con la stessa idea che ho prima di ogni gara: vincere. Sarà particolarmente difficile, non solo perché è il mio primo Mondiale, ma anche perché non ci arriverò al massimo per via dell’infortunio che ha rallentato la mia preparazione. Ma non mi tiro indietro: vado in Russia per vincere. Il piede è ormai praticamente guarito. Devo dire anzi che dal punto di vista tecnico mi sento più in forma di prima. Certo, dal punto di vista muscolare non sono al massimo, ma spero di non risentirne. Previsioni? L’importante sarà entrare tra i primi quattro con la squadra. Poi lì si vedrà. Abbiamo visto che possiamo vincere e giocarcela con tutti, anche con corazzate come Francia e Ungheria, che sono oggettivamente più avanti di noi. Con tutte le altre siamo allo stesso livello”.
Bianca Del Carretto (campionessa europea a squadre di spada): ”In fase di preparazione non ho avuto nessun problema e, per la prima volta, ho avuto anche la possibilità di allenarmi col mio maestro Roberto Cirillo per tutto il periodo. Arrivo a questo appuntamento tranquilla, anche se il pensiero in questi giorni è fisso su San Pietroburgo. Non vedo l’ora di fare la gara. Le mie aspettative? Andrò in Russia per dare tutto. Spero vada bene, ma in questo tipo di appuntamenti conta anche come ti svegli la mattina del torneo. L’importante è non avere rimpianti alla fine della gara. È fondamentale entrare nelle sedici, perché fare un risultato inferiore significherebbe compromettere le chances di qualificazione olimpica. Una volta centrato questo primo obiettivo si potrebbe pensare di andare a medaglia, com’è giusto fare in occasione di un Mondiale. Nella gara a squadre possiamo giocarcela con tutte. L’oro agli Europei di Gand non è stato un caso. Possiamo e vogliamo lottare per una medaglia”.













