APPARECCHIO SENZA FILI E MASCHERE TRASPARENTI NEL FIORETTO E NELLA SPADA: IL PARERE DEI COMMISSARI TECNICI AZZURRI

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APPARECCHIO SENZA FILI E MASCHERE TRASPARENTI NEL FIORETTO E NELLA SPADA: IL PARERE DEI COMMISSARI TECNICI AZZURRI

Roma – Il Comitato esecutivo della FIE, riunito a Losanna il 2 e 3 febbraio scorsi, ha preso importanti decisioni riguardo la moviola e, soprattutto, l’introduzione degli apparecchi senza fili e delle maschere trasparenti nel fioretto e nella spada.

Per quanto concerne la prima questione, le innovazioni sono più che altro di dettaglio, visto che questa novità, epocale per la scherma e per lo sport in generale, è già stata inaugurata in grande stile ai Mondiali di Torino. In ogni caso, la FIE, nel ribadire che il video-arbitraggio è obbligatorio ai campionati del mondo e nelle prove di Coppa Grand Prix per il fioretto e per la sciabola (mentre resta facoltativo per la spada), ha deciso che

1. in caso di parità fra gli atleti al termine dell’assalto, l’arbitro deve obbligatoriamente ricorrere alla moviola per assegnare la stoccata decisiva nel caso che entrambe le luci si siano accese

2. la o le persone che controllano le decisioni dell’arbitro non devono essere per forza membri della Commissione arbitrale: per i Mondiali, è il capo dei delegati all’arbitraggio che designa questa o queste persone, mentre per le prove di Coppa del Mondo GP FIE a decidere è il delegato della Commissione degli arbitri. Restano invariate le regole introdotte già a Torino, vale a dire:

1. nell’individuale, il tiratore dispone, per gli assalti a eliminazione diretta (esclusi dunque i gironi di qualificazione), di due possibilità di ricorrere alla moviola. Se l’arbitro dà ragione al tiratore che ha presentato reclamo, quest’ultimo recupera la possibilità di fare appello

2. nelle gare a squadre, i tiratori dispongono di una sola possibilità di ricorso alla moviola. Se ottengono ragione, possono ripetere la richiesta

Passiamo alla novità più importante, che è destinata a rivoluzionare le abitudini di fiorettisti e spadisti: l’introduzione della maschera trasparente e dell’apparecchio che registra le stoccate senza bisogno di fili. Il Comitato esecutivo FIE ha deciso di rendere obbligatorio per il fioretto, a partire dal prossimo 1° marzo, l’utilizzo dell’apparecchio senza fili ai Mondiali e nelle prove di Coppa GP FIE. Nel caso della spada, invece, quest’obbligo ricorre solo nelle rassegne iridate.

La decisione definitiva è stata presa dopo i test effettuati in occasione dei Mondiali di Torino e in alcune gare di Coppa del Mondo Under 20. Secondo il parere della Commissione SEMI della FIE, l’apparecchio senza fili brevettato dalla società ucraina STM è perfettamente funzionante e può quindi essere omologato.

In un comunicato emesso nei giorni scorsi dalla Federazione internazionale, si sottolinea come l’introduzione dell’apparecchio senza fili sia indissolubilmente legata all’uso della maschera trasparente. La FIE invita perciò almeno i tiratori dei paesi organizzatori a indossare quest’ultima in tutte le fasi della competizione.

Com’era facilmente prevedibile, una rivoluzione di questa portata non poteva passare sotto silenzio. Abbiamo chiesto ai tre Ct azzurri – Stefano Cerioni (fioretto maschile), Andrea Magro (fioretto femminile e sciabola) e Carlo Carnevali (spada) – un giudizio sulla decisione della FIE.

Il più favorevole è Magro, che, del resto, come responsabile della sciabola, ha già avuto modo di conoscere direttamente pregi e difetti di queste novità: «Penso che dobbiamo essere aperti a tutto ciò che significa innovazione – dice il tecnico friulano – in particolare se a chiedercela è il CIO. Ovviamente, tutto deve funzionare alla perfezione. Se questa condizione viene rispettata, credo che uno sport “antico” come il nostro abbia il dovere di aprirsi alle novità, anche perché andare incontro ai desideri del Comitato Olimpico Internazionale potrebbe consentirci di arrivare finalmente ad avere dodici gare nel programma dei Giochi».

Più sfumata la posizione di Cerioni, che sembra preoccupato soprattutto per la scarsa quantità di test finora effettuati: «Penso e spero che abbiano provato a sufficienza il funzionamento dell’apparecchio senza fili – afferma il campione olimpico di Seoul 1988 – soprattutto quando gli atleti sono molto sudati. Non vorrei che succedesse come quando hanno introdotto le nuove regole per le stoccate, con gli apparecchi che non segnalavano le botte dritte che hanno dovuto essere cambiati dopo appena un anno. Per quanto riguarda la maschera, c’è da dire che il campo visivo viene notevolmente ridotto rispetto alle maschere tradizionali. Ma questa è una cosa alla quale gli atleti dovranno fare l’abitudine, così come a tirare senza filo. Detto questo, penso che una volta che tutti i problemi tecnici saranno risolti, allora l’evoluzione deve essere la benvenuta. La mia paura però è che si sia provato troppo poco».

Carnevali, infine, ci tiene a sottolineare come i due aspetti della questione – apparecchio senza fili da una parte e maschera trasparente dall’altra – vadano nettamente separati: «Se funziona – è l’opinione del maestro umbro – ben venga l’apparecchio senza fili, anche perché la sua introduzione per gli atleti si tradurrebbe in un alleggerimento dei materiali. Sulle maschere trasparenti, invece, non sono d’accordo, soprattutto perché potrebbero rivelarsi pericolose. E lo dico per esperienza diretta: qualche anno fa mi è capitato di assistere a delle prove e in alcune occasioni accadde che le maschere si ruppero. Magari con l’evoluzione dei materiali non succederà più, ma il rischio esiste. In più, le maschere con i colpi si rigano e perciò si comincia a vedere male, come si è appurato con la sciabola, il che porta gli atleti a cambiarle spesso. Non è tutto, perché rispetto alle maschere tradizionali il campo visivo diminuisce. Infine, essendo la testa bersaglio valido nella spada, diminuisce l’area a disposizione dei tiratori per toccare».

Come si vede, la questione è aperta. Adesso non resta che aspettare di vedere che cosa accadrà con l’applicazione pratica di queste novità.

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