
Roma – La Scuola dello Sport dell’Acquacetosa ha ospitato oggi un convegno di Medicina dello Sport, organizzato dal Professor Fabrizio Eusebi, direttore scientifico dell’Istituto di Medicina e Scienze dello Sport della CONI servizi. Al meeting erano presenti importanti personalità del mondo dello sport e dell’Università: insieme con il Professor Eusebi, hanno preso la parola il Prof. Chimenti, farmacologo dell’Università di Roma nonché membro di Giunta CONI, il Prof. Casasco, Presidente della Federazione Medico Sportiva Italiana, numerosi tecnici di squadre nazionali e, infine, vari medici federali (Golf, CIP, Canottaggio, Ginnastica, Scherma) e ricercatori universitari. Per la scherma, hanno partecipato il consigliere Luigi Campofreda, il Segretario Generale Salvatore Ottaviano, il Prof. Guido Brunetti, preparatore fisico delle squadre nazionali e, non ultimo, il Presidente dell’AIMS Giancarlo Toràn, il quale ha espresso la propria soddisfazione per le ricerche effettuate nell’ambito di SchermaLab, a nome dei maestri di scherma italiani. Nel corso del simposio, sono state presentate al pubblico alcune importanti ricerche scientifiche, molte delle quali effettuate nell’ambito del Progetto SchermaLab, ma riguardanti anche altre discipline sportive: karate, ginnastica ritmica, golf, pugilato. La prima relazione scientifica è stata svolta dal Prof. Xavier Iglesias, dell’Istituto Nazionale di Sport di Barcellona, nonché maestro di scherma, il quale ha presentato i risultati di vari studi nel campo della bioenergetica, del metabolismo e della biomeccanica. La sua relazione è stata molto apprezzata, e ha rappresentato un momento di scambio tra la ricerca spagnola e quella italiana: il presupposto per degli scambi culturali futuri molto promettenti. Il Professor Iglesias ha annunciato inoltre l’organizzazione di un grande Congresso di Medicina dello Sport applicata alla scherma, che si terrà a Barcellona nel 2008, alla vigilia delle Olimpiadi di Pechino. Il “clou” del convegno è stato tuttavia rappresentato dalla presentazione dei risultati di varie ricerche nel campo delle neuroscienze, effettuate dal gruppo di ricercatori coordinati dal Prof. Eusebi e dal Prof. Claudio Babiloni, nell’ambito delle attività del “Laboratorio per lo studio delle attività cerebrali degli sportivi”, chiamato anche NEUROLAB.
Tali ricerche si sono sviluppate in buona parte nel contesto di SchermaLab, progetto che ha colto sin dal suo esordio l’opportunità di avviare uno studio dei processi cerebrali interessati nella pratica della nostra disciplina.
Il primo risultato concreto che gli studi effettuati sugli schermidori, con la collaborazione di maestri di grande spessore scientifico, come Giancarlo Toràn ed Enrico Di Ciolo, hanno prodotto, consiste nella realizzazione di un prototipo di “Simulatore di scherma”: un apparecchio munito di vari sensori, attraverso il quale sarà possibile misurare una serie di parametri neurofisiologici. Questa macchina, con la quale lo schermitore – sotto monitoraggio elettroencefalografico – interagisce toccando vari bersagli mediante l’arma, sulla base di protocolli di stimolazione diversi, potrà essere utilizzata sia a scopo valutativo sia, soprattutto, allenante: ovviamente, quando dal prototipo si passerà a un apparecchio disponibile per chiunque. Le potenzialità di una macchina del genere sono ancora peraltro da esplorare e potranno essere verificate solo mediante una stretta collaborazione coi veri protagonisti della scherma: maestri e atleti. Il secondo grande risultato delle ricerche neurofisiologiche consiste nella conferma di un dato: che il ritmo “di fondo” cerebrale, il ritmo alfa, può essere incrementato in ogni atleta mediante delle stimolazioni di varia natura, e in particolare visive e uditive, a una frequenza che va individuata per ogni soggetto ed è per lui specifica.
L’incremento del ritmo alfa consente allo schermidore di elaborare le informazioni sensoriali in un tempo significativamente minore (di circa 50 msec) rispetto alla condizione di base: ciò significa, in sostanza, che l’atleta è in condizione di comprendere più rapidamente ciò che accade nel suo orizzonte visivo. Questo dato obiettivo non significa certamente che quello schermidore debba necessariamente migliorare la propria prestazione, poiché questa è il frutto di una massa di variabili molto più complessa. Tuttavia, la possibilità di pervenire a una condizione di migliore “attivazione” cerebrale – che permane stabilmente per non meno di dieci minuti – potrebbe avere degli sviluppi enormi soprattutto in funzione delle metodiche di riscaldamento pre-gara. Il terzo, interessantissimo filone di ricerca, inaugurato nell’ambito della collaborazione tra NeuroLab e SchermaLab, riguarda la possibilità di studiare con estrema precisione – mediante una sofisticata apparecchiatura – ciò che uno schermidore “vede” effettivamente mentre fa lezione o tira. La macchina, in sostanza, riproduce fedelmente su un PC i punti che rappresentano il “bersaglio” visivo del soggetto. Si tratta dunque di uno strumento di grandi potenzialità per lo studio di alcune dinamiche che caratterizzano l’azione dello schermidore nelle tre armi. Anche in questo caso, saranno soprattutto i tecnici a dettare la prosecuzione degli studi, e la loro direzione.












