
Il Maestro Lio Bastianini ricorda l’amico Mario Curletto, grande fiorettista scomparso poco prima di Natale. Nato il 13 settembre 1935 a Livorno, Curletto cominciò a tirare di fioretto da adolescente sotto la guida dello zio, il grande Maestro Athos Perone. Partecipò a tre edizioni dei Mondiali Giovani – Cremona 1954, Budapest 1955, Lussemburgo 1956 – ottenendo il miglior risultato, un quarto posto, nell’ultima occasione. Finita la parentesi giovanile, entrò da protagonista nel mondo degli Assoluti, conquistando un bronzo a squadre al suo primo Mondiale (Philadelphia 1958). Non andò altrettanto bene nelle sue tre partecipazioni seguenti (Budapest 1959, Torino 1961 e Buenos Aires 1962), ma nel mezzo, alle Olimpiadi di Roma 1960, Curletto ottenne la più grande soddisfazione della sua carriera, vale a dire l’argento a squadre nel fioretto. Con minor fortuna prese parte anche ai Giochi di Tokyo 1964. Fu due volte campione italiano nel 1960 e nel 1962. Terminata la carriera agonistica, restò comunque legatissimo al mondo della scherma. Come dirigente, innanzitutto. Prima al C.S. Piombino, poi alla Fides Livorno, infine, nel 1994, nel circolo da lui fondato e intitolato alla memoria dello zio Athos Perone. Fu anche arbitro internazionale di vaglia. Attivo anche in ambito FIS, Curletto fu Consigliere federale tra il 1993 e il 1994.
Roma – Mario Curletto se n’è andato in poche settimane, sconfitto da un male incurabile. Se n’è andato in silenzio, in maniera riservata, come era solito fare. Non amava molto i clamori e in pochi sapevano che era Cavaliere della Repubblica per meriti sportivi.
A mettergli un fioretto in mano all’età di quindici anni, nel 1950, fu lo zio, il grande Maestro Athos Perone. Lui con quel piccolo e prezioso attrezzo tra le mani dimostrò subito di saperci fare. Dopo un’eccellente carriera a livello giovanile, con partecipazioni ai mondiali giovani, entra in nazionale assoluta e partecipa ai Campionati del Mondo dal 1958 al 1961 e vince nel ’58 a Philadelfia la medaglia di bronzo a squadre. Nel 1960 vince la medaglia d’argento a squadre alle Olimpiadi di Roma e partecipa anche a quelle del 1964 a Tokyo. Nel 1960 e nel 1962 è Campione d’Italia assoluto.
All’inizio degli anni ’60 si trasferisce a Piombino e lavorando all’Italsider dà linfa vitale, insieme a Leo Carli, al Circolo Scherma Piombino da dove uscirono il nazionale Paolo Parietti, il nazionale giovanile Fabrizio Di Rosa, il Maestro Lio Bastianini e molti altri giovani interessanti.
A metà degli anni ottanta rientra nella sua Livorno a dirigere il Circolo Scherma Fides e nel 1994, insieme con il Maestro Bastianini ed altri amici, fonda il Circolo Scherma intitolato allo zio Athos Perone. La società chiude la sua decennale attività con la conquista dell’alloro Olimpico con uno dei suoi ragazzi, Aldo Montano.
Dal 1969 al 1976 è arbitro internazionale, con partecipazione alle Olimpiadi di Montreal 1976 e Monaco 1972, dove giudica la finale per l’oro tra l’ungherese Jeno Kamuti e il polacco Witold Woyda. Dal 1993 al ’96 è Consigliere nazionale e referente per la sciabola. Dal 1997 fino alla scomparsa è membro della Commissione arbitrale e Presidente del Comitato Provinciale FIS di Livorno. Nel 1999 era stato insignito di stella d’oro al merito sportivo dal CONI.
Personaggio schivo, ma umanamente fortissimo, è stata una persona dolce e autorevole allo stesso tempo, un signore delle pedane.












