
Roma – Simone Vanni (nella foto), uno dei grandi delle Olimpiadi di Atene dove ha vinto la medaglia d’oro nel fioretto a squadre, ha deciso di tornare a tirare anche di sciabola come faceva nove anni fa, quando nel 1995 fu anche convocato tra gli azzurrini sciabolatori. Lo farà l’11 e il 12 dicembre a Ravenna nella Prima Prova Nazionale di qualificazione per gli Assoluti.
Un antipasto di questa sua decisione già c’era stato a metà ottobre ad Ariccia nella prima prova di qualificazione di zona. Anche in quella occasione Simone Vanni era salito in pedana nel torneo di sciabola dove si era classificato buon ottavo su 93 partecipanti.
Simone Vanni comunque non sembra avere in animo di lasciare il fioretto per fare concorrenza ad Aldo Montano e compagni: «Nel 1996 lasciai la sciabola per il fioretto e non ho alcuna intenzione ora di abbandonare la specialità che mi ha dato le maggiori soddisfazioni, però mi voglio divertire e punto a qualificarmi per gli Assoluti in entrambe le armi».
Giova ricordare che il poliziotto pisano ha vinto, sempre nel fioretto, il titolo mondiale individuale a Lisbona 2002, è stato vice campione del mondo a Cuba 2003, ha vinto la medaglia d’oro nel fioretto a squadre alle Olimpiadi di Atene 2004.
«Devo abituarmi – spiega Vanni – alle tecniche che sono differenti. In passato i tempi tra fioretto e sciabola erano più simili, adesso sono molto diversi. La velocità è la caratteristica della sciabola. Non c’è problema invece per quanto riguarda l’aggressività che è identica in tutte e tre le armi».
Ecco in merito anche il parere di Michele Maffei, grande sciabolatore del passato: «Certamente, i tempi e la velocità della sciabola sono molto diversi rispetto al fioretto ma la scuola di Antonio Di Ciolo, col suo fioretto un po’ acrobatico, può anche avvicinare queste due armi. Forse Simone Vanni, nella sciabola, potrebbe però essere un po’ svantaggiato dalla statura».












