
Atene – Dei componenti la squadra azzurra di fioretto maschile che a Sydney salì sul terzo gradino del podio, qui ad Atene ci sono Salvatore Sanzo (nella foto), che è il nostro alfiere, e Matteo Zennaro in veste di quarto uomo. Gli altri due campioni azzurri del 2000 erano Daniele Crosta e Gabriele Magni. Il loro posto è stato preso da Simone Vanni e Andrea Cassarà.
Questa nostra squadra – guidata dal CT Andrea Magro – è oggettivamente fortissima. Nel ranking mondiale Sanzo, Cassarà e Vanni occupano i primi tre posti, nella Coppa del Mondo 2004 Sanzo si è classificato primo, Cassarà secondo. Ai campionati mondiali 2003 disputati a L´Havana i nostri tre campioni hanno vinto il titolo iridato (il quarto era Marco Ramacci). Nel torneo individuale olimpico, qui ad Atene, Sanzo ha conquistato la medaglia d’argento, Cassarà il bronzo, Vanni si è attestato in quinta posizione.
«Indubbiamente siamo i favoriti – riconosce Salvatore Sanzo – e questo ruolo ci risulta un po’ ingombrante perché tutti si aspettano da noi il risultato massimo. Però abbiamo spalle larghe, il ruolo di squadra da battere ce lo teniamo e speriamo di tener fede al pronostico. Siamo fiduciosi per come ci siamo preparati e siamo confortati dai risultati ottenuti durante la stagione».
Sono otto le formazioni che parteciperanno domani al torneo olimpico di fioretto. Il team azzurro, nel primo turno (che è già un quarto di finale), si troverà di fronte un avversario che non possiamo certo definire proibitivo: si tratta dell’Egitto che schiererà Tamer Mohamed Tahoun, Mostafà Anwar e Mostafà Nagaty.
Una volta assolto il compito con gli egiziani, Sanzo e compagni si misureranno in semifinale con la vincente di Russia-Francia.
Nella parte bassa del tabellone, sempre nei quarti, si affrontano Cina e Corea in una sorta di derby asiatico, mentre gli Stati Uniti se la vedranno con la Germania di Peter Joppich, Andre Wessels e Ralph Bissdorf.
La parola torna a Salvatore Sanzo: «Personalmente temo molto la Russia: è una squadra forte, giovane e ambiziosa».
È la Russia di Renal Ganeev che ha solo 19 anni, che si è classificato quarto nel torneo individuale e che ha dato filo da torcere a tutti. È la Russia di Rouslan Nassibouline (23 anni) e di Yuri Moltchan (21 anni). Vedremo se riuscirà a confermarsi.
Il nostro carabiniere pisano invece non concede grandi chances ai tedeschi che pure hanno nomi celebri. Toti è lapidario: «La Germania non è alla nostra altezza».
L’Italia non vince il titolo olimpico del fioretto maschile a squadre dal 1984. Venti anni fa a Los Angeles i nostri eroi furono Mauro Numa, Andrea Borella, Stefano Cerioni, Andrea Cipressa e Angelo Scuri. Domani saranno certamente i nostri primi tifosi davanti alla TV.
Salvatore Sanzo ha ancora qualcosa da dire. Non ha gradito molto l’impostazione agrodolce data dai media al risultato del torneo individuale: «Abbiamo conquistato un argento e un bronzo. Le broncopolmoniti virali che abbiamo avuto Simone ed io non contano nulla? Una persona normale non sarebbe neanche partita, ma sarebbe rimasta a letto».
Gli fa eco Andrea Cassarà: «Abbiamo qualche nodino in gola che vogliamo sciogliere».
In bocca al lupo.



