OLIMPIADI DI ATENE – INFURIA LA POLEMICA TRA ROCH E LA FIS – DURISSIMA LETTERA DEL PRESIDENTE DI BLASI AL PRESIDENTE FIE – SCONCERTANTE INTERVISTA DELL’ADDETTO STAMPA FIE

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OLIMPIADI DI ATENE – INFURIA LA POLEMICA TRA ROCH E LA FIS – DURISSIMA LETTERA DEL PRESIDENTE DI BLASI AL PRESIDENTE FIE – SCONCERTANTE INTERVISTA DELL’ADDETTO STAMPA FIE

Atene – Si inasprisce ogni giorno di più il clima della scherma per la vicenda legata alle infamanti accuse del Presidente FIE, René Roch lanciate contro gli italiani “rei” di aver battuto gli amati cinesi nella finale olimpica del fioretto a squadre maschile.

Questa mattina, 23 agosto, è stata consegnata a monsieur Roch una durissima lettera scritta in francese e firmata dal Presidente della nostra Federscherma, Antonio Di Blasi, inviata anche nella sede FIE di Losanna.

In essa è scritto: «Signor Presidente, desidero esprimere, a nome di tutta la scherma italiana, il mio disappunto e l’amarezza per le frasi offensive da lei pronunciate – che hanno fatto il giro del mondo – durante e dopo la finale di fioretto maschile a squadre.

Le ricordo che la scherma italiana anche qui ad Atene ha confermato la sua leadership mondiale, ottenendo, fra l’altro, 107 medaglie olimpiche nel corso della sua storia, grazie essenzialmente alla nostra classe magistrale e al talento degli atleti.

Le sue espressioni – certo non degne di un presidente di una Federazione Internazionale – hanno profondamente offeso prima di tutto i nostri atleti in pedana, l’intero movimento schermistico italiano, l’onorabilità della mia persona e della Federazione che rappresento. E si ritorcono drammaticamente proprio verso la FIE che lei presiede. Se si sono verificati eventuali errori arbitrali ciò va imputato esclusivamente alla Federazione Internazionale.

Le chiedo pertanto – al fine di chiudere questa vicenda – le sue scuse formali, per non vedermi costretto a interessare la Commissione Etica del CIO affinché si esprima nel merito
».

Oggi il quotidiano La Repubblica riporta, a firma Leonardo Coen, un’intervista con René Roch il quale fra l’altro continua a sostenere questa tesi: «Nego di aver mai detto le frasi che Pescante mi attribuisce. Nego anche di avere pregiudizi verso gli italiani».

Dunque, mentre Roch si affanna a smentire di aver mai detto che gli «italiani, imbroglioni, hanno pagato l’arbitro», il suo fido addetto stampa Jochen Faerber conferma di fatto le diffamatorie accuse di Roch – ascoltate dal Sottosegretario di Stato Mario Pescante (membro del CIO) che le ha duramente contestate in tribuna d’onore – con una intervista all’Herald Tribune. Il giornalista inglese chiede a Faerber: «Se avete punito l’arbitro perché non avete di conseguenza assegnato l’oro alla Cina?».

Sentite ora cosa ha risposto Faerber: «Perché in questi casi bisogna fare un’inchiesta e chiedere all’arbitro se ha preso i soldi. Nel momento in cui l’arbitro dice di no, l’inchiesta si chiude perché la FIE non ha l’autorità per investigare nei conti bancari privati». Siamo al delirio.

E ciò fa crescere ulteriormente l’ira del presidente della Federazione Italiana, Antonio Di Blasi: «Mi sono già consultato con il mio legale per valutare se esistono gli estremi per iniziative civili e anche penali. Mi sono stufato di questo signor Roch che condiziona tutto il mondo schermistico internazionale e che non può tollerare che i cinesi perdano una gara. Si sappia che quattro persone, facenti parte dell’Esecutivo FIE, membri anche della Commissione Arbitrale, si fanno mettere i piedi in testa da questo signore. Si sappia anche che la Commissione Arbitrale si è riunita in modo non corretto avendo omesso di convocare proprio il rappresentante italiano, Roberto Costanzo che è stato tenuto all’oscuro».

Intanto i cinesi – confortati dalle iniziative di Roch – si sono lamentati per iscritto per l’operato dell’arbitro ungherese Hidasi e, a quanto si dice, avrebbero anche intenzione di revocare in dubbio l’esito della finale, dal momento in cui, secondo la FIE, l’arbitro avrebbe sbagliato sei stoccate a loro sfavore.

La ricostruzione di queste ormai famose sei stoccate è stata affidata ad Artur Cramer, fedelissimo di Roch, e membro sia dell’Esecutivo che della Commissione Arbitrale FIE. Dopo averle osservate al video tape, Cramer ha sentenziato che queste botte sarebbero state assegnate ingiustamente all’Italia. Secondo il brasiliano dunque la gara avrebbe dovuto avere questo… risultato: 48-39 per la Cina.

Il CT del nostro fioretto, Andrea Magro commenta lapidariamente: «Cramer non ha la capacità tecnica di ricostruire alcuna azione, né di fioretto né di sciabola. Non ne è capace».

Ancora più deliranti appaiono le accuse rivolte all’innocente arbitro ungherese (punito con due anni di squalifica ed espulso dai Giochi!) se si pensa che, per assurdo, lui stesso avrebbe potuto essere , viceversa, irritato con gli azzurri dato che era stato criticato pesantemente da Salvatore Sanzo il 16 agosto subito dopo aver perduto la finale individuale. Sanzo, in conferenza stampa, aveva infatti pubblicamente detto che Hidasi era un arbitro mediocre e senza carisma.

Intanto è rientrato in Italia anche il segretario generale della FIE, architetto Mario Favia che ha spiegato i motivi che lo hanno portato a lasciare polemicamente la riunione dell’Esecutivo della Federazione Internazionale: «Sono andato via dalla riunione dell’Esecutivo FIE perché non potevo accettare quelle frasi di Roch. Non posso tollerare che si insinui che l’Italia avrebbe pagato l’arbitro della finale. Non entro nel merito dell’arbitraggio ma come italiano trovo inaccettabile tutto ciò. Che gli arbitri sbaglino è umano, non esiste l’arbitro perfetto. Il più bravo è quello che fa meno errori. Io credo alla buona fede di Hidasi. Gli è stata comminata una punizione che non condivido, come non condivido le ammonizioni date a Magro, a Sanzo e al fisioterapista Vandini».

Le sue dimissioni dalla FIE sono nell’aria.

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