OLIMPIADI DI ATENE – INCREDIBILI SVILUPPI DELLA LITE PESCANTE-ROCH – LA FIE SQUALIFICA PER DUE ANNI L’ARBITRO UNGHERESE HIDASI PER INCAPACITA’ TECNICA E COMMINA UN’AMMONIZIONE AD ANDREA MAGRO, SALVATORE SANZO E IL FISIOTERAPISTA VANDINI – L’IRA DEL PRESID

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OLIMPIADI DI ATENE – INCREDIBILI SVILUPPI DELLA LITE PESCANTE-ROCH – LA FIE SQUALIFICA PER DUE ANNI L’ARBITRO UNGHERESE HIDASI PER INCAPACITA’ TECNICA E COMMINA UN’AMMONIZIONE AD ANDREA MAGRO, SALVATORE SANZO E IL FISIOTERAPISTA VANDINI – L’IRA DEL PRESID

Atene – Ci sono stati oggi incredibili sviluppi alla secca reprimenda fatta ieri sera in tribuna d’onore da Mario Pescante (vice ministro con delega allo sport, menbro del Cio ed ex presidente CONI) al presidente della FIE René Roch che si era reso autore di alcune assurde frasi gravemente diffamatorie verso l’Italia, pronunciate durante la finale olimpica di fioretto a squadre meritatamente vinta dei nostri fiorettisti sulla Cina.

Lungi dal chiedere scusa per le offensive frasi pronunciate («Italiani imbroglioni» eccetera), il presidente della Federazione Internazionale ha convocato stamane in seduta straordinaria il Direttivo della Federazione Internazionale di scherma e ha deciso di comminare una squalifica di due anni a uno dei due arbitri della finale, l’ungherese Jozsef Bela Hidasi per “incapacità tecnica” (l’altro arbitro era il polacco Piotr Kielpikowski) e di ammonire per proteste il nostro CT Andrea Magro, il fiorettista Salvatore Sanzo e anche il fisioterapista Stefano Vandini per essere salito in pedana quando Simone Vanni è rimasto a terra.

Nel documento stilato in seguito al Direttivo FIE si legge quanto segue: «Dopo avere esaminato il video del match in questione (la finale Italia-Cina), i delegati della Commissione arbitrale e il delegato del Comitato esecutivo in tale commissione, hanno constato le seguenti anomalie:

1) Inversione nell’assegnazione delle stoccate (4 stoccate nella seconda manche, 2 stoccate nella quinta manche)

2) Mancata applicazione delle sanzioni relative ai falli di combattimento

Queste anomalie nell’applicazione del regolamento
– prosegue il documento FIE – costituiscono un errore tecnico grave e pregiudizievole della buona reputazione del nostro sport.

In conseguenza, i delegati della Commissione arbitrale hanno proposto di eliminare il Signor Joszef Hidasi dalla lista degli arbitri dei Giochi Olimpici. In più, è stato chiesto al Comitato esecutivo di non far più figurare il Signor Joszef Hidasi nella lista degli arbitri FIE.

Il Comitato esecutivo ha preso le seguenti decisioni:

Eliminare il Signor Joszef Hidasi dalla lista degli arbitri per i Giochi Olimpici

Non far più figurare il Signor Joszef Hidasi nella lista degli arbitri FIE per due anni
».

L’indirizzo assunto dalla riunione del direttivo FIE ha fatto registrare un fermo atteggiamento di protesta del segretario generale l’italiano Mario Favia che, dopo un battibecco con Roch, ha sbattuto la porta e se ne è andato. Del tutto allineati al pensiero del presidente Roch, invece, gli altri componenti del Comitato Esecutivo di cui fanno parte il tesoriere Peter Jacobs (Gran Bretagna), i vice presidenti Max Gunter (Germania) e Rafaela Gonzalez (Cuba) e i membri Jean Claude Bandeau (Francia), Samuel David Cheris (Stati Uniti), Artur Cramer (Brasile), Jeno Kamuti (Ungheria); Manuel Katziadis (Grecia), Ana Pascu (Romania) e Ali Y. Husain (Kuwait).

Quando ha appreso la notizia, il Presidente della Federazione Italiana Scherma Antonio Di Blasi è andato su tutte le furie: «Nonostante abbia diffamato gravemente la scherma italiana, nonostante abbia offeso schermidori, splendidi protagonisti di una limpidissima vittoria, lungi dal rendersi conto di essersi reso autore di una clamorosa gaffe, Roch ha voluto ancora una volta mostrare a tutti che è lui il solo padre padrone della FIE. Ma non può finire qui. Ha leso l’immagine della FIS e di tutta la scherma italiana. O ci fa le scuse o io vado avanti. Fra l’altro Roch è arrivato addirittura a metà gara e ha subito detto: “L’Italia è avanti, chissà cos’è successo quando io non c’ero”».

Intanto si è tempestivamente mosso anche il CONI. Il capo della missione italiana qui ad Atene, Raffaele Pagnozzi (segretario generale del CONI) ha inviato a René Roch una lettera di rammarico e protesta, copia della quale è stata mandata dal presidente CONI Gianni Petrucci al presidente del CIO, Jacques Rogge e ai membri italiani del CIO Franco Carraio, Bruno Grandi, Ottavio Cinquanta e Mario Pescante. Quest’ultimo – interpellato dall’ANSA – ha confermato che l’Italia aspetta le scuse da Roch e che in mancanza di esse non esclude la possibilità di interessare la Commissione Etica del CIO.

Le accuse di Roch all’arbitro Hidasi di aver favorito l’Italia nella finale con la Cina, e la relativa punizione di due anni, appaiono ancor più grottesche se si ricorda che il malcapitato referee ungherese è lo stesso che pochissimi giorni fa era stato apertamente accusato da Sanzo dopo la finale individuale di fioretto perduta con il francese Brice Guyart.

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