MONDIALI DI SCHERMA – SCIABOLA, UN GRANDE ARGENTO. SOLO LA RUSSIA IN FINALE FERMA LA RINATA SQUADRA AZZURRA

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MONDIALI DI SCHERMA – SCIABOLA, UN GRANDE ARGENTO. SOLO LA RUSSIA IN FINALE FERMA LA RINATA SQUADRA AZZURRA

Lisbona, 21 agosto – La Russia del fuoriclasse Stanislaw Pozdniakov, vincitore della medaglia d’oro nell’individuale, conquista il titolo mondiale per il secondo anno consecutivo battendo nettamente (45-22) la risorta squadra italiana di sciabola, che – sotto le cure del tecnico francese Christian Bauer – ottiene un magnifico argento che si somma allo splendido bronzo di Gigi Tarantino nell’individuale.
Troppo forte la Russia per noi in questo momento: basti dire che il solo Montano, nel primo assalto della finale, è riuscito a vincere su un russo, nella fattispecie su Sergei Charikov. Gli altri otto assalti hanno visto sempre prevalere i nostri avversari.

Comunque sia andata la finale, per noi si è trattato di un grande successo che il commissario d’arma Bauer ha così commentato: “Sono molto soddisfatto dei risultati che abbiamo ottenuto qui a Lisbona dopo sei mesi di lavoro tutti insieme. Perché io curo soprattutto il collettivo. È il gruppo, la squadra, che vince. È importante essere tutti uniti per migliorare gli automatismi, la distanza, i riflessi. E in particolare per aiutarci vicendevolmente: quando un nostro sciabolatore perde un assalto scatta subito lo spirito di reazione da parte dei suoi compagni. Io sto lavorando per Atene 2004 e ritengo che, se continuerò la mia opera serenamente, come sono sicuro di poter fare, i risultati proseguiranno”.

Giacomo Guidi – insieme al grande recupero di Gigi Tarantino – è un po’ il simbolo di questa nuova sciabola azzurra: a soli diciannove anni si è classificato ottavo assoluto nell’individuale e, all’occorrenza, si è battuto bene anche a squadre: “La nostra forza è anche questa: di essere un gruppo e di essere amici. Sono contentissimo del lavoro che facciamo con Bauer”.

LA CRONACA DELLA GIORNATA – La squadra azzurra di sciabola aveva iniziato dagli ottavi affrontando la Cina e battendola agevolmente per 45-24. Data la scarsa pericolosità degli avversari, il Ct Christian Bauer aveva “risparmiato” Tarantino facendo tirare, oltre a Montano e a Pastore, Giacomo Guidi. Il giovane romano si disimpegnava molto bene vincendo i suoi tre assalti e totalizzando quindici stoccate a favore e solo otto contro, ma altrettanto positive erano le prestazioni di Aldo Montano e di Giampiero Pastore.

Di ben diversa caratura appariva l’avversario dei quarti: l’Ucraina. Il match iniziava in discreto ritardo per una protesta (senza successo) dei russi sulle designazioni arbitrali. Contro l’Ucraina i nostri sciabolatori partivano bene: dopo il terzo assalto conducevano 15-10, ma prima Kaluzhny e poi Lukachenko infilavano rispettivamente Pastore e Tarantino e l’Ucraina riusciva ad andare in vantaggio per 35-31. Ma nel finale una grande frazione di Tarantino (9-3 su Kaluzhny) e una bella chiusura di Montano (5-3 a Lukachenko) fissavano il risultato sul 45-41 a nostro favore.

In semifinale l’Italia trovava la Polonia. Dopo un vantaggio iniziale dei polacchi (9-5), l’Italia prendeva in mano le redini dell’incontro: 20-17 dopo il quarto assalto. Ma da questo punto in avanti si tornava a soffrire: Montano, Tarantino e Pastore perdevano i loro assalti e la Polonia trovava un parziale di 18 a 9 in suo favore. La Polonia arrivava a un massimo vantaggio attivo di 7 lunghezze (36-29), ma per fortuna si scatenava Gigi Tarantino. Il napoletano, anche se molto stanco e col fiato corto, impartiva una lezione di sciabola a Sznajder e riportava sotto l’Italia sul 39-40. Anche stavolta la firma finale era di Aldo Montano, che chiudeva con un probante 6-3 per un totale di 45-43.

Per l’Italia si annunciava dunque la finale per l’oro o l’argento contro i campioni uscenti della Russia.

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