
Andrea Magro, commissario d’Arma per il fioretto, mantiene nervi saldi e stila un primo bilancio: “Dopo le gare individuali di fioretto potevamo essere soddisfatti per il bellissimo oro conquistato da Simone Vanni e anche per la prestazione femminile individuale buona a livello tecnico seppure non confortata dai risultati. Ma nelle prove a squadre siamo andati proprio male. Gli uomini non hanno saputo gestire una situazione di tensione: la squadra maschile è giovane e di valore ma deve lavorare ancora molto anche sul piano nervoso. Per quanto riguarda il fioretto femminile è innegabile che la squadra che ci ha battuto, la Polonia, sia molto forte: non a caso è stata la nostra rivale in finale alle Olimpiadi di Sydney. Comunque quando si parte con Giovanna Trillini che nei primi due assalti collleziona un 3-14 e con Valentina Vezzali che cede anch’essa nel primo assalto, il cammino diventa tutto in salita. Giovanna ha tirato con troppa frenesia. Il fioretto femminile non ha certamente disputato un buon mondiale. Con calma valuteremo il tutto e apporteremo i correttivi laddove serviranno”
Il presidente federale, Antonio Di Blasi spazia sull’intero rendimento della scherma italiana in questo mondiale: “Le note positive sono state lo splendido titolo conquistato da Simone Vanni e il ritrovato valore della sciabola che ha conquistato due ottime medaglie con Tarantino e con la squadra maschile. Per il resto lo valuto come un Mondiale da dimenticare. Ora dobbiamo capire cosa sia successo, quali sono state le cause nella speranza di trovare le soluzioni giuste. E uno dei discorsi da fare riguarda certamente anche il settore della spada, se si eccettua un bravissimo Milanoli”
Valentina Vezzali: “Abbiamo perduto, purtroppo sono cose che succedono nello sport. Anche la Nazionale di calcio della Francia era campione del mondo eppure è stata eliminata subito dall’ultimo Mondiale”
Giovanna Trillini pensa al futuro: “La mia prima Olimpiade è stata nel 1992 a Seul. Spero di andare ad Atene 2004, ma per disputare la gara individuale ora bisogna qualificarsi”
Antonio Di Ciolo, maestro federale: “Le cause di questo basso rendimento delle fiorettiste a mio avviso sono molteplici, comunque io credo che le ragazze siano state anche, come dire, distratte dai vari matrimoni eccetera. Ma tra le concause metterei anche la decisione del Congresso FIE che ha escluso il fioretto a squadre femminile da Atene 2004: le ragazze si sono certamente demoralizzate”



