
New York – «Di prendere le botte, ci siamo rotte…». Lo slogan rituale canticchiato dalle fiorettiste in pedana a scopo propiziatorio prima della finale, la dice lunga sulle ferrea volontà delle azzurre di riprendersi lo scettro mondiale a squadre. Dopo le sconfitte di Lisbona e di Cuba, Valentina Vezzali e compagne hanno di nuovo ribadito la netta superiorità dell’Italia in questa specialità. Abbiamo rivisto le feste, gli abbracci, le lacrime di gioia cui per un decennio ci avevano abituato le nostre ragazze. Nella foto, il team azzurro dopo la vittoria (da sinistra Giovanna Trillini, Massimo Omeri, Valentina Vezzali, Andrea Magro, Margherita Granbassi, Elisa Di Francisca e Giulio Tomassini).
Ecco Valentina Vezzali, autentica protagonista del torneo iridato di New York: «Questo è stato un Mondiale molto particolare. Abbiamo impiegato due anni a smaltire le tossine della profonda delusione per l’esclusione del fioretto femminile a squadre dal programma olimpico. Sono contenta che a guardarci ci fosse anche il presidente della Federazione Internazionale René Roch: spero che gli sia piaciuto lo spettacolo».
Il Commissario d’Arma Andrea Magro osserva: «Questa squadra rappresenta un po’ la storia dello sport italiano. L’esclusione olimpica aveva lasciato un segno profondo, c’è voluto molto tempo per farsene una ragione. Ora siamo tornati a dominare il mondo, siamo l’unico paese che potrà schierare tre fiorettiste nell’individuale di Atene, ci siamo tolta una bella soddisfazione. Valentina è stata grande, Giovanna l’avevamo quasi tenuta nascosta nei tornei a squadre per poterla riammirare qui in pedana, di Margherita vedo la piena maturazione e anche Elisa Di Francisca va elogiata perché raccoglie un giusto premio. Anche stavolta i meriti vanno divisi con tutti, con i maestri, con i preparatori atletici, con l’intero staff che ha lavorato duro per due anni. Tra due mesi ci sono le Olimpiadi e lo sport-business cancella tutto, ma questo oro resterà nella memoria della gente».
Il Presidente federale Antonio Di Blasi osserva: «Hanno cacciato il fioretto femminie a squadre dalle Olimpiadi e qui ha dimostrato di essere la specialità numero uno nel mondo ed anche altamente spettacolare. Spero che per Pechino 2008 qualcuno si ravveda».
Margherita Granbassi: «È la prima medaglia mondiale della mia carriera e il fatto mi dà una sensazione incredibile. Anche perché mi mancò quella di Nimes nel 2001 a causa del grave infortunio che subii pochi giorni prima dell’appuntamento mondiale».
Infine la parola a Giovanna Trillini, che si è ricongiunta al clan azzurro dopo una lunga sosta per l’antidoping: «Questa medaglia l’aspettavamo da due anni. Ci mancava, certo non è l’Olimpiade ma è un Mondiale che vale. Eccome se vale».



