
GIORGIO SCARSO (Presidente della Federazione Italiana Scherma):
«Per lo sport italiano, e in particolare per la Sua amatissima scherma, la morte di Renzo Nostini appare come una perdita gravissima. Tutta la grande famiglia della Federazione Italiana Scherma piange la scomparsa di un Uomo che, autenticamente, ha fatto la storia della nostra disciplina. Un Uomo che, prima sulle pedane di tutto il mondo e poi come dirigente, ha illustrato magnificamente lo sport italiano. Un Uomo che per 34 anni ha guidato la nostra Federazione, portando la scherma azzurra ai massimi livelli mondiali. In questo momento è molto difficile trovare le parole adatte per una perdita di così alta rilevanza. Non lo dimenticheremo mai».
EDOARDO MANGIAROTTI (campione pluriolimpionico di scherma):
«Avevo saputo un mese fa che Renzo non stava bene. Ora non c’è più ed è come se avessi perduto un fratello. Chiedo scusa se non riesco ad esprimermi come vorrei ma sono preso dall’emozione. Abbiamo passato insieme una vita intera e abbiamo risolto insieme una infinità di problemi per la scherma italiana. Ricordo il tempo delle Olimpiadi di Roma 1960 in cui la scherma italiana attraversò una fase delicatissima, ma lui ed io riuscimmo a venirne a capo».
ANTONIO DI BLASI (ex Presidente della Federazione Italiana Scherma):
«Renzo Nostini è stato certamente il più grande presidente che abbiamo mai avuto nella scherma. Personalmente provo un grande dispiacere. Ho avuto l’onore di succedergli alla presidenza federale e dopo i 12 anni della mia gestione posso affermare senza ombra di dubbio che mai nessuno avrebbe potuto eguagliare il suo talento dirigenziale. Con Renzo Nostini scompare una parte importante della scherma italiana, viene a mancare un prezioso punto di riferimento, anche se ci conforta il pensiero che è riuscito a creare una Italia fortissima nella scherma».
MICHELE MAFFEI (olimpionico di scherma ed ex segretario generale della FIS):
«Renzo Nostini ha rappresentato per me il dirigente che mi ha avviato ed accompagnato in tutta la carriera. Ricordo ancora che fu proprio lui nel 1966 a consentirmi – con una deroga al regolamento – di partecipare ai Campionati Italiani Giovani a Bari, che avrei dovuto disertare per l’iscrizione ritardata da parte del mio club. Fu Renzo Nostini che mi aiutò, gareggiai, vinsi il titolo di sciabola e proprio da lì cominciò la mia carriera agonistica».












