
Roma, 25 agosto – La scherma italiana piange la scomparsa di Vladimiro Calarese (il terzo da destra nella foto), grandissimo campione della sciabola negli anni ’60. Calarese, che da anni viveva a Springfield negli Stati Uniti, è morto sabato 13 agosto, ma la notizia è giunta in Italia solo ieri.
Nato a Palermo, alla fine degli anni ’50 si era trasferito a Torino, per allenarsi con il gruppo del Club Scherma Torino. I risultati non tardarono ad arrivare. Il primo grande alloro fu quello delle Olimpiadi di Roma del 1960, dove Calarese conquistò due splendidi bronzi nell’individuale (alle spalle degli ungheresi Karpati e Horvath) e nella gara a squadre insieme con Giampaolo Calanchini, Pierluigi Chicca, Roberto Ferrari e Mario Ravagnan. Nel 1964 a Tokyo Calarese, insieme con Cesare Salvadori e i citati Calanchini, Chicca e Ravagnan, si prese invece la medaglia d’argento a squadre dietro all’Unione Sovietica e davanti alla Polonia, risultato che fu poi ripetuto alle Olimpiadi di Città del Messico del 1968, quando il team formato da Calarese, Rolando Rigoli, Salvadori, Chicca e un giovane Michele Maffei si piazzò al secondo posto sempre alle spalle dell’Unione Sovietica.
Tra gli altri risultati ottenuti in carriera da Calarese vanno segnalate anche due medaglie mondiali (bronzo individuale nel 1963 e argento a squadre nel 1965), sette medaglie alle Universiadi fra il 1953 e il 1959, un bronzo nel fioretto ai Mondiali Giovani del 1951, due ori ai Giochi del Mediterraneo e due titoli italiani Assoluti individuali.
«A nome di tutto il mondo della scherma esprimo le più sincere condoglianze alla famiglia di Vladimiro Calarese, un grande campione che ha scritto pagine memorabili nella storia della scherma azzurra. Per noi siciliani la morte del palermitano Calarese è, se possibile, ancora più dolorosa. Con il suo esempio e con le sue vittorie aveva dato un segnale di grande entusiasmo a tutto il movimento schermistico isolano, contribuendo in modo decisivo allo sviluppo della disciplina». Con queste commosse parole il Presidente FIS Giorgio Scarso ha voluto ricordare la figura di Vladimiro Calarese.












