LA SCHERMA AZZURRA PIANGE LA SCOMPARSA DELL’OLIMPIONICO ANGELO ARCIDIACONO

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LA SCHERMA AZZURRA PIANGE LA SCOMPARSA DELL’OLIMPIONICO ANGELO ARCIDIACONO

Roma – La scherma italiana piange la prematura scomparsa di Angelo Arcidiacono, grande campione degli anni ’70 e ’80. Lo sciabolatore catanese è morto questa mattina nella sua città, stroncato a soli 52 anni da un male incurabile.

Nella sua lunga carriera agonistica Arcidiacono si è segnalato come uno dei migliori talenti della sua generazione. Al suo attivo due medaglie olimpiche: un argento a squadre a Montreal 1976 insieme con Michele Maffei, Mario Aldo Montano, Tommaso Montano e Mario Tullio Montano, e un oro a squadre a Los Angeles 1984 insieme con Giovanni Scalzo, Gianfranco Dalla Barba e Ferdinando Meglio. Nel suo prestigioso palmarés anche tre medaglie ai Mondiali: un bronzo individuale nel 1977, un bronzo a squadre nel 1978 e un argento a squadre nel 1982, cui vanno aggiunti l’oro individuale conquistato ai Mondiali Giovani 1975 e quello a squadre alle Universiadi del 1981. Al termine della sua carriera agonistica, Arcidiacono si era dedicato all’altra sua grande passione, vale a dire la medicina, anche in questo caso ottenendo grandi successi.

La commozione e il dolore della famiglia della scherma italiana sono testimoniati dalle parole del presidente della FIS Giorgio Scarso: «La scherma italiana perde un grande campione e un grande uomo, che ha sempre saputo coniugare gli impegni agonistici con gli impegni privati. Anche dopo avere abbandonato le pedane ed essersi affermato come uno dei più apprezzati medici di Catania, Arcidiacono ha voluto mantenere i contatti con la scherma, in particolare con il “suo” Cus Catania. Alla famiglia vanno le più sentite condoglianze della Federscherma e un abbraccio fortissimo, che vuole testimoniare il dolore che oggi provano tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscere Angelo e di apprezzarne la statura morale. I valori dei quali Arcidiacono ha dato testimonianza nel corso della sua vita sono i valori nei quali si riconosce tutta la scherma italiana».

Michele Maffei, che fu suo compagno di squadra alle Olimpiadi di Montreal, lo ricorda con grande affetto: «Angelo era un ragazzo che in pedana dava tutto, mettendosi in evidenza per la sua grinta e le sue capacità tecniche. Fuori dalla pedana era una persona che spiccava per la sua serietà e il suo garbo di stampo quasi inglese. Se si riusciva a penetrare la sua riservatezza, si scopriva una persona di rara sensibilità».

I funerali di Angelo Arcidiacono si svolgeranno domani pomeriggio alle ore 15 ad Acitrezza.

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