LA FEDERSCHERMA HA ACCETTATO LE SCUSE DEL PRESIDENTE DELLA FIE – ECCO LA LETTERA CHE IL PRESIDENTE ANTONIO DI BLASI HA INVIATO A RENE’ ROCH

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LA FEDERSCHERMA HA ACCETTATO LE SCUSE DEL PRESIDENTE DELLA FIE – ECCO LA LETTERA CHE IL PRESIDENTE ANTONIO DI BLASI HA INVIATO A RENE’ ROCH

Roma – La Federazione Italiana Scherma – dopo la riunione del Consiglio di Presidenza convocato dal presidente Antonio Di Blasi (nella foto) – ha deciso di accettare le scuse espresse dal presidente della Federazione Internazionale di scherma, René Roch, nella sua lettera del 31 agosto scorso.

La FIS ha dunque considerato chiuso l’incidente di Atene nel quale René Roch aveva usato parole infelici nei confronti della scherma italiana, durante la finale di fioretto maschile a squadre .

Ecco il testo della lettera di risposta che il presidente federale Antonio Di Blasi ha inviato a Roch:

«Signor Presidente,

desidero informarLa che il Consiglio di Presidenza della Federazione Italiana Scherma, da me convocato e riunito recentemente a Roma, ha molto gradito le scuse da Lei formulate nella lettera del 31 agosto 2004 in riferimento allo spiacevole episodio avvenuto ad Atene in occasione della finale di fioretto maschile a squadre.

Era di rilevanza fondamentale che venisse riconosciuta e conclamata la totale onestà e correttezza dei nostri comportamenti riguardo ai quali non possiamo tollerare l’esistenza della benché minima ombra.

Leggo, signor Presidente, che Lei stesso ammette di aver pronunciato “des paroles désagréables” per la condotta dei nostri fiorettisti. Ma Lei sa bene – e il relativo dossier sanitario lo testimonia ampiamente – che Salvatore Sanzo e Simone Vanni sono saliti in pedana ancora convalescenti per una forma di broncopolmonite virale e debilitati dagli antibiotici.

Erano stanchissimi i nostri ragazzi, in particolare Simone Vanni, che a tutt’oggi ancora soffre di un risentimento pleurico quale postumo del malanno occorsogli: le sue cadute sulla pedana non erano dunque frutto di una tattica fraudolenta, semplicemente erano le gambe che cedevano. Nessuna “Commedia dell’Arte”, anche se a norma di regolamento i due “rossi” erano dovuti.

Credo proprio, signor Presidente, che i nostri ragazzi, qualora fossero stati in condizioni fisiche ottimali, avrebbero, molto probabilmente, ottenuto lo stesso risultato dei Mondiali 2003 di Cuba.

Ad ogni buon conto, Le assicuro che la Federazione Italiana Scherma si adopererà fattivamente per garantire il massimo di correttezza e di rispetto nei comportamenti dei suoi tesserati.

Colgo comunque l’occasione per ribadire una mia convinzione che da tempo ho sottoposto alla Sua attenzione: l’esigenza che la Commissione Arbitrale della FIE sia composta dai migliori esperti del mondo e che goda di totale autonomia, sottratta ad eventuali interferenze tecniche o politiche.

Sempre a proposito di arbitri, desidero informarLa che siamo solidali con la Federazione ungherese nella sua iniziativa a difesa del signor Jozsef Hidasi, in quanto la sua squalifica di due anni, sia pure di riflesso, finisce per gettare ombre sulla Federazione che rappresento. Ombre che – Le ripeto – non possiamo accettare.

Signor Presidente, nel considerare chiuso l’incidente di Atene, ricambio i suoi sportivi saluti».

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