
Roma – Aldo Montano (nella foto) è rientrato a Roma da Budapest dove nel week end ha disputato le sue prime gare stagionali di Coppa del Mondo: venerdì e sabato il torneo individuale di sciabola e domenica, cioè ieri, la prova a squadre.
I due risultati sono stati molto diversi: nell’individuale il campione olimpico si è classificato solo al 35° posto, mentre nel torneo a squadre sulle pedane di Godollo – insieme con gli impareggiabili compagni Luigi Tarantino e Giampiero Pastore – si è battuto al meglio regalando all’Italia una esaltante vittoria.
Nel complesso il bilancio della trasferta è da considerarsi positivo?
«Certamente sì. Nella gara individuale sinceramente non mi aspettavo il miracolo. Era il primo impegno vero dopo le Olimpiadi di agosto. Era fatale che l’inizio fosse in sordina, d’altra parte anche quasi tutti gli altri sciabolatori più forti – tranne Covaliu e Lukashenko – hanno cominciato in tono minore, compreso il vice campione olimpico Zsolt Nemcsik che fra l’altro tirava in casa».
Ma come si spiega tanta differenza di rendimento tra la opaca prova individuale di Montano e di Tarantino e quella bellissima a squadre?
«Nel torneo a squadre la nostra risposta è stata molto buona perché ci siamo ritrovati come al solito uniti e compatti. Quando tutti e tre tiriamo bene, difficilmente le formazioni avversarie superano quota trenta. Gli unici team che possono darci un po’ fastidio sono giusto i russi e gli ucraini. Il fatto è che quando sei al debutto stagionale, nella gara individuale ti ritrovi solo e psicologicamente ancora poco pronto. Non è un fatto fisico ma soprattutto mentale. Invece nel torneo a squadre gli stimoli sono ben diversi, nel team diventa tutto più facile: riscopri la grinta di gruppo, c’è un maggiore divertimento».
Quando pensi di poter arrivare al top della condizione?
«Anche se ho ripreso da poco la preparazione, fisicamente non sono lontano dalla forma migliore, ma per ritrovare la mentalità giusta ci vuole ancora un po’ di tempo».
La bilancia cosa dice?
«Che sto bene. Sono tornato sugli 81 chili».
Cosa rispondi a chi ti aveva incautamente definito «ormai quasi un ex atleta», prima ancora che cominciasse la stagione?
«Io dico solo che il mio impegno e la voglia sono quelli di tornare ai livelli più alti nella sciabola. Mi sono rimesso nelle mani del mio CT Christian Bauer, senza paura e con convinzione».



