di ALESSANDRO ALCIATO
Come in alta montagna, ma a Roma.
Orizzonti nitidi, che sembrano vicini – illusione e magìa, riflessi di una totale assenza di nuvole e foschia -, che quasi puoi toccarli, raggiungerli con i pensieri, appoggiarci sopra i desideri, viverli.
Le distanze che si azzerano, rendendo il quadro di un colore solo, senza differenze, né barriere. Tinta unita, identica in ogni centimetro della tela.
Il sole che rende meno buia la valle, un riflettore in direzione del domani, perché il futuro è proprio lì, a portata di mano e di luce.
E poi l’aria, talmente pulita che ricorda uno specchio, e l’immagine che torna indietro fa tutta la differenza del mondo. Depura i polmoni, rigenera la mente. Si vede, si sente, si percepisce. Folate calde che sembrano carezze, getti più freddi che svegliano, senza picchiare con eccessiva foga, piacevoli, quasi amichevoli.
A 21 metri sul livello del mare.
A 21 metri sul livello del sogno.
Sempre più in alto, fino al punto esatto in cui toccare il cielo è possibile.
Il centro di preparazione olimpica Giulio Onesti, per un giorno, ha annullato i classici confini della geografia, anche sportiva, le altezze e le relative vertigini. Grazie alla prima tappa di Fencing 4 All, una competizione nuova, di assoluta nobiltà, durante la quale spadisti olimpici neurotipici e autistici – o con disabilità intellettiva – sono saliti insieme in pedana.
Inclusione.
Bellezza.
Lo sport nella sua massima espressione, e nella massima espressione dei suoi valori.
Uno per tutti, tutti per uno, cambiando l’ordine degli addendi il risultato resta immutato: tutti.
Né vincere, né partecipare.
Né ossessione, né De Coubertin.
Semmai, un percorso da affrontare insieme, la tappa di un viaggio nuovo, perché per mano si arriva più lontano, e ci si arriva meglio.
Giù la maschera, in alto in cuori.
“Saremmo stati contenti se si fossero presentate dieci squadre al via” ha ammesso Luigi Mazzone, il presidente della Federazione Italiana Scherma, grande conoscitore dell’argomento, impegnato in prima linea anche in qualità di professore ordinario e direttore di Neuropsichiatria Infantile presso il Policlinico Tor Vergata di Roma.
Al via, se ne sono presentate quindici.
Di fronte al presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, reduce dai trionfi italiani ai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina.
Applaudite da Marco Giunio De Sanctis, numero 1 del Comitato Italiano Paralimpico, in partenza per le Paralimpiadi di Milano Cortina.
Il centro di preparazione Giulio Onesti è stato il crocevia ideale, incontro obbligato fra andate e ritorni, fra storie di sport e di vita, di successi anche interiori.
Oro, argento, bronzo, umanità.
Hanno vinto le Fiamme Oro, sul podio sono saliti anche Circolo della Scherma Anzio e Club Scherma Bari.
Primi Daniele Fontana, Marco Misiani e Francesco Caudo.
Secondi Lorenzo Boschi, Matteo Di Noia, Giuseppe Iadaresta e Jacopo D’Antonio.
Terzi Giovanni De Marzo, Letizia Zaccaro, Andres Marcel Carrillo Ayala e Filippo Scialanga.
E poi, nell’ordine, Club Scherma Formia, Frascati Scherma, Club Scherma Roma, CS Nedo Nadi, Scherma Pistoia 1894, Cus Cassino, Circolo della Spada Rimini, Accademia Scherma Lia 2, Pentamodena, Accademia Scherma Lia, Circolo Schermistico Sassarese e Cus Roma.
Il 17 maggio andrà in scena la seconda tappa.
Ovunque sarà, non conterà il luogo, ma peseranno le sensazioni.
Conterà quella pulizia d’animo, ancora una volta.
(nella foto Alessandro Alciato e Stefano Pantano durante il commento
di Fencing for All su “Assalto – La TV della Scherma”)













