CASO ROCH – IL PRESIDENTE DELLA FIE RISPONDE AD ANTONIO DI BLASI CHE CONVOCA IL CONSIGLIO DI PRESIDENZA

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CASO ROCH – IL PRESIDENTE DELLA FIE RISPONDE AD ANTONIO DI BLASI CHE CONVOCA IL CONSIGLIO DI PRESIDENZA

Roma – Dopo le frasi pronunciate da René Roch ad Atene durante e dopo la finale di fioretto maschile a squadre, la clamorosa lite in tribuna d’onore con Mario Pescante, il grande risalto dei media e la ferma lettera di protesta di Antonio Di Blasi (nella foto), Presidente della nostra Federscherma, è giunta la risposta del Presidente della Federazione Internazionale di cui pubblichiamo alcuni brani:

«Signor Presidente, sono profondamente rammaricato che un malinteso si sia potuto verificare fra noi che, credo, abbiamo sempre intrattenuto eccellenti relazioni, anche se non sempre siamo stati d´accordo. Le parole che sono state riportate non sono mai state quelle che ho pronunciato e Le assicuro che non ho mai chiamato in causa l’onestà della Federazione Italiana Scherma in tutte le mie interviste sulla stampa e in televisione. È evidente che in nessun caso io possa chiamare in causa gli schermidori italiani in una faccenda arbitrale che riguarda, come Lei ha fatto notare, la Federazione Internazionale…

…Ho incontrato il signor Mario Pescante e penso che questo incidente sia chiuso e che le nostre cordiali relazioni possano serenamente riprendere
».

Il tenore di questa lettera – nella quale Roch ha anche inserito qualche considerazione, riguardante la scherma italiana, certamente poco felice – verrà valutato dal Consiglio di Presidenza della FIS appositamente convocato a Roma il 10 e 11 settembre prossimi dal Presidente Antonio Di Blasi. In quella sede verrà deciso se considerare chiuso lo spiacevole episodio ateniese oppure continuare a procedere nelle sedi più opportune.

In ogni caso la FIS continuerà ad affiancare la consorella ungherese nell’intento di restituire onorabilità all’arbitro magiaro Jozsef Hidasi che il Presidente Roch, anche nella lettera inviata al Presidente Di Blasi, continua a tacciare di «grandissima incompetenza». Viceversa, a giudizio della nostra Federazione e di quella ungherese, la squalifica di Hidasi va considerata profondamente ingiusta nella sostanza e del tutto irrituale nella forma.

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