
IL 2012 IN UN FLASH – Sino a fine anno, ogni giorno, un flash per ricordare e rivivere i momenti che renderanno indimenticabile il 2012.
GIOCHI OLIMPICI LONDRA2012
E’ stato l’evento dell’anno. La scherma azzurra è stata protagonista dei Giochi Olimpici Londra2012 sin dal giorno della cerimonia inaugurale, con Valentina Vezzali chiamata dal CONI a portare in alto il tricolore all’ingresso della delegazione italiana allo Stadio Olimpico. Poi le giornate di gara e le infinite emozioni, avviate con lo storico e straordinario “triplete” siglato nella prova individuale di fioretto femminile, e conclusi poi con la medaglia d’oro nella prova a squadre di fioretto maschile. All’interno di questa parentesi, la medaglia d’argento nella prova individuale di Diego Occhiuzzi nella sciabola, il successo del “Dream Team” di fioretto femminile e la medaglia di bronzo conquistata nella prova a squadre di sciabola maschile.
Bilancio Finale e Commenti
Sette medaglie: tre d’oro (Elisa Di Francisca nel fioretto individuale, il “dream team” nel fioretto femminile a squadre ed i ragazzi del fioretto maschile a squadre), due d’argento (Arianna Errigo nel fioretto femminile individuale e Diego Occhiuzzi nella sciabola maschile individuale) e due di bronzo (Valentina Vezzali nel fioretto femminile individuale e il “beautiful team” di sciabola maschile a squadre).
Su diciannove che componevano la delegazione di scherma azzurra, ben dodici tornano a casa con una medaglia, tanto quanti erano gli esordienti in una competizione olimpica. 121 le medaglie olimpiche conquistate, nella storia dei Giochi Olimpici, dalla scherma italiana. Vittoria del medagliere, leadership nella speciale “classifica per Nazioni” stilata in base ai piazzamenti, vittoria della Coppa del Mondo di specialità nel fioretto femminile individuale con Arianna Errigo, nel fioretto maschile individuale con Andrea Cassarà, nel fioretto femminile a squadre e nel fioretto maschile a squadre. Senza dimenticare l’onore e l’orgoglio di vedere una propria rappresentante, Valentina Vezzali, portare in alto e fiera la bandiera tricolore nella sfilata della cerimonia.
La scherma azzurra torna da Londra, quindi, con un carico di soddisfazioni e di emozioni.
Londra2012 rimarrà nella storia della scherma italiana – commenta il Presidente della Federazione Italiana Scherma, Giorgio Scarso –. Abbiamo vissuto nove giorni entusiasmanti, emozionanti e che hanno scritto belle pagine della nostra disciplina. Sarà indimenticabile il podio monocolore nel fioretto femminile, con un bronzo, quello di Valentina Vezzali, conquistato da grande campionessa, ma anche le vittorie a squadre sempre nel fioretto, il bronzo nella sciabola maschile a squadre vinto con esperienza e talento, e l’argento di Diego Occhiuzzi che corona una gara strepitosa. Ovviamente – continua Scarso – non tutto è andato nel verso giusto in altre prove dove, magari, avremmo potuto salire sul podio dimostrando la competitività azzurra in tutte le specialità. La soddisfazione maggiore – prosegue il vertice federale – è nel vedere come, in una realtà schermistica mondiale in evoluzione, con un medagliere in cui si affacciano prepotentemente Nazioni che fino a ieri sembravano escluse dal “giro delle medaglie”, l’Italia continua a confermare la propria leadership. In un’Europa schermistica che soffre questa evoluzione, come testimoniano i risultati di quelle che vengono considerate le “grandi scuole”, l’Italia prosegue il suo cammino. Ciò non significa però che potremo cullarci sugli allori. Tutt’altro! E’ necessario – ribadisce Scarso – che tutto il mondo della scherma azzurra, al termine di questo periodo olimpico che ci vedrà tornare a Londra per seguire i nostri schermidori nei Giochi Paralimpici, faccia una riflessione seria e programmi il prossimo quadriennio ed un nuovo ciclo“.
Le valutazioni tecniche sono affidate al Capogruppo azzurro e Vicepresidente federale, Paolo Azzi. “I verdetti delle pedane hanno “rimesso a posto le cose” rispetto ai Mondiali di Catania2011 – dice Azzi –. Oltre ai successi ed alle buone prove individuali, qui sono giunte anche conferme e prestazioni eccellenti nelle prove a squadre, a testimonianza non solo di poter contare su straordinari atleti, ma anche su gruppi coesi e compatti. Ovviamente adesso dovremo analizzare ogni singola prova e, con calma e serenità, valutare eventuali correttivi. Ma il bilancio di Londra2012 non può che essere positivo, non fosse altro che abbiamo confermato il numero di medaglie conquistato a Pechino2008, ma qualificandolo dato che in Cina conquistammo due titoli olimpici e cinque medaglie di bronzo“.
“Gli atleti vanno in pedana ed a loro vanno i complimenti – sottolinea il Vicepresidente federale, Andrea Cipressa –, ma è chiaro che i risultati sono frutto di investimenti e soprattutto rappresentano un raccolto che arriva da una terra resa fertile dal lavoro costante, quotidiano e continuo di tutti gli staff tecnici, con in primis i Commissari d’arma, ma anche dello staff medico e fisioterapistico, di ciascuna componente la Federazione Italiana Scherma, dalle società di tutta Italia e, soprattutto, dai singoli maestri di questi atleti e di quelli che bussano alle porte della Nazionale Assoluta e che, probabilmente, saranno i nuovi protagonisti a Rio2016 e nelle prossime edizioni olimpiche“.
Prima Giornata
Tripletta storica nel fioretto femminile. Un podio tutto italiano in una prova olimpica si era registrato, nella spada maschile, a Berlino ’36 con Riccardi, Ragno e Cornaggia, ed a Melbourne ’56 quando l’Italia piazzò il trio Pavesi, Delfino e Mangiarotti monopolizzarono la finale.
Erano altri tempi ed un’altra scherma. Quella di oggi rappresenta un “unicum” straordinario, così come straordinarie sono state le emozioni che l’Italia ha regalato all’ExCel di Londra, trasformato in una bolgia tricolore.
A vincere la medaglia d’oro ed a laurearsi neo campionessa olimpica è ELISA DI FRANCISCA, che in una finale tiratissima e conclusasai al minuto supplementare col punteggio di 12-11, ha sconfitto l’amica e “rivale per un giorno” ARIANNA ERRIGO. Il monopolio del podio si conclude con il bronzo di VALENTINA VEZZALI, alla sua diciannovesima medaglia tra Olimpiadi e Mondiali (uguagliando il record di Edoardo Mangiarotti) ed alla sua ottava medaglia olimpica.
LA FINALE
Si scrive la storia, quindi, e lo si fa a suon di emozioni. La finale, conclusasi al minuto supplementare, è stata l’ultima delle rimonte eccezionali della neo campionessa olimpica. A metà dell’ultima frazione, Elisa Di Francisca era infatti sotto per 11-8.
“Volevo vincere e mi sono detta in testa, se non lo faccio me lo rimprovererò” e così ha inanellato un parziale di 3-0 che l’ha portata sull’11-11. Al minuto supplementare la stoccata decisiva che vale per lei, all’esordio olimpico, la medaglia d’oro.
IL GRAN….RIFIUTO
E dire che a Pechino2008 non volle andare a fare la sparring partner. “Le Olimpiadi me le voglio fare da protagonista” disse allora giustificando il suo rifiuto. Adesso è entrata nella storia. Non solo perchè un campione olimpico…è per sempre, ma anche perchè è componente di quel podio monocolore azzurro, mai visto prima in una prova olimpica di fioretto femminile.
IL MONTE MEDAGLIE
A completare il podio, portando a quota 117 il medagliere della scherma azzurra, con 46 medaglie d’oro, 39 d’argento e 32 di bronzo, ci sono Arianna Errigo e Valentina Vezzali, le quali certo non hanno lesinato di regalare emozioni.
I COMPLIMENTI ISTITUZIONALI
“Rivolgo auguri e complimenti a tutti i medagliati con un pensiero particolare alla Vezzali che con la sua medaglia olimpica individuale ha contribuito al miglior esordio del tricolore di cui e’ stata alfiere ieri notte” ha detto il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, in una telefonata col Presidente del CONI, Giovanni Petrucci.
Subito dopo la conclusione della finale, a congratularsi con le tre azzurre è giunto il Ministro dello Sport, Piero Gnudi. “Voglio esprimervi il sentimento di gratitudine a nome di tutta l’Italia. Ci avete regalato emozioni e soprattutto tanto orgoglio“.
LE EMOZIONI PER IL PUBBLICO
“Noi siamo qui dall’Emilia, nonostante tutto, perchè sappiamo che oggi avremmo avuto gioie” diceva una famiglia emiliana all’ingresso dell’ExCel poco prima delle semifinali.
Due i boati più forti del pubblico dell’ExCel. Il primo è giunto quando, in semifinale, Elisa Di Francisca è stata capace di rimontare il punteggio contro la coreana Nam, mettendo a segno la stoccata del 11-10 dopo essere stata sotto 10-7.
Il secondo boato, sempre a discapito della coreana, lo si è registrato quando Valentina Vezzali, che a poco più di venti secondi era in svantaggio 12-8, ha messo a segno la stoccata che ha completato una rimonta straordinaria, portandola su un podio che, allo scorrere di ogni secondo, sembrava allontanarsi sempre più.
LA GARA
Ci sono “magic moment” per ognuna delle tre. La gara di Valentina Vezzali ne segna due. Il primo è quello che le regala il bronzo. In venti secondi recupera lo svantaggio di 12-8, arriva al minuto supplementare e mette a segno la stoccata per il bronzo. Il secondo è ai quarti di finale, contro la tunisina Boubakri. L’azzurra non riesce a mantenere il vantaggio e si trova a concludere il tempo regolamentare sul 7-7. Si va al minuto supplementare. E’ qui che trova il coraggio di cambiare azione schermistica e sceglie di mandare a vuoto l’attacco dell’avversaria, portando a segno il suo fioretto. L’8-7 finale viene accolto da un’ovazione dal pubblico dell’ExCel che tributa un applauso senza fine alla campionessa azzurra che, in precedenza, dopo aver superato lo scoglio del turno delle 32, rappresentato dalla giapponese Nishioka, per 14-8, aveva sconfitto per 15-6 la cinese Chen, al termine di un match in cui l’azzurra era stata sempre in vantaggio.
Tre “magic moment” invece per Elisa Di Francisca. Il primo arriva nel turno delle 16. L’azzurra, dopo aver vinto agevolmente il match d’esordio, nel tabellone delle 32, per 15-2 contro la libanese Shaito, si trova in svantaggio per 8-3. A quel punto, le parole di Stefano Cerioni da bordo pedana ed una grande voglia di vincere, la portano a segnare un parziale di 12-1 che le permette di chiudere per 15-9 il match ed approdare ai quarti dove affronta e supera per 15-9 la giapponese Sugawara. Il secondo è invece in semifinale contro la Nam, quando era in svantaggio per 11-8 e completa la rimonta, guadagnando l’accesso in finale. Il terzo è quello che le regala l’oro. Ancora una volta rimonta, dal 11-8 in suo sfavore, contro Arianna Errigo; pareggio e minuto supplementare con stoccata ed urlo.
Strepitosa anche Arianna Errigo che, come Elisa Di Francisca, alla sua “prima” olimpica, si è resa protagonista di assalti straordinari. Prima l’assolo nella sfida del turno delle 32 contro la veneuelana Fuenmayor fino al conclusivo 15-4. Nel turno delle 16 l’azzurra ha affrontato e superato nettamente la russa Gafurzianova, ultima atleta ancora in gara in rappresentanza della Russia dopo la sconfitta della Deriglazova e della Shanaeva. Ad impressionare positivamete non è stato solo il punteggio di 15-7 inflitto dall’azzurra, ma anche la decisione, il coraggio e la spregiudicatezza con cui ha chiuso un match in meno di tre minuti. Nel turno dei quarti, stessa sorte è toccata alla giovanissima Lee Kiefer, bronzo ai Mondiali di Catania2011, superata sempre nel primo parziale per 15-10. Poi la vittoria contro Valentina Vezzali per 15-12 e, infine, la sconfitta in finale.
Seconda Giornata
Diego Occhiuzzi è medaglia d’argento. L’azzurro ha conquistato la quarta medaglia (in due giorni) della spedizione della scherma azzurra, incrementando il bottino assoluto a quota 118.
L’argento è però il colore del rammarico, perché arriva da una sconfitta. A fermare l’azzurro, in questa seconda giornata di gara all’ExCel di Londra è stato l’ungherese Aron Szilagyi, col punteggio di 15-8. Si è fermato nel turno dei 16 Aldo Montano, superato 15-13 nel derby da Diego Occhiuzzi, mentre nel tabellone dei 32 si è conclusa la corsa di Gigi Tarantino, sconfitto 15-14 dal tedesco Hartung.
LA GARA DEGLI AZZURRI
Occhiuzzi e tutta la sciabola azzurra possono andare fieri però di questo argento, giunto grazie ad una prova straordinaria dell’atleta partenopeo che, in semifinale aveva vinto contro il romeno Rares Dumitrescu per 15-11 dopo una gara eccellente e che ha emozionato il pubblico dell’impianto londinese che non ha esitato a tributare, in più di un’occasione, il coro “Di-E-Go” “Di-E-GO” all’atleta italiano. Occhiuzzi era arrivato in semifinale, superando ai quarti lo statunitense Tim Morehouse. L’azzurro aveva sempre mantenuto il vantaggio del match e soprattutto dopo la pausa, era stato capace di allungare sino al definitivo 15-9 respingendo anche l’accenno di rimonta.
Il 31enne napoletano, vincitore all’esordio tra i 32 sul cinese Liu per 15-9, nel tabellone dei 16 aveva affrontato e vinto il derby tutto azzurro con Aldo Montano. Anche in questo, dopo aver preso in mano il punteggio, è stato bravo nel respingere il tentativo di rimonta del compagno di Nazionale, fermando poi lo score definitivo sul 15-13.
Montano, dal canto suo, aveva vinto il primo match di giornata, nel turno dei 32, contro il bielorusso Pryiemka per 15-9.
E’ stato sconfitto invece nel tabellone dei 32 Gigi Tarantino. L’atleta italiano infatti è stato superato 15-14 dal tedesco Hartung. A fermare l’azzurro è stato il cartellino rosso subìto sul 14-14 per partenza anticipata all’ ”a voi”.
I BIG
Aron Szilagyi è il nuovo campione olimpico, al termine di una prova che ha visto “cadere” gli atleti più quotati. Si era fermato nei 16, ad esempio il russo Alexey Yakimenko, sconfitto dallo statunitnse Daryl Homer. Sconfitto nei quarti invece l’altro candidato al titolo di campione olimpico, il tedesco Nicolas Limbach, fermato dal russo Kovalev.
LE DICHIARAZIONI DEGLI AZZURRI
Diego Occhiuzzi:”Non sono piu’ il gregario di nessuno, ora sono il vice campione olimpico – ha aggiunto il 31enne napoletano nella mixed zone dell’ExCel – E’ un sogno che in parte giunge inaspettato ed in parte no perche’ me lo sentivo da questa mattina. Mi sono messo a tirare e tutto e’ arrivato naturale: non mi sono mai divertito cosi’, e’ stata la giornata perfetta”. ”In finale ho sofferto tatticamente Szilagyi – ha proseguito – Lui ha tirato benissimo e quando ho cercato di raddrizzare il match era ormai troppo tardi, avrei dovuto cominciare a farlo prima”. ”Lo dedico alla mia famiglia, al mio maestro (Leonardo Caserta, ndr), all’Aeronautica Militare ma soprattutto a me stesso. E’ stata una sofferenza da quando avevo sei anni, non e’ stato poi facile restare all’ombra di grandi campioni come Montano e Tarantino. Ora ci sono anch’io, ed e’ una grande soddisfazione”.
Aldo Montano: ”Purtroppo ho sbagliato a lasciare andare Diego all’inizio del duello, con una difesa non sufficiente e senza attaccare in maniera incisiva. Poi, mi sono messo a lavorare sul centro pedana e sull’attacco ed ho recuperato; ma la partenza era stata troppo ad handicap. C’e’ grande rammarico: potevo fare di piu’. Dovevo essere piu’ aggressivo e dovevo spingermi piu’ in avanti anche nelle prime fasi dell’incontro”. ”Ora devo mettercela tutta ed essere piu’ deciso nella gara a squadre, dove spero di andare meglio”. ”Ci siamo allenati insieme da due mesi – ha proseguito l’olimpionico di Atene 2004 – e conosceva le mie condizioni e questo lo ha sfruttato bene. Quando ho dato tutto per recuperare, mi sono buttato in avanti e non e’ andata malaccio”. ”Non riponevo in questa Olimpiade il massimo delle aspettative. Era un punto interrogativo, ho fatto bene a provarci ed e’ andata meglio di quanto mi aspettassi”. Per la gara a squadre non ci saranno problemi perche’ i postumi dell’infortunio muscolare all’adduttore della coscia sinistra, che aveva messo addirittura in forse la sua partecipazione a Londra 2012, sono piu’ che sopportabili: ”E’ come se, in certi frangenti, sentissi una puntura si spillo che se ne va immediatamente. Con la gara e l’adrenalina, si supera facilmente”.
Gigi Tarantino: ”Si, dopo le Olimpiadi penso di smettere. Sto già facendo l’istruttore a Pollena, vicino Napoli. In futuro mi farebbe piacere restare in questo mondo”. ”L’arbitro dava il tempo sfalsato – sottolinea il 39enne napoletano – e gliel’ho detto dalla prima stoccata. Ha fatto il rigido, Hartung non ha fatto nessuna finta: ci sono rimasto male, mai visto nulla del genere in un assalto di sciabola. Peccato, stavo bene e l’incontro era equilibrato”. Tarantino, a dispetto di un carattere ‘fumino’, ha saputo contenere con sportivita’ la rabbia: ”Tornavo oggi dalla squalifica di tre mesi, a Madrid (in Coppa del Mondo, ndr) presi un cartellino nero…”.
Terza Giornata
La terza giornata olimpica, per la scherma azzurra è avara di medaglie ma non di emozioni. Nessuna delle tre azzurre in gara ha infatti conquistato il pass per le semifinali. L’ultima a fermarsi è stata Rossella Fiamingo al termine del match contro la vicecampionessa del Mondo ed attuale numero 1 del ranking mondiale, la cinese Yuije Sun. Una sconfitta, per 15-14 al minuto supplementare, che lascia parecchio amaro in bocca, soprattutto alla luce della spregiudicatezza e della prestazione complessiva offerta dalla 21enne azzurra.
Sconfitte nel primo assalto di giornata, invece, le altre due azzurre, Bianca Del Carretto, superata per 14-13, al minuto supplementare, dalla campionessa olimpica di Pechino2008, Britta Heidemann e Mara Navarria, fermata 15-12 dalla statunitense Lawrence.
LA GARA
A vincere è l’ucraina Shemyakina che in finale ha sconfitto la tedesca Heidemann col punteggio di 9-8 . Terzo posto per la cinese Sun, che col punteggio di 15-11 supera la coreana Shin A e conquista il bronzo, prima medaglia per un Paese asiatico in questa edizione del programma olimpico di scherma.
L’EPISODIO
A lasciare il pubblico dell’ExCel con il fiato sospeso e’ stata la protesta del ct coreano della spada, certo che la sua allieva, Shin A Lam avesse portato a casa la vittoria in semifinale con l’olimpionica tedesca Britta Heidemann. Il match era andato alla priorita’ sul 5-5, la Heidemann mette a segno la stoccata ma il coach delle orientale balza subito sotto il naso dei giudici, urlando che il cronometro non sarebbe partito. Arbitri e delegati Fie si mettono al lavoro, per oltre venti minuti non arriva il verdetto. Poi, la decisione di avallare il 6-5 per la tedesca. La Shin resta a lungo seduta sulla pedana, avvilita ed in lacrime, in attesa di smaltire la delusione e di sapere l’esito del ricorso fatto immediatamente alla commissione tecnica della Fie. Dopo la riunione della Direzione di Torneo, presieduta dall’italiano Raniero Bernardini, è stata ufficializzata la vittoria della Heidemann. La Shin, che era rimasta seduta a bordo pedana, e’ stata invitata ad alzarsi e ad uscire dallo stesso Bernardini. Al secondo diniego, l’orientale e’ stata sanzionata con un cartellino giallo; a convincerla e’ stato il segretario generale della Fie Maxim Paramonov, che ha accompagnato fuori la Shin, in preda ad una crisi di pianto. La coreana è poi salita in pedana, nel boato del pubblico oramai interamente dalla sua parte, per affrontare la finale per il bronzo, andato però alla cinese Sun, per 15-11.
LA GARA DELLE AZZURRE
L’emozione dell’esordio olimpico pesa come un macigno sulle spalle delle tre esordienti azzurre. Mara Navarria si blocca e, come lei stessa dichiarerà, non riesce ad esprimere la sua scherma contro la statunitense Lawrence, uscendo sconfitta dal match per 15-12. Il tabellone riserva invece uno scoglio arduo per Bianca Del Carretto. Si tratta della campionessa olimpica 2008 Britta Heidemann. La 27enne ligure però affronta a testa alta il match e riesce a gestire il vantaggio sino al 13-11 a 20” dalla fine. Da lì in poi, però, la Heidemann riesce a piazzare dapprima le due stoccate che le permettono di arrivare al pareggio e poi, al minuto supplementare, quella che le consente di passare il turno.
Rossella Fiamingo, con i suoi 21 anni, aveva detto di aver bisogno di ”rompere il ghiaccio”. Lo fa con la giapponese Nakano, che dopo averla impensierita nei primi tre minuti di gara, viene fermata dall’azzurra per 15-11. Ad attendere, nel turno delle 16, la giovane spadista italiana c’è la statunitense Lawrence. La Fiamingo sale in pedana con la voglia anche di ”vendicare” la compagna di Nazionale, Mara Navarria, fermata dall’atleta a stelle e strisce. Missione compiuta col punteggio di 15-7. Ai quarti il tabellone la mette di fronte alla vicecampionessa mondiale 2011 e numero 1 del ranking mondiale, Yujie Sun. La Fiamingo non ha timore reverenziale ed anzi ricorda quando, nella prova di Coppa del Mondo a Rio De Janeiro, riuscì a superarla in finale per 15-12. L’assalto è combattuto, equilibrato, con l’azzurra che appare capace di avere in mano le redini del match. Il suo vantaggio va anche a +2, ma l’asiatica riesce a rimontare ed a portarsi sul 14-14, quindi al minuto supplementare. E’ qui che l’azzurra prova a pressare per sferrare la stoccata vincente. L’asiatica si ”arrocca” a fondopedana ed a soli 4” dalla fine, sull’ultimo tentativo di Rossella Fiamingo, la cinese porta a bersaglio la punta della sua spada, mettendo fine alle speranze di medaglia dell’italiana.
LE PAROLE DELLE AZZURRE
Rossella Fiamingo: “Mi dispiace perche’ stavo tirando bene, meritavo di vincere l’assalto. Sul 9-7 in mio favore – racconta all’ITALPRESS l’azzurra – mi sono lanciata e cosi’ ho fatto il suo gioco. In un momento cosi’ importante avrei dovuto essere piu’ lucida nello sfruttare il vantaggio, sul 14 pari invece ho sbagliato perche’ dovevo tirare sul suo passo avanti. Bastava un attimo di attenzione in piu’, perche’ mi stavo giocando una medaglia. Mi servira’ da lezione per le prossime volte. Negli ultimi tempi mi lasciavo andare a pianti e disperazione, avevo l’ansia da Olimpiade. Fino all’altro ieri ho tirato con il ct (Cuomo, ndr) ma mi venivano le lacrime…”.
Bianca Del Carretto: “Ho avuto un passaggio mentale a vuoto. Al 90% e’ colpa mia, al 10% e’ merito della Heidemann. Ero in vantaggio 13-10 a venti secondi dalla fine – spiega la 27enne spadista ligure all’ITALPRESS – e non puo’ esistere che si perda cosi’ in una gara che sognavo dall’eta’ di sei anni. Sono stradelusa, non dovevo giocarmela cosi’. Il mio allenatore (Cirillo, ndr) ha cercato di tirarmi su di morale ma mi dispiace anche per lui, cosi’ come per la mia famiglia che e’ qui a vedermi. Se avessi perso in altro modo non avrei detto niente, ma cosi’ e’ imperdonabile. Il mio futuro? In questo momento vorrei solo sparire, mi vergogno della mia gestione dell’assalto: ora c’e’ la gara a squadre, quindi e’ facile tirare fuori le motivazioni, il problema vero sara’ dopo l’Olimpiade”.
Mara Navarria: “Tecnicamente e fisicamente ero pronta, ho patito l’emozione del mio esordio ai Giochi – le parole della 27enne friulana all’ITALPRESS – Speriamo vadano meglio le prossime volte. Prima di salire in pedana ci sono troppi spostamenti, e’ tutto diverso rispetto alla Coppa del Mondo e questo mi ha destabilizzato. Stanotte ho dormito bene, volevo puntare in alto ma e’ andata male, la tensione e’ il peggiore egli avversari: ora affilero’ la lama per la prova a squadre, voglio tornare a casa con una medaglia”.
Quarta Giornata
L’Italia chiude con un’ingente quantità di amaro in bocca la prova individuale di fioretto maschile. Il quarto, quinto e sesto posto, rispettivamente di Andrea Baldini, Andrea Cassarà e Valerio Aspromonte certamente non soddisfa la delegazione azzurra.
Amaro in bocca infinito per Andrea Baldini che, al termine di una prestazione eccellente offerta nel percorso verso la zona medaglia, esce sconfitto dalla semifinale contro il cinese Sheng Lei, col punteggio di 15-11. Nella finale per il bronzo, l’azzurro ha subito la sconfitta dal coreano Choi, per 15-14.
Sconfitti ai quarti di finale, invece, Andrea Cassarà e Valerio Aspromonte. Il primo è stato superato dall’egiziano Abouelkassem El Sayed per 15-10, mentre Aspromonte si è fermato contro il cinese Shang Lei, col punteggio di 15-8. Per Cassarà la consolazione di aver conquistato la Coppa del Mondo per la stagione 2011/2012.
LA GARA
Il titolo olimpico si sposta dall’Europa alla Cina. L’olimpionico di Pechino2008, il tedesco Benjamin Kleibrink abdica già al primo turno, sconfitto dal giapponese Ota, in una riproposizione, traslata nel turno dei 32, della finale olimpica di quattro anni fa. A vincere il titolo olimpico 2012 è il cinese Sheng Lei, ma gli applausi sono tutti per la medaglia d’argento, Alaaeldin Abouelkassem, da tutti conosciuto come El Sayed ma che, per via delle restrizioni circa l’accreditamento olimpico, si è trovato “costretto” a riprendere il cognome anzichè il “nickname” che gli piace tanto.
E’ lui, El Sayed alias Abouelkassem, a portare la prima medaglia africana, ed egiziana nello specifico, nella storia dei medaglieri olimpici della scherma.
Medaglia di bronzo per il coreano Choi, che ha collezionato nel suo percorso una serie incalcolabile di richiami arbitrali, cartellini gialli e, conseguenti rossi.
LA GARA DEGLI AZZURRI
Andrea Baldini esce tra gli applausi del pubblico dell’ExCeL, ma senza medaglie al collo. Il 27enne livornese è condannato all’amara “medaglia di legno” dalla stoccata del definitivo 15-14 nell’assalto per il bronzo contro il coreano Choi. In semifinale, per l’azzurro, era giunta la sconfitta contro Sheng Lei, poi vincitore della medaglia d’oro, per 15-11. E dire che l’azzurro, nel suo percorso verso la zona medaglia, aveva mostrato sicurezza, tenacia e soprattutto aveva espresso la tipicità della sua scherma. All’esordio avuto ragione, nei 32, del giapponese Miyake per 15-6 e, agli ottavi, aveva superato in maniera netta lo statunitense, numero 5 al Mondo, Race Imboden, per 15-9. Ai quarti l’assalto era stato a senso unico sin dall’avvio, con l’italiano capace di portarsi anche sul 9-1 nei confronti del russo Alexey Cheremisinov, sino al definitivo 15-5.
Andrea Cassarà esce dall’ExCeL senza una medaglia ma con la matematica vittoria della Coppa del Mondo. Per lui la sconfitta è giunta ai quarti, per mano dell’egiziano Abouelkassem, poi argento olimpico, per 15-10. Nel turno dei 16 il campione del Mondo aveva regalato emozioni. Un match, quello degli ottavi, conclusosi con un finale al cardiopalma. I due atleti arrivano in parità al minuto supplementare, per 14-14, con l’ExCeL che trattiene il fiato, prima del boato alla stoccata decisiva messa a segno da Andrea Cassarà.
Per Valerio Aspromonte, invece, la sconfitta è giunta nel match dei quarti contro il neo campione olimpico, il cinese Shang Lei. L’azzurro, sul punteggio di 8-4 in suo favore, ha dichiarato di “avere avuto un black out di 30 secondi” che ha permesso all’avversario di rimontare e poi allungare, sino a chiudere sul 15-8. Dapprima Aspromonte aveva vinto, nei 32, contro il romeno Daraban per 15-11 e poi, nei 16, contro il tedesco Bachmann con lo stesso punteggio. Spettacolare l’ultima stoccata di Aspromonte, che mette la punta in bersaglio valido mentre l’avversario stava rovinando al suolo.
LE PAROLE DEGLI AZZURRI
Andrea Baldini: “Una beffa, l’ultima stoccata era un po’ dubbia, c’e’ rammarico, chiaramente il quarto posto e’ il piazzamento piu’ brutto. Arrivi li’ vicino, arrivi a gustarti la medaglia, poi resti fuori dal podio e fa male. Bisogna riuscire – ha detto all’ITALPRESS – a guardare positivamente per quanto ora sia difficile farlo. Ho disputato una buona prima parte di gara, non sicuramente buona l’altra. Ho pagato forse il fatto che era la mia prima Olimpiade. Non serve maggiore esperienza perche’ ce l’avevo, un po’ di emozione forse non mi ha fatto essere al meglio come volevo. Oggi ho tirato bene, ma non era la mia giornata. Posso recriminare solo su tre stoccate all’inizio, avevo colpito il bersaglio valido e ha dato bianco. Solo alla terza protesta mi hanno dato ascolto, se avessero controllato prima il giubetto forse sarebbe andata diversamente. Ma non mi devo appellare a questo, potevo tirare meglio, ma va bene cosi'”.
Andrea Cassarà: “Non sentivo piu’ una gamba, ero stanchissimo, non c’e’ molto da dire – ha sottolineato l’azzurro all’ITALPRESS subito dopo la gara -. E’ un occasione persa, ho perso la gara della vita da campione in carica, dopo aver battuto in precedenza Ota, uno tra i piu’ titolati per una medaglia. Difficile spiegare l’inattesa battuta. Ho sofferto un po’ di pressione, non so cosa sia successo, non stavo bene nemmeno fisicamente. Dopo la prova a squadre e le Olimpiadi faro’ punto e a capo: ho vissuto un triennio pesante. Dopo il match contro Ota sono tornato in pedana dopo 15 minuti, il mio avversario invece e’ stato fermo per un’ora… A Catania lo avevo battuto bene ed e’ stato bravo a sfruttare la sua maggiore freschezza. Non sono stato bene durante il periodo preolimpico, non avevo i soliti valori ma questo cambia poco. Non so cosa decidera’ il ct. Nella sua testa, oggi, c’era un altro triplete: mettera’ sicuramente in pedana la squadra migliore per vincere l’oro”.
Valerio Aspromonte: “Sull’8-4 in mio favore ho avuto trenta secondi di buio. In quel momento – ha spiegato il fiorettista romano all’ITALPRESS – il cinese ha trovato maggiori motivazioni di me, non so per bravura, fortuna o forza di volonta’, mettendo delle stoccate che prima non aveva mai messo. Io non ero pronto, ho avuto insicurezza, un momento di stop, e lui mi ha aggredito. Non riuscivo a respirare, a trovare qualcosa che mi facesse uscire fuori dal tunnel: era in suo completa balia e non mi era mai successo. Perche’ e’ capitato? Succede in ogni sport, e anche in allenamento. Solo che in quei casi tiri su le spalle, alle Olimpiadi invece le conseguenze le paghi per quattro anni, finche’ non hai un’altra occasione. In un Mondiale e’ tutto diverso, capita ogni anno e la rivincita puoi averla subito”.
Quinta Giornata
Si ferma ai piedi del podio l’avventura olimpica degli atleti azzurri nelle due prove svoltesi quest’oggi all’ExCeL di Londra.
Nella spada maschile, Paolo Pizzo è stato sconfitto, nell’assalto dei quarti, per 15-12 dal venezuelano Ruben Limardo. L’assalto lascia molto rammarico nell’animo dell’atleta azzurro che era stato capace di rimontare un passivo di 3 stoccate portandosi dal 6-9 al 12-9 in suo favore.
Si ferma ai quarti anche Irene Vecchi nella prova di sciabola femminile. L’azzurra esce sconfitta dall’assalto contro l’ucraina Olga Kharlan per 15-9. Gioia Marzocca, invece, dopo aver vinto nelle 32 per 15-10 contro l’argentina Perez Maurice, si ferma perchè sconfitta 15-7 dalla coreana Kim.
SPADA MASCHILE – LA GARA DI PAOLO PIZZO
La giornata olimpica di Paolo Pizzo, unico rappresentante azzurro nella prova di spada maschile, inizia con un carico di emozioni. Grande pathos nel match d’esordio dell’azzurro vinto per 15-14 contro Ka Ming Leung. L’azzurro era sotto 14-12. Quando tutto sembrava essere compromesso, è uscito fuori il carattere di Pizzo che ha messo a segno tre stoccate, concludendo per 15-14 e con un urlo durato più di qualche secondo.
SPADA MASCHILE – LE PAROLE DI PAOLO PIZZO
Paolo Pizzo: “Non era giornata, e’ giusto che vada a casa, anche se mi dispiace di aver perso un treno – dichiara Pizzo all’inviato dell’agenzia di stampa ITALPRESS -. Ero in vantaggio 12-9 poi ho preso una botta al piede per il 12-10 ed ho iniziato a stare in difesa. Ho fatto lo spadista, non il Paolo Pizzo e questo errore mi e’ costato l’Olimpiade. Mi sono snaturato, non accadra’ piu. Adesso devo tornare piu’ forte di quanto non lo sia gia’, non deve finire cosi'”.
SCIABOLA FEMMINILE – LA GARA DELLE AZZURRE
Irene Vecchi esce sconfitta dall’assalto dei quarti di finale, contro l’ucraina Olga Kharlan che, ancora una volta, si rivela vera e propria “bestia nera” dell’azzurra. E dire che la Vecchi aveva espresso una gran bella scherma negli assalti precedenti. La livornese aveva vinto, all’esordio, nel turno delle 32, contro la britannica Williams per 15-6 e poi, agli ottavi, contro la cinese Cheng per 15-10.
Gioia Marzocca vince il primo assalto contro l’argentina Perez Maurice col punteggio di 15-10 e approda al turno delle 16. Vittoria all’esordio anche per Irene Vecchi che supera la britannica Williams per 15-6.
LE PAROLE DELLE AZZURRE:
Irene Vecchi:“Mi porto a casa una bella soddisfazione. Una medaglia mancata – ha detto la Vecchi ad ITALPRESS – fa parte del gioco. Faccio parte di questo circuito da tanti anni. A caldo non e’ che mi faccia piacere aver perso una medaglia, anche perche’ mi sentivo bene. Prima o poi ce la farò. Ero arrivata alla sfida dei quarti contente e sorridente del lavoro fatto. Sono serena, e’ andata cosi’, ero convinta di poter fare il colpaccio. Forse se mi fossero entrate un paio di stoccate nel momento piu’ difficile sarebbe stato diverso. Ho fatto comunque una bella esperienza, la prendo a ridere: domani torno a casa e mi prendo una vacanza”.
Sesta Giornata
L’Italia di fioretto femminile vince la MEDAGLIA D’ORO nella prova a squadre.
Il Dream Team del CT Stefano Cerioni e composto da Valentina Vezzali, Elisa Di Francisca, Arianna Errigo ed Ilaria Salvatori, superano nettamente in finale la Russia, campionessa del Mondo 2011 e campionessa olimpica a Pechino2008, col punteggio di 45-31 .
Straordinaria la cornice di pubblico ed il tifo che ha fatto da scenografia ad una prestazione straordinaria delle azzurre.
L’Italia aveva conquistato l’accesso alla finale e la certezza di una medaglia, avendo superato la Francia col netto punteggio di 45-22. Nel primo assalto, quello dei quarti, l’Italia aveva sconfitto invece, per 42-14 le portacolori della Gran Bretagna.
Con questa medaglia d’oro, Valentina Vezzali diventa, con 9 medaglie olimpiche, la donna italiana più medagliata alle Olimpiadi nella storia dello sport azzurro, eguagliando inoltre il record di 19 medaglie d’oro, tra Mondiali ed Olimpiadi, detenuto da Edoardo Mangiarotti.
Settima Giornata
Arriva la sesta medaglia per la spedizione della scherma azzurra ai Giochi Olimpici di Londra2012. E’ il bronzo portato in dote dalla Nazionale azzurra di sciabola maschile, col quartetto composto da Gigi Tarantino, Aldo Montano, Diego Occhiuzzi e Luigi Samele.
Gli azzurri, sconfitti in semifinale dalla Corea del Sud per 45-37, hanno superato, nella finale per il bronzo, la favoritissima Russia col punteggio di 45-40.
E’ la sesta medaglia per l’Italia, la seconda di bronzo. Il medagliere della scherma azzurra, che in assoluto sale a quota 120 nel computo storico, vanta adesso due medaglie d’oro, due d’argento ed altrettante di bronzo.
LA GARA
L’Italia aveva iniziato la gara che l’avrebbe portata sul podio, al terzo posto, vincendo il primo assalto di giornata, quello del turno dei quarti contro la Bielorussia. Il match ha regalato grandi emozioni, con la vittoria giunta sul filo di lana, per 45-44 grazie ad una strepitosa rimonta di Aldo Montano. Il Campione del Mondo in carica era salito in pedana, per l’ultimo match, con il punteggio che vedeva la Bielorussia in vantaggio per 40-36. L’azzurro provava la rimonta, ma Buikevich era bravo a portarsi sul 44-41 che sembrava chiudere ogni speranza per l’Italia. Aldo Montano, invece, è riuscito a compiere l’impresa, recuperando il passivo e chiudendo, dopo quattro stoccate giudicate ”simultanee”, con una splendida parata e risposta sull’attacco dell’avversario per il finale 45-44.
In semifinale poi è giunta la sconfitta contro la Corea, quartetto composto da atleti molto dinamici. 45-37 il punteggio finale in favore degli asiatici, poi laureatisi campioni olimpici ai danni della Romania sconfitta per 45-26.
Poi la finale per il bronzo con il trio Montano, Occhiuzzi e l’esordiente Samele, al cospetto dei russi Yakimenko, Reshetnikov e Kovalev. Dopo l’iniziale vantaggio dei russi, l’ingresso di Samele ed un’ottima frazione di Occhiuzzi, hanno riportato in vantaggio l’Italia, fino alla conclusione con in pedana Aldo Montano che ha siglato il definitivo 45-40, che permette agli azzurri di confermare il bronzo a squadre di Pechino2008.
LE PAROLE DEGLI AZZURRI
Aldo Montano: “Me la sono vista brutta, ho fatto due giri non bene all’inizio. Non e’ mai facile – dice all’ITALPRESS – sono riuscito all’ultimo a chiuderlo bene. Bravissimi gli altri ragazzi che hanno portato avanti gran parte del match. La Russia ha vinto gran parte delle prove di Coppa del Mondo, e’ sempre brutto trovarseli davanti, non e’ per niente facile”.
Luigi Tarantino: “Ho fatto un tifo sfrenato – afferma Tarantino all’agenzia di stampa ITALPRESS – Gigi Samele e’ stato fortissimo, bisogna fare affidamento su questo ragazzo che e’ molto forte, giusta la scelta del commissario tecnico di portarlo qui. Diego ha tirato molto bene, Aldo e’ un campione vero, sapevamo delle sue condizioni. Mi dispiace non fare piu’ gare con loro, mi sarebbe dispiaciuto lasciare la scherma senza medaglie”
Diego Occhiuzzi: “Abbiamo tirato benissimo, io ero sotto antidolorifici, ma non ho sentito nulla anche perche’ non avevo mai avuto un tifo cosi’, ho provato sensazioni straordinarie”
Luigi Samele: “Ho avuto la mia occasione e senza falsa modestia devo dire che l’ho sfruttata al massimo delle mie possibilita’ – ha spiegato Samele -. Entrare a freddo non e’ stato un problema, sapevo che c’era la possibilita’ di gareggiare, quindi mi sono tenuto caldo. Tra il dire e il fare, pero’, c’e’ di mezzo il mare e quando sono salito in pedana devo ammettere che le gambe “mi facevano Giacomo Giacomo”, sono molto soddisfatto”
Ottava Giornata
L’Italia chiude al settimo posto in classifica finale la prova a squadre di spada femminile. E’ questo il verdetto della pedana, alla luce dei risultati della prova odierna.
Le azzurre del Commissario tecnico, Sandro Cuomo, infatti hanno vinto, col punteggio di 45-40 il match contro l’Ucraina della neo campionessa olimpica Yana Shemyakina, che valeva il settimo posto in classifica.
Il quartetto italiano aveva subìto la sconfitta ai quarti contro gli Stati Uniti e, in seguito, anche contro la Romania nel primo assalto del tabellone per i piazzamenti dal quinto all’ottavo posto.
45-35 il punteggio subìto dalle azzurre nei quarti ad opera degli Stati Uniti, col Commissario Tecnico, Sandro Cuomo, che aveva anche sostituito, per la penultima frazione, Bianca Del Carretto con Nathalie Moellhausen. Le statunitensi approdano in semifinale dove incontreranno la Corea, capace di superare la favorita Romania.
Proprio la Romania è stata l’avversaria delle azzurre nel match valido per potersi poi giocare il 5°-6° posto in classifica finale. A vincere sono state le romene col punteggio di 45-38.
Nona Giornata
L’Italia di fioretto maschile vince la MEDAGLIA D’ORO.
La settima meraviglia azzurra arriva nella prova di fioretto maschile.
Gli azzurri del Commissario Tecnico, Stefano Cerioni, hanno infatti vinto la finale, contro il Giappone col punteggio di 45-39, liberando poi l’urlo di vittoria e l’entusiasmo di un gruppo di atleti straordinari che, da stasera, hanno scritto l’ennesima brillante pagina della storia della scherma italiana.
LA GARA
Nel loro percorso di gara, gli azzurri hanno esordito in un assalto, valido per il tabellone dei quarti, particolarmente difficile. Baldini, Cassarà, Aspromonte ed Avola avevano infatti affrontato e superato la Gran Bretagna che, sulla spinta del pubblico di casa, ha impensierito gli azzurri che hanno concluso l’incontro col punteggio di 45-40.
In semifinale poi l’assalto contro gli Stati Uniti, conclusosi col netto punteggio di 45-24. Parziali tutti positivi per gli atleti italiani, che hanno dunque conquistato il pass per l’assalto finale dove hanno incontrato il Giappone che ha sconfitto in semifinale, per 41-40 la Germania.
La finale è tirata, senza fine e vissuta tutta d’un fiato. I quattro azzurri soffrono ma riescono sempre a mantenere il vantaggio, sino all’ultima frazione, con Andrea Baldini che chiude il match, la gara di fioretto maschile a squadre ed il programma olimpico di scherma, col punteggio di 45-39.
GIOCHI OLIMPICI LONDRA2012 – IL MEDAGLIERE AZZURRO
ORO – 3
Elisa Di Francisca (Fioretto femminile individuale)
Fioretto femminile – squadra (Valentina Vezzali, Elisa Di Francisca, Arianna Errigo, Ilaria Salvatori)
Fioretto maschile – squadra (Andrea Cassarà, Andrea Baldini, Valerio Aspromonte, Giorgio Avola)
ARGENTO – 2
Arianna Errigo (Fioretto femminile individuale)
Diego Occhiuzzi (Sciabola maschile individuale)
BRONZO – 2
Valentina Vezzali (Fioretto femminile individuale)
Sciabola maschile – squadra (Aldo Montano, Gigi Tarantino, Diego Occhiuzzi, Luigi Samele)












