25 ottobre – MEETING INFORMALE DEI MINISTRI DELLO SPORT DELL’UNIONE EUROPEA, LE PROPOSTE ITALIANE

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Roma – Intervenendo nel corso del Meeting informale
dei Ministri dello Sport dell’Unione Europea, in corso a Lisbona,
il Ministro Giovanna Melandri (nella foto) ha ribadito tutta la sua grande
soddisfazione per l’inserimento del concetto di specificità dello
sport all’interno del nuovo testo dei Trattati dell’Unione
Europea. ”Una svolta che merita di essere celebrata perchè pone
le basi per una chiara separazione tra la dimensione economica
dello sport e quella sociale, culturale”
. Il Ministro Melandri ha
quindi presentato un proposta in otto punti che completa il Piano
de Coubertin
: 1. l’autonomia finanziaria, 2. il sostegno alla
formazione dei talenti europei, 3. la protezione degli atleti
minorenni, 4. una migliore definizione di categorie professionali
quali gli agenti degli atleti, 5. la lotta al doping, 6. il
volontariato, 7. La cessione dei giocatori per gli impegni delle
squadre nazionali, 8. Salary Cap . ”Sono suggerimenti al dibattito
– ha continuato il Ministro – frutto di intense e costruttive
consultazioni con il mondo dello sport italiano”
. Su tali proposte
c’e’ stata un’ampia convergenza ed in particolar modo sull’idea di
mettere subito in azione un gruppo di lavoro che presenti alla
riunione dei Ministri del Marzo 2008 la tabella di marcia per
l’avvio della Politica Europea dello Sport. Durante il suo
intervento, il Ministro Melandri si è particolarmente soffermata
sul valore e sul rilancio delle linee guida contenute nel Libro
Bianco sullo Sport: Le modifiche dei Trattati entreranno in
vigore nel 2009, ed altro tempo e impegno politico saranno
necessari per attuare una piena politica europea dello sport. In
questa prospettiva, il libro ed il suo piano d’azione
diventano una sorta di progetto pilota, che riconosce il ruolo
sociale dello sport, la sua centralità nelle poltiche per la
salute, per l’inclusione sociale nelle politiche di dialogo e di
integrazione, di lotta contro ogni discriminazione, senza
tralasciare i nodi critici: la diffusione allarmante del doping
professionistico e amatoriale, la violenza e il razzismo, le
alterazioni create dalla forte pressione economica che spingono
fino a inaccettabili degenerazioni”
.

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