
Livorno
Al Presidente del CONI Dr. Gianni Petrucci
Al Presidente della F.I.S. Maestro Giorgio Scarso
A Tutti i Consiglieri della F.I.S.
Al Maestro Andrea Magro
A Tutti i Maestri ed allo Staff Tecnico della Nazionale di Sciabola
Al Comandante del Gruppo Sportivo Fiamme Gialle Gen. B. Dr. Gianni Gola
Ho cominciato a realizzare pienamente quanto è
successo e Vi scrivo queste parole perché sento il dovere di scusarmi
profondamente per l’inqualificabile comportamento che ho tenuto in
quella maledetta serata di inizio estate; una cretinata è stata
sufficiente a macchiare, forse indelebilmente, la mia carriera sportiva
e la dignità di atleta e di uomo.
Non servono giustificazioni, non
servono controanalisi, è colpa mia…ci tengo comunque a chiarire che l’
assunzione di sostanza proibita è stata fatta solo per uno stupido ed
ingiustificabile momento di leggerezza con gli amici; mai e poi mai c’
è stata intenzione da parte mia di aumentare le prestazioni psico-
fisiche allo scopo di compiere una frode sportiva.
Purtoppo mi rendo
conto che ho tradito la fiducia di tutti: dei miei Genitori, del CONI,
della F.I.S., Presidente e Dirigenti tutti, che si sono sempre
dimostrati vicini e disponibili; del mio Gruppo Sportivo Fiamme Gialle
che ha creduto in me fin dalla fondazione della sezione scherma e che
mi ha supportato al massimo delle disponibilità e competenza; dei
Maestri, dello Staff tecnico e dei Compagni di squadra con cui ho
trascorso momenti bellissimi ed esaltanti, che resteranno per sempre
impressi nella mia mente.
Vorrei poter tornare indietro, vorrei poter
cancellare quel momento di follia, vorrei non aver mai tradito la
scherma: uno sport pulito, trasparente ed esaltante, dove tutto si basa
sul sano agonismo e sul rispetto dell’avversario, cosa, per altro che
non è mai mancata da parte mia.
Spero di poter essere al più presto
reintegrato, perché amo il mio sport: mi pento e mi pentirò amaramente
di quella sciocchezza ma, Vi prego, non mi considerate un dopato o
un drogato, casomai un cretino che per gli eccessi di una serata
rischia di buttare in fumo dieci anni di lavoro ed una futura possibile
carriera sportiva piena di soddisfazioni.
Sarà dura stare lontano dai
campi di gara, però sono pronto ad espiare la mia colpa; sono
strapentito per quanto ho commesso ed in particolare per il danno di
immagine che ho provocato al CONI, alla scherma italiana ed al Gruppo
Sportivo Fiamme Gialle e, soprattutto, per il dolore che ho causato
alla mia mamma ed al mio babbo.
Sinceramente.
Marco Ciari












