
Roma – Sono passati dieci anni da quella mattina del 9 maggio in cui Marta Russo fu uccisa, mentre passeggiava tranquillamente per i viali dell’Università di Roma. Dieci anni nel corso dei quali il suo ricordo non si è spento, grazie all’impegno dei genitori Aureliana e Donato, che in suo nome hanno fondato un’associazione per la diffusione della cultura della donazione degli organi. Un’associazione che ha sempre avuto un rapporto privilegiato con la scherma, sport che Marta aveva praticato con successo. Il 26 maggio, per ricordare adeguatamente il decennale della scomparsa di Marta Russo, la grande scherma e la grande cultura si uniranno per una manifestazione speciale. Alle ore 21, presso la Sala Petrassi dell’Auditorium del Parco della Musica di Roma, è infatti in programma ”Una Stella per Marta 2007”. L’evento è stato presentato questa mattina in una conferenza stampa che si è tenuta presso il Circolo Canottieri Lazio. Oltre ad Aureliana e Donato Russo, erano presenti il consigliere federale Ezio Rinaldi per la FIS e Maurizio Ciccarelli per l’AAMS (Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, main sponsor della serata). A fare gli onori di casa il giornalista della Gazzetta dello Sport, Franz Lajacona. Come detto, sarà una serata di grande scherma. È prevista, infatti, una sfida di altissimo livello tra le nazionali italiana e ungherese di fioretto femminile, con il quartetto formato da Elisa Di Francisca, Margherita Granbassi, Giovanna Trillini e Valentina Vezzali che affronterà quello magiaro composto da Edina Knapek, Aida Mohamed, Gabriella Varga e Virginie Ujlaky. «Il vero successo di questa manifestazione in questi anni – ha detto a questo proposito Lajacona – è stata la partecipazione di grandi atleti come quelli che interverranno sabato 26 maggio». Ma ”Una Stella per Marta 2007” non sarà solo un evento sportivo. Alla serata, che sarà presentata da Simona Marchini con la regia di Alessandro Capone e la direzione artistica del maestro Renzo Musumeci Greco, interverranno grandi attori come Massimo Dapporto, Alessio Boni, Maurizio Donadoni, Antonello Fassari e Sara D’Addario, che, sulle note del pianista Riccardo Fassi, si esibiranno nella lettura delle poesie vincitrici del concorso letterario indetto nelle scuole dall’Associazione Marta Russo e nella recitazione di brani di prosa. «Questa sarà un’edizione speciale – ha detto questa mattina in conferenza stampa Aureliana Russo – perché ricorre il decennale della scomparsa di Marta, che fu uccisa il 9 maggio 1997. In questi ultimi quattro anni la manifestazione è molto cresciuta e per questo voglio ringraziare tutti coloro che ci sono stati vicini, dalla Federscherma ai nostri sponsor agli amici che hanno lavorato con noi. All’evento sportivo, con la sfida di fioretto femminile Italia-Ungheria, abbiamo voluto abbinare momenti di cultura che ricordino l’importanza della donazione degli organi. Sin da giovanissima Marta ci diceva che, se le fosse successo qualcosa, voleva che donassimo i suoi organi. Quando è stato il momento abbiamo rispettato la sua volontà e adesso ci sono sei persone che vivono grazie a lei. Per questo abbiamo deciso di fondare l’Associazione Marta Russo. E per questo abbiamo indetto nelle scuole un concorso letterario, figurativo e multimediale proprio sul tema della donazione degli organi». «Questa manifestazione vuole essere un binomio di scherma e solidarietà – ha affermato Donato Russo -. A questo proposito devo dire che nella scherma italiana ho trovato una vera famiglia che mi è stata accanto e mi ha aiutato a superare la tragedia. Quando Marta è stata uccisa ci siamo trovati di fronte a un bivio: maledire tutti oppure proseguire sulla strada della solidarietà che lei ci aveva indicato. Abbiamo scelto questa seconda via». «Se si parlasse solo di scherma per me sarebbe semplice – ha detto infine Ezio Rinaldi -. Ma in questo caso tutto risulta più difficile perché parliamo di una tragedia. Una tragedia dalla quale, però, è nata una stella che ha cominciato a portare per il mondo un grande messaggio: in una società sempre più complicata esistono persone, come Marta e come i suoi genitori, che hanno la volontà di dare e di insegnare a dare».












