
Roma – La scherma si schiera al fianco degli studenti-atleti. Lunedì 7 maggio, nel pomeriggio, al termine della conferenza stampa di presentazione della 44esima edizione del Gran Premio Giovanissimi ”Renzo Nostini” – Trofeo Montepaschivita, si è svolta infatti presso la sede del Monte dei Paschi di Siena un’importante tavola rotonda dal titolo ”Il diritto allo studio degli atleti”, che, oltre ai rappresentanti del mondo della scherma, ha visto confrontarsi personalità del mondo della scuola e della politica. A fare gli onori di casa sono stati il Presidente e il Segretario Generale della FIS Giorgio Scarso e Salvatore Ottaviano. Tra gli ospiti, Roberta Innamorati (Ministero per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive), Daniela Drago (Area Promozione e Territorio del CONI), Mauro Gatti (psicologo Squadre Nazionali FIS), Salvatore Lucifora (preside del liceo scientifico ”G. Galilei” di Modica), Rita Malvezzi (dirigente di società e presidente di Consiglio di Istituto), Andrea Tortora (maestro di scherma e membro della Commissione Regolamenti e Statuti della FIS), Vincenzo Di Bartolomeo (presidente del Comitato FIS Lazio) e il colonnello Carlo Cisbano, responsabile del Centro Sportivo dell’Esercito, accompagnato dalle atlete Annachiara Spigarolo e Giulia Cafiero. A moderare gli interventi è stato Luca Magni. La tavola rotonda è stata un ”assaggio” del convegno che si terrà a Rimini sabato 19 maggio in occasione del Gran Premio Giovanissimi. Un incontro di grande rilevanza al quale sono invitati a partecipare numerosi i protagonisti del mondo della scherma: atleti, tecnici, dirigenti e genitori. Il titolo della tavola rotonda di oggi (”Il banco sparito”) nasce dall’esperienza realmente vissuta negli anni scorsi da uno schermidore di alto livello, il quale, ogni volta che tornava da qualche gara, scopriva che il suo banco era stato fatto sparire dai compagni di scuola, in segno di rifiuto e di scherno per la sua attività sportiva. Una storia che può essere considerata la metafora del difficile rapporto che nel nostro paese da sempre esiste tra studio e sport. E proprio da questa storia è partito l’intervento del presidente Scarso, che ha calato subito un asso, presentando una delibera a suo modo rivoluzionaria approvata dal Consiglio Federale: «L’atteggiamento della scuola nei confronti dello sport – ha dichiarato Scarso – deve mutare radicalmente. Troppo spesso nel nostro paese gli sportivi vengono ”discriminati” dai professori, che in molti casi sembrano non rendersi conto della funzione sociale delle società sportive, che sono delle vere e proprie agenzie educative. È una mentalità che deve cambiare. Lo sport non può essere considerato una perdita di tempo, perché, al contrario, aiuta i giovani a crescere bene. La scuola deve cominciare a considerare gli studenti-atleti come un valore aggiunto. Partendo da queste considerazioni, la Federscherma, che si è già distinta per le sue iniziative a tutela della maternità, ha deciso di lanciare una nuova proposta: il Consiglio Federale ha approvato una delibera in base alla quale delle borse di studio verranno messe a disposizione di quegli atleti che si dimostreranno capaci di coniugare buoni risultati agonistici con buoni risultati scolastici. Non ci illudiamo che con questa nostra iniziativa o con la tavola rotonda di oggi la situazione cambi da subito. Ma siamo convinti della necessità di lanciare un messaggio ai ragazzi: c’è un futuro dopo la scherma cui bisogna prepararsi”. Scarso ha proseguito lodando l’iniziativa del preside del liceo scientifico di Modica Salvatore Lucifora, che ha stabilito una convenzione con il locale club scherma. Un raro esempio di rapporto virtuoso tra scuola e sport: ”Il caso di Modica – ha concluso Scarso – è un modello al quale spero che si possa dare seguito anche in altri contesti”.Proprio Lucifora ha preso a questo punto la parola, illustrando il ”caso” Modica, vera e propria isola felice nel panorama dello sport italiano: ”La scuola, nell’ambito della sua autonomia, deve favorire lo sviluppo dello sport e, nel nostro caso particolare, della scherma, disciplina che ha un alto valore formativo perché insegna il rispetto delle regole e delle altre persone. Inoltre, di solito gli studenti che fanno attività agonistica sono anche tra i più bravi nello studio. La convenzione da noi stabilita con la Conad Scherma prevede che, ogni volta che ci sono trasferte che coinvolgano studenti del liceo, la società debba mandare delle giustificazioni preventive. I docenti vengono avvisati ed evitano di interrogare gli studenti in questione appena questi tornano dalle gare. Oltre che per la serietà dimostrata dalla Conad Scherma, abbiamo firmato questa convenzione perché siamo convinti che scuola e sport debbano camminare di pari passo”. L’intervento successivo è stato quello di Roberta Innamorati, rappresentante del Ministero dello Sport: ”Purtroppo – ha esordito – per cambiare la mentalità di cui parlava Scarso c’è davvero tanto lavoro da fare, perché questa mentalità è ancora viva nei genitori, negli insegnanti e, dispiace dirlo, spesso anche negli stessi ragazzi. Siamo già stati al fianco della Federscherma quando è stata presa la lodevole iniziativa a tutela della maternità, che, purtroppo, non ha avuto molto seguito nelle altre Federazioni. Saremo al fianco della Federscherma anche per questa ottima idea delle borse di studio a favore degli studenti-atleti meritevoli. Anche noi come governo abbiamo preso un’iniziativa che, per quanto piccola, rappresenta una svolta per lo sport italiano: per la prima volta in Finanziaria è stato introdotto un emendamento grazie al quale le famiglie potranno detrarre parte delle spese sostenute per far fare attività sportiva ai figli. È una piccola somma, ma rappresenta un segnale di quel cambiamento di mentalità di cui parlavamo prima. Lo sport è un’attività che ha un forte scopo sociale. Questo passo compiuto dal governo nella Finanziaria può aiutare anche gli insegnanti a cambiare atteggiamento nei confronti dello sport”. Dopo Vincenzo Di Bartolomeo, che ha lanciato la proposta di portare dei tutor che aiutino gli atleti a studiare in occasione di collegiali particolarmente lunghi, è stato il turno di Mauro Gatti, psicologo delle nazionali di scherma: ”Lo sport è cultura – ha affermato – ma purtroppo in Italia manca la cultura dello sport e non ci si rende conto della sua importanza educativa né tra gli insegnanti, né tra i genitori, né tra gli stessi ragazzi. Lo sport è un grande tesoro dell’umanità che in questo paese stiamo calpestando”. A concludere gli interventi è stata la rappresentante del CONI Daniela Drago: ”Il presidente Petrucci ci ha dato chiare indicazioni al momento della sua rielezione per quanto riguarda la promozione dell’attività sportiva di base, un settore nel quale le statistiche dimostrano che l’Italia è ultima in Europa, anche se poi, paradossalmente, siamo tra le prime nazioni al mondo per quanto riguarda l’attività di vertice. Del resto, anche i nostri monitoraggi ci dicono che nel nostro paese manca una cultura sportiva. Il fenomeno è talmente radicato che serviranno tempi lunghi e grandi sforzi prima che si riesca finalmente a modificare questa mentalità. Dobbiamo riuscire a convincere il mondo della scuola che lo sport non può essere considerato un’attività secondaria, ma un aspetto fondamentale dell’educazione dei ragazzi”. I lavori si sono conclusi con il saluto di Scarso, che nel salutare gli ospiti, ha dato appuntamento a tutti al convegno che si terrà a Rimini il 19 maggio, nel corso del quale gli interventi di oggi serviranno come base per la discussione.












