TRAPANI 2003, UN ESEMPIO DA SEGUIRE

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TRAPANI 2003, UN ESEMPIO DA SEGUIRE

Roma – L’ultimo Consiglio Federale, come primo punto all’ordine del giorno, ha affrontato la restituzione dell’acconto del Comitato Organizzatore dei Campionati del Mondo Giovani e Cadetti di Trapani 2003. In data 8 febbraio, infatti, il C.O.L. di Trapani ha restituito alla Federazione l’anticipazione di 34.700,00 euro, fatto unico nel suo genere e che dimostra come si possa contribuire alla crescita del movimento anche attraverso operazioni mirate alla razionalizzazione delle risorse a disposizione. Un messaggio chiaro per l’ambiente, che dimostra con quale lungimiranza si debbano gestire i fondi della Federscherma. Il Presidente Giorgio Scarso ha voluto rimarcare l’importanza dell’avvenimento: ”Mi fa piacere ricordare quanto detto da un funzionario della Regione Sicilia, il quale affermava che con la scherma l’Ente Regionale non ha avuto nessun problema, o meglio, nessuno strascico amministrativo e giudiziario, come successo spesso con altre discipline sportive. Questo è un grande motivo di orgoglio”. Un lavoro che lo stesso Comitato, composto da Lioniero Del Maschio, Vincenzo Hopps e dallo stesso Giorgio Scarso, ha portato a termine restituendo, inoltre, un residuo attivo della gestione di 331,15 euro, fatto ancor più eccezionale, come sottolinea lo stesso presidente federale: ”Oltre ad aver dato vita ad una delle edizioni più belle dei Campionati del Mondo Giovanni e Cadetti, a detta dei partecipanti, la Federazione non ha dovuto spendere un centesimo di euro visto che le spese per il trasporto delle pedane, per la sistemazione del campo di gara, per la direzione torneo, per gli arbitri e quant’altro, non hanno intaccato il bilancio federale. Inoltre, gli organizzatori hanno ospitato i partecipanti ad una serie di riunioni di varie commissioni e ben 50 atleti in rappresentanza di 37 paesi per gli allenamenti pre-mondiali. Coloro i quali collaborarono a quell’avventura entusiasmante, lo fecero per puro spirito di servizio, senza percepire nemmeno un gettone di presenza. Le critiche che ci furono allora, devono far riflettere su come si debba ragionare in positivo, senza partire da presupposti disfattisti”.

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