
TORINO – Dopo l’esultanza in pedana, con gli abbracci di rito e lo sventolio festoso della bandiera tricolore, mentre Valentina Vezzali si scioglieva in lacrime, il carabiniere azzurro Margherita Granbassi – ben scortata da due suoi colleghi della Benemerita – si concedeva ai giornalisti e alle televisioni.
“Questo titolo mondiale rappresenta la realizzazione di un sogno, è la più grande soddisfazione della mia carriera che si aggiunge alla vittoria nella Coppa del Mondo del 2005 e al titolo mondiale a squadre nel 2004. Ma un successo così non ha eguali. Lo dedico a tanti, alla mia famiglia, all’arma dei Carabinieri, al mio sponsor Lancia che evidentemente mi ha dato una marcia in più”
“A Valentina – ha proseguito la 27enne triestina – dico solo una cosa: resta una campionessa inimitabile, senza uguali”
– Oggi hai battuto due autentici miti: Valentina Vezzali e Giovanna Trillini…
“Non mi sembra vero, sono due grandissime, In particolare a Giovanna devo molto per l’affetto che mi ha sempre manifestato. Ma ora non è finita l’avventura torinese perché dobbiamo dare tutto nella gara a squadre.”
Margherita Granbassi – che si allena a Terni con il maestro Giulio Tomassini – ha anche ricordato i suoi momenti sfortunati: “Prima nel 2001 i legamenti crociati di un ginocchio, poi nel dicembre scorso la rottura dei legamenti di una caviglia. Ma ora sono così felice che non ci penso più”.
Cosa è accaduto sul 6-6, prima del minuto supplementare?
Valentina Vezzali dal canto suo ha detto: “Ho perduto una battaglia non la guerra, ma anche una sconfitta può tornare utile per fare un riesame di se stessi, Per poi ripartire e tornare a vincere”












