
«È una iniziativa importante e un significativo contributo culturale alla città dal momento che non sono molte le pubblicazioni dedicate allo sport». Così l’assessore allo Sport e alle Politiche Sociali del Comune di Piombino Massimo Giuliani ha commentato la pubblicazione del libro Cento anni in pedana. Storia della scherma a Piombino, che è stato presentato la settimana scorsa nella sala consiliare davanti a un folto pubblico alla presenza del Presidente federale Giorgio Scarso, del Presidente del CONI provinciale Gino Calderoni, dal Presidente del Circolo Scherma Piombino Lorenza Boninu, il Maestro Lio Bastianini e, ovviamente, gli autori del libro Maria Grazia Braschi e Raffaele Della Vecchia.
Dopo il saluto augurale a nome della Federazione, Scarso ha voluto elogiare la scuola schermistica toscana, sottolineando in particolare il ruolo dei tre olimpionici Aldo Montano, Simone Vanni e Salvatore Sanzo che sono degli ottimi esempi per le giovani generazioni, e ha voluto evidenziare che anche questa nuova iniziativa letteraria conferma la vitalità del movimento schermistico italiano.
Inoltre, vista anche la presenza di alcuni militari della Guardia di Finanza tra cui l’autore Raffaele Della Vecchia, il presidente della FIS ha parlato dell’accordo che la Federazione ha stretto con il gruppo sportivo delle Fiame Gialle per l’inserimento di nuovi promettenti schermidori.
Si è parlato ovviamente anche dell’importante traguardo raggiunto dal Circolo Scherma Piombino, che ha compiuto cento anni. Un percorso, quello della scherma piombinese, che risale agli inizi del secolo scorso ed è accompagnato da un alone leggendario, con incontri tra famosi schermidori livornesi preceduti qualche volta da volo di guanto e immancabile sfida. I primi titoli italiani negli anni Trenta, il declino nel periodo bellico e la rinascita subito dopo. Da allora il glorioso club non ha mai abbandonato la scena nazionale.
Cento anni in pedana, edito dalla Bandecchi & Vivaldi, è dedicato a Leo Carli uno dei pionieri della scherma piombinese. È un viaggio di ottantacinque pagine ricco di immagini, per lo più appartenenti ad archivi privati (ma ci sono anche pagine di giornali d’epoca), attraverso il quale è possibile rivivere non solo la storia della scherma a Piombino, ma anche quella della città.













