CAMPIONATI DEL MONDO DI LIPSIA – CERIONI ELOGIA GLI AZZURRI, LA SQUADRA CRITICA L’ARBITRO KUWAITIANO

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Lipsia – Anche se il risultato finale è stato molto pesante per gli azzurri con 13 stoccate di scarto in favore dei francesi in questa finale mondiale, nel clan dei fiorettisti italiani, oltre alla delusione e all’amarezza, ha trovato spazio anche un po’ di rabbia per la direzione arbitrale in particolare nei confronti dell’arbitro del Kuwait Wael Husain Aya.

Osservava in proposito il CT Stefano Cerioni: «Onore al merito dei nostri avversari che hanno tirato bene, ma non capisco come sia possibile far dirigere una finale mondiale a un arbitro del Kuwait che ha sbagliato molto. L’arbitraggio nel complesso è stato cattivo e i direttori di gara che si sono alternati, nel finale hanno cercato di pareggiare i loro errori affibbiando ai francesi sei cartellini rossi quando ormai il risultato non era più in discussione».

Cerioni continuava: «I fiorettisti francesi sanno cosa fare con questa nuova taratura degli apparecchi, anche per questo ho preferito Andrea Baldini ad Andrea Cassarà che con i nuovi tempi di impatto ha accusato qualche disagio, Oltretutto Cassarà aveva anche un problemino fisico tra anca e caviglia. La squadra aveva tirato molto bene negli incontri precedenti e non ho voluto alterare gli equilibri. I miei ragazzi sono stati bravi qui a Lipsia anche se in finale avrebbero potuto fare di più. Comunque una medaglia d’argento testimonia sempre un valore assoluto».

Simone Vanni è stato l’azzurro più critico verso la direzione di gara: «Un arbitraggio scandaloso che ci ha penalizzato fin dall’inizio: infatti la Francia è scappata via già al terzo round grazie a errori arbitrali. I cartellini rossi inflitti ai nostri avversari sono arrivati solo nel finale, quando ormai i giochi erano fatti».

È anche vero però che l’Italia ha vinto solo il primo round con Baldini (5-3 a Le Pechoux) e l’ultimo (6-5 di Sanzo ancora a Le Pechoux) caratterizzato da due cartellini rossi inflitti al campione di Coppa del Mondo.

Toti Sanzo è più diplomatico del suo concittadino pisano: «I francesi hanno tirato come sanno fare e han sempre fatto: sono abitualmente scorbutici e scorretti. Hanno fatto il loro gioco ed io recrimino di essermi imbrigliato tatticamente. Noi fiorettisti italiani siamo più fantasiosi, avremmo dovuto tirare in modo diverso. Detto questo aggiungo – e non vuol essere un alibi – che sei-sette stoccate ce le hanno girate».

Anche Andrea Baldini non ha gradito l’arbitraggio: «Penso che la gara sia stata falsata dalla direzione del kuwaitiano che non mi è parso in grado di valutare bene l’assegnazione delle stoccate. Certamente noi avremmo potuto tirare meglio in pedana».

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