
Lipsia – Un pugno di ore dopo la finale della sciabola maschile a squadre, Aldo Montano commenta l’amaro epilogo di una gara che, da una parte ha regalato al team azzurro un’altra bella medaglia d’argento (dopo quella iridata di Lisbona 2002 e quella olimpica di Atene 2004), ma dall’altra ha negato quel successo che sembrava ormai a portata di sciabola dopo il 40-35 con cui Montano aveva dato il cambio a Luigi Tarantino per l’ultimo assalto, e dopo anche quel 43-37 che il carabiniere napoletano aveva persino raggiunto nel round con il fuoriclasse siberiano Stanislaw Podzniakov.
Spiega il livornese campione olimpico: «È stato tutto positivo fin quasi all’ultimo, poi è diventato tutto negativo. Perdere l’oro in quel modo ti rimane di traverso: recuperi, vai bene in vantaggio, mantieni il punteggio, riprendi il largo ma poi…».
«In poco più di un anno – continua Montano – la stessa storia si è ripetuta due volte, prima ad Atene ed ora qui a Lipsia, e allora ti viene un gran giramento di testa. Un peccato perché Tarantino aveva tirato benissimo in tutti i match, poi abbiamo rivissuto un remake delle Olimpiadi, anzi anche peggiore perché qui disponevamo di un bel vantaggio».
«È vero – prosegue lo sciabolatore del C.S. Roma – che si vince e si perde in tre, ma Podzniakov è una bella bestiona difficile da domare, lui tiene in piedi da solo tutta la squadra. Però che rammarico: questa finale si poteva e si doveva vincere. Il siberiano è fenomenale ma sul 43-37 si deve chiudere».
Montano conclude: «Il mio futuro prossimo prevede un viaggio in India e forse anche in Tibet. Partirò tra un paio di settimane, la prossima starò a Roma con Manuela, quella successiva tornerò in famiglia dai miei a Lirvorno. Per la stagione che si apre parlerò con Christian Bauer ma vorrei puntare tutto sui Mondiali di Torino 2006 e porre in secondo piano la Coppa del Mondo, nella quale vorrei impegnarmi solo nella sua seconda parte per riprendere contatto con il clima di gara. Vedremo».












