
Lipsia – Ecco la cronaca di questa seconda giornata dei Campionati del Mondo di Lipsia. Cominciamo dal fioretto femminile. Le azzurre, entrate nelle 64 (trentaduesimi di finale), affrontano il rispettivo, primo ostacolo della giornata. Nessun problema per Valentina Vezzali che surclassa l’inglese Camille Datoo vincendo per 13-2 al termine di un assalto che il CT Andrea Magro ha definito «semplicemente perfetto».
Una mezza passeggiata (15-6) anche per Ilaria Salvatori con l’olandese Djinn Geurts: dopo una parità iniziale sul 2-2, la fiorettista dell’Aeronautica prende il volo con un parziale di 13-4.
Vince facilmente anche Elisa Di Francisca, jesina in via di arruolamento per le Fiamme Oro: la egiziana Shimaa El Gamaal (che mantiene il chador sotto la maschera) non supera le 8 stoccate: 8-15.
Tutto da raccontare l’assalto di Margherita Granbassi contro la focosa argentina Flavia Johana Mormandi. La sudamericana – sostenuta da un chiassosissimo tifo – ha mostrato grande aggressività riuscendo ad innervosire la triestina campionessa di Coppa del Mondo. Dopo un lungo equilibrio (3-3, 5-5) l’argentina passa a condurre per 7-5. Granbassi recupera sul 6-7, poi la Mormandi subisce un’altra stoccata e un cartellino rosso che la porta sotto per 7-8. Si ferma la gara per cambiare il giubbetto della Mormandi che non sembrava molto reattivo alle stoccate dell’azzurra, e la sosta forzata coincide con una lunga crisi di pianto della fiorettista sudamericana. Si riprende finalmente e la Mormandi fa in tempo a prendersi un altro rosso concludendo sconfitta per 8-10. Anche Margherita passa il turno.
Nei sedicesimi di finale (le 32) le fiorettiste azzurre si trovano di fronte alla muraglia cinese: Jialing Huang per Ilaria Salvatori, Wan Wen Su per Elisa Di Francisca, Lei Zhang per Margherita Granbassi. Fa eccezione solo la Vezzali cui tocca affrontare la russa Ianna Rouzavina.
Elisa Di Francisca riesce a tenere sempre a distanza di 2-3 stoccate la cinese, la quale però a 29 secondi recupera fino a portarsi sotto di una sola botta: 8-9. Ma il finale è tutto per la jesina, che lascia sul posto l’avversaria e si afferma per 15-8.
Beffa per Ilaria Salvatori, che sembra avere l’assalto in pugno. A soli quattro secondi dalla fine la fiorettista di Frascati conduce per 9-8. Ma la cinese indovina in extremis la stoccata del pareggio e poi piazza la botta decisiva nel minuto supplementare con priorità a nostro favore.
Margherita Granbassi – che già era apparsa abbastanza nervosa nell’assalto precedente con l’argentina Mormandi – si fa irretire dalla tattica della cinese Lei Zhang, che le piazza sette stoccate tutte allo stesso modo. La triestina dopo due round è sotto 1-6, poi addirittura 1-7. Nel terzo tempo l’azzurra sembra finalmente reagire e si porta sul 5-8. Ma da quel momento la cinese riprende le redini dell’assalto e chiude con una nettissima vittoria, eliminando clamorosamente la vincitrice della Coppa del Mondo.
Valentina Vezzali, invece, regola anche Ianna Rouzavina per 10-7, anche se curiosamente dopo tre minuti il risultato era fermo sull’1-1, esattamente come era accaduto nell’incontro tra la Granbassi e la Zhang.
Si va agli ottavi di finale e restano in competizione le due fiorettiste di Jesi. La Di Francisca e la giapponese Chieko Sugawara, tanto per non smentirsi, chiudono 1-1 anch’esse dopo il primo round. L’allieva di Stefano Cerioni va sotto per 3-5, poi per 5-7, poi per 6-7 in un incontro molto tattico. Ma a quindici secondi dalla fine riesce a pareggiare sul 7-7 e poi a chiudere vittoriosamente nel minuto supplementare (con priorità a suo favore) per 8-7.
Nell’altro ottavo di finale, la Vezzali dà l’impressione di essere affaticata, ma evidentemente è solo un’impressione, perché strapazza la francese Corinne Maitrejean (il cui cognome, tradotto in italiano, sarebbe Mastroianni). Sul 7-1 per l’azzurra, la transalpina sembra davvero avvilita, mentre la campionessa olimpica piazza stoccata da manuale, fino a concludere per 15-6.
Nei quarti di finale del fioretto femminile approdano due cinesi, due italiane, una coreana, una francese, una tedesca, un’ungherese. Ad Elisa Di Francisca tocca la magiara Edina Knapek che parte subito in vantaggio e lo mantiene: 5-1, 7-3, 10-5. L’azzurra non sembra venire a capo della scherma dell’avversaria, anche se nel finale tenta il tutto per tutto e va all’assalto con grande impeto. Elisa rimonta fin sul 10-12, ma ormai non c’è più tempo e la Knapek elimina l’azzurra sul punteggio di 13-10.
L’altro quarto di finale vede di fronte mamma Valentina Vezzali e la coreana Hyun Hee Nam. Quarto match in poche ore per l’azzurra che comunque non si smentisce e continua a macinare stoccate su stoccate. La Nam non si rassegna ma la Vezzali resta sempre in vantaggio: va addirittura sul 6-1, poi sventa un recupero della coreana (4-6, 6-8) fino a chiudere il conto sul 14-7.
Valentina Vezzali è in semifinale e arriva la prima medaglia per l’Italia in questi campionati del mondo di scherma. Ce la regala un’atleta che esattamente quattro mesi fa dava alla luce un vispo maschietto. Solo Valentina Vezzali è capace di tanto.
Prima della finale Margherita Granbassi, pur delusa per la prestazione odierna, ha avuto la soddisfazione di essere premiata in qualità di vincitrice della Coppa del Mondo 2004-2005. Premiato per lo stesso motivo anche Stefano Carozzo in sede di presentazione dei finalisti della gara di spada maschile.
In semifinale la nostra campionessa olimpica trova quell’Edina Knapek che poco prima aveva eliminato la sua concittadina Elisa Di Francisca. Il match è sofferto, molto tattico, interminabile. Valentina dopo i primi due round è sotto di due stoccate (2-4), ma solo chi non la conosce può nutrire dubbi o preoccupazioni. Infatti l’azzurra con un parziale di 4-0 rimette l’assalto nella giusta carreggiata andando in vantaggio sul 6-4. Il terzo e ultimo round è interminabile perché costellato di una moltitudine di bersagli non validi. Comunque, a meno di venti secondi dal termine i giochi sembrano fatti sull’8-5 per noi. Eppure si continua a soffrire, finché, a sei secondi dal termine, il punteggio è in bilico sull’8-7 per Valentina. Ma la fuoriclasse delle Fiamme Oro tira fuori il suo proverbiale killer istinct e proprio a un secondo dal termine mette il sigillo sull’incontro con la stoccata del 9-7. Adesso il discorso diventa: oro o argento?
Non è andata bene, invece, agli azzurri della spada. Dopo Paolo Milanoli, eliminato ieri nei turni preliminari, oggi nemmeno Alessandro Bossalini, Stefano Carozzo e Alfredo Rota sono riusciti ad andare molto avanti.
Rota, che nei primi due turni aveva sconfitto il kazhako Sergy Shabalin (15-7) e lo svizzero Benjamin Steffen (15-11), si è arreso negli ottavi al fuoriclasse francese Fabrice Jeannet, campione del mondo in carica e oro olimpico a squadre. L’incontro tra l’azzurro e il transalpino è stato in equilibrio nelle prime battute, poi Rota ha preso due stoccate di vantaggio, portandosi sul 7-5. Purtroppo, a quel punto Jeannet ha infilato un parziale di 6-0, portandosi sul 7-11. Per il nostro spadista non c’è stato nulla da fare e l’assalto si è concluso sul 10-15 a favore del francese.
Non ce l’ha fatta nemmeno Stefano Carozzo. L’aviere savonese, che nei trentaduesimi aveva sconfitto lo statunitense Cody Mattern (15-11), nei sedicesimi è stato fermato dal bielorusso Andrei Murashko (che nel turno precedente aveva battuto l’italo-cinese Nicola Lu Min). A un minuto dalla fine della terza manche lo slavo conduceva di tre stoccate (5-8), ma Carozzo riusciva a recuperare in pochi secondi. L’abbrivio della gara sembrava a suo favore, ma, purtroppo, il bielorusso infila due punti consecutivi (8-10 a otto secondi dal termine). Carozzo tentava il recupero, portandosi prima sul 9-10 poi sul 10-11. Ma mancava solo un secondo alla fine e allo spadista ligure non riusciva il miracolo.
Nel primo turno a eliminazione diretta era uscito anche il terzo azzurro in gara, l’altro carabiniere Alessandro Bossalini, è uscito. Ma di fronte aveva un avversario terribile, il russo Pavel Kolobkov, ancora in grande spolvero nonostante i suoi 36 anni. Il piacentino ha poco da rimproverarsi, avendo combattuto fino all’ultimo ed essendo uscito per una sola stoccata. Avanti 11-9 nella terza manche, Bossalini è stato ripreso sul 13-13. Poi, sul 14-14, a infilare il punto vincente è stato lo slavo, che così è passato ai sedicesimi.
A contendersi la vittoria sono stati proprio Kolobkov e Jeannet, che in semifinale hanno sconfitto rispettivamente l’olandese Bas Verwijlen (11-10 al minuto supplementare) e il norvegese Claus Moerch (15-11). Da sottolineare che Verwijlen nei quarti aveva eliminato il campione olimpico svizzero Marcel Fischer. L’oro è andato meritatamente a Kolobkov, che ha vinto così il suo quarto titolo iridato individuale (più un argento e due bronzi). La finale è stata combattutissima e si è risolta solo all’ultima stoccata a favore del russo: 15-14.
LE ALTRE GARE DI OGGI
È cominciato anche il torneo di sciabola individuale maschile con la disputa dei gironi di qualificazione. Aldo Montano e Luigi Tarantino ne sono esenti grazie alla loro posizione nel ranking, Giampiero Pastore e Andrea Aquili invece salgono in pedana alle 8,30 del mattino.
Il carabiniere salernitano, vice-campione olimpico a squadre, non ha problemi nella propria poule e conclude con un perentorio saldo attivo di stoccate: 29-8. Pastore recrimina per la sua unica sconfitta subita ad opera dello spagnolo Fernando Casares vittorioso per 5-4. Dice Pastore: «Ho concesso troppo all’estetica e ne ho pagato lo scotto».
Meno agevole è stato il cammino nella poule per il romano Andrea Aquili, 25enne sciabolatore delle Fiamme Oro: si aggiudica 4 assalti su 6 (perde dall’americano Adam Crompton e dallo spagnolo Jorge Pina, ma il saldo delle stoccate non è dei migliori: 26 date, 19 subite. Mentre Pastore approda direttamente nei 64, Aquili ha bisogno di disputare il preliminare contro il kazhako Zhanserik Turlybekov, che supera agevolmente per 15-9.
Domani i quattro sciabolatori azzurri saranno tutti in gara nei trentaduesimi di finale di questo torneo di sciabola mondiale che ha fatto registrare la cospicua presenza di 114 tiratori. Montano se la vedrà con l’iraniano Parviz Darvishijani, Tarantino con il greco Jason Dourakos, Pastore con l’ucraino Oleg Shturbabin, Aquili con il polacco Adam Skrodzki.
Intanto Aldo Montano esamina il lotto dei suoi avversari più pericolosi: «Non riesco a identificare il rivale che mi preoccupa di più. Ce ne sono tanti. Mihai Covaliu l’ho studiato e ristudiato, mi sono anche allenato con lui a Ostia ma sono tre anni che non lo batto: la sua scherma mi è ostica: parte lento poi inventa delle accelerazioni improvvise. Poi ci sono i russi, in primis il giovane Alexey Yakimenko e poi il grande Stanislaw Podzniakov. Non basta: c’è il vice campione olimpico Zsolt Nemcsik che ho battuto più volte ma è sempre fortissimo, e c’è anche l´ucraino Vladimir Lukashenko. Senza parlare ovviamente del mio amico Tarantino. Insomma mi aspettano grandi fatiche».
Questo pomeriggio alla Leipzig Arena si sono disputati anche i gironi di qualificazione della spada femminile individuale. In pedana c’erano tre azzurre: Bianca Del Carretto, Nathalie Moellhausen e Alice Ansaldo, mentre la quarta spadista italiana, Cristiana Cascioli, ha potuto riposare perché di diritto nei trentaduesimi di finale grazie alla sua quinta posizione nel ranking internazionale.
Le tre giovani azzurre impegnate nei gironi si sono comportate egregiamente. La Del Carretto ha infilato sei vittorie su sei, entrando direttamente nel tabellone dei 64. Bene anche la Moellhausen e la Ansaldo, per entrambe cinque vittorie e una sconfitta. Ma mentre la milanese Moellhausen è entrata direttamente nei trentaduesimi, la Ansaldo ha dovuto affrontare un turno preliminare a eliminazione diretta contro la giapponese Satoko Ashikawa. L’azzurra non ha avuto il minimo problema e si è imposta 15-8.
Purtroppo, domani nei trentaduesimi ci sarà subito uno scontro tra azzurre con la Moellhausen contro la Ansaldo. Brutto cliente per la Del Carretto, che affronterà l’ucraina Yana Shemiakina. Un’ucraina anche per la Cascioli, che se la vedrà con Olga Partala.
L’unica spadista azzurra che non ha affrontato la poule eliminatoria è proprio la Cascioli. Ecco le sue sensazioni in vista della gara di domani: «Fisicamente sto bene. Sono abbastanza tranquilla, spero di esserlo anche domani. Non ho particolari timori nei confronti di nessuna delle mie avversarie, però, dato che il mio primo assalto è sempre quello più critico, spero di trovare un’avversaria con la quale io possa riuscire a entrare bene in gara. So perfettamente che, essendo il livello di questo Mondiale molto elevato, anche dai gironi di qualificazione usciranno spadiste molto valide. Ma a essere sincera non ho particolari nei confronti di nessuno».
LE GARE DI DOMANI LUNEDI 10 OTTOBRE
Domani, lunedì 10 ottobre, parte anche il torneo di sciabola femminile. Gioia Marzocca e Alessandra Lucchino non avranno bisogno di disputare i gironi di qualificazione grazie alla loro brillante posizione nel ranking FIE: la napoletana è sesta e la lametina settima. Ma le altre due azzurre – Mariangela Postiglione (festeggerà i 20 anni tra sei giorni) e la pisana Ilaria Bianco – sono attese nelle poules eliminatorie.
Domani scatta anche il fioretto individuale maschile ma i nostri fortissimi moschettieri – Salvatore Sanzo, Simone Vanni, Andrea Cassarà e Andrea Baldini – salteranno tutti e quattro i gironi di qualificazione essendo già qualificati nei 64.












