31 gennaio – NUOVE APPARECCHIATURE NEL FIORETTO: IL GIUDIZIO DI LUCIANO DAL ZOTTO

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31 gennaio – NUOVE APPARECCHIATURE NEL FIORETTO: IL GIUDIZIO DI LUCIANO DAL ZOTTO

Roma – In occasione della gara di Coppa del Mondo di fioretto maschile individuale di Copenhagen del 15 gennaio scorso, Luciano Dal Zotto, presidente della Commissione Arbitrale FIS, su incarico della Federazione Internazionale, ha scritto, in qualità di osservatore, una relazione sul funzionamento delle nuove apparecchiature di segnalazione delle stoccate. Relazione che per le discussioni che le innovazioni introdotte dalla FIE stanno provocando riteniamo utile pubblicare.

«Personalmente sono molto scettico riguardo al fatto che queste innovazioni possano portare ad un miglioramento del fioretto o a renderlo più comprensibile ad un pubblico esterno.

Già il fatto stesso che si voglia togliere il fuetto non mi trova d’accordo, ma visto che questa è la strada che si è deciso di intraprendere credo che la F.I.E. l’abbia imboccata nella direzione sbagliata e con una tecnologia inadeguata.

Per prima cosa non si va ad eliminare soltanto il fuetto: buona parte delle stoccate portate con linearità e correttezza non vengono registrate dall’apparecchio elettrico perché arrivano su una superficie del corpo più dura come lo sterno o le clavicole. Per le donne il problema è ulteriormente evidenziato dalle superfici rigide che, per regolamento, devono indossare sotto la divisa.

Azioni di punta in linea o cavazioni in tempo sull’attacco dell’avversario sono a volte mortificate dalla mancata segnalazione dell’apparecchio elettrico, anche se ad occhio nudo la stoccata è palesemente arrivata a bersaglio. Emblematica l’ultima semifinale disputatasi a Copenaghen lo scorso week end tra Vanni e Cassarà nella quale per ben 3 volte il fioretto di Vanni si è visibilmente piegato senza che venisse registrato il colpo. Viceversa nel corso della stessa gara diversi colpi di fuetto alla schiena sono stati invece registrati dall’apparecchio sotto gli occhi attoniti miei e dei tiratori stessi.

Molto spesso ci troviamo di fronte alla casualità più assoluta: non si sa mai se il colpo correttamente portato venga segnalato dall’apparecchio. A tal proposito non voglio immaginare cosa potrebbe pensare e/o fare un tiratore che perde una finale olimpica o un campionato del mondo perché sul 14-14 la sua azione di botta dritta portata in pieno petto non viene segnalata da questo nuovo sistema!

Ad oggi poi c’è molta diversità tra apparecchio e apparecchio, in quanto a seconda del modello e della marca il numero delle stoccate segnalate varia notevolmente, e questo a detta anche degli atleti stessi.

Per quanto questi nuovi apparecchi semplifichino il nostro compito nell’assegnazione della stoccata, il nostro operato non è del tutto agevolato in quanto i tiratori commettono molte più infrazioni: le coperture di bersaglio e soprattutto l’utilizzo della testa si sono moltiplicati rispetto a prima e la nostra attenzione si deve spostare più alla rilevazione di queste scorrettezze che allo sviluppo dell’azione. Già prima era difficile riuscire a sanzionare tutte le infrazioni, adesso con questo conseguente aumento il compito risulta ancora più complicato, specie nel caso in cui si affrontano due tiratori con lo stesso braccio armato e, per forza di cose, uno dei due volge la schiena all’arbitro oppure quando non si può disporre dell’aiuto dei due assessori come avviene nei gironi e nei turni preliminari di eliminazione diretta.

Concludo constatando come l’introduzione di queste innovazioni abbia penalizzato notevolmente, per tutta la serie di ragioni appena citate, il concetto di convenzione premiando maggiormente coloro i quali “non fanno scherma” rispetto a chi esegue, per esempio, un attacco o una parata e risposta: purtroppo la pedana ha dato questo responso e si vedono sempre di più azioni di contrattacco avere la meglio su offensive correttamente eseguite. Se si vuol trasformare il fioretto in “spadone” la strada è quella giusta altrimenti si trovino soluzioni migliori che tutelino non solo i campioni ma l’immagine stessa della scherma! E se questo non fosse possibile, almeno che si abbia il buon senso di dire “scusate, ci siamo sbagliati” e fare un bel passo indietro!
».

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