
L’Ing. Marcello Baiocco, Presidente della Commissione S.E.M.I. della Federazione Italiana Scherma, interviene sulle nuove contestate regole della segnalazione elettrica del fioretto. Un articolo che ha lo scopo di spiegare le considerazioni di origine programmatica che hanno indotto la FIE a proporre questo cambiamento, che, detto per inciso, ha provocato le proteste di quasi tutte le nazioni e la cui applicazione è stata temporaneamente sospesa. Cosa che l’Ing. Baiocco non poteva sapere quando ha scritto questo articolo. La cui pubblicazione riteniamo comunque utile per valutare le possibili conseguenze della nuova disciplina.
Roma – Come è noto, su iniziativa della Federazione Internazionale di Scherma, le regole della segnalazione elettrica del fioretto sono state recentemente cambiate e tutte le gare internazionali attualmente in corso sono disputate in via sperimentale con dette regole.
Al fine di una migliore informazione e comprensione della situazione che si è venuta a creare, ritengo utile far presenti le considerazioni di origine programmatica che hanno indotto la FIE a proporre questo cambiamento, nonché fornire alcune notizie tecniche sulla conseguente taratura degli apparecchi di segnalazione e sulle conseguenze emerse dalla prime prove pratiche di applicazione della nuova disciplina.
In relazione al primo punto, non vi è dubbio che l’indiscussa evoluzione della scherma di fioretto è dovuta soprattutto a due cause concomitanti: la prima all’aumentata velocità di esecuzione, che rendendo più rapidi attacchi, parate e risposte, rimesse e quant’altro ha portato quasi inevitabilmente all’accensione contemporanea di entrambe le luci dei tiratori, la seconda al sempre maggiore sfruttamento del sistema di segnalazione elettrica degli apparecchi, che ha privilegiato, a scapito delle stoccate dirette tradizionali, l’incremento massiccio delle stoccate lanciate volanti o di fuetto su bersagli dell’avversario una volta non cercati se non in circostanze eccezionali, quali la schiena, la parte posteriore del fianco, la sommità delle spalle e così via.
Non si può certo dire che il risultato di questa evoluzione sia apparso negativo, ché anzi, a detta della maggior parte degli spettatori delle gare, ha portato ad una migliore spettacolarità degli assalti. È però doveroso riconoscere che il nuovo modo di tirare non può certo dirsi aderente alle regole classiche di gara previste dal Regolamento internazionale.
A questo punto la FIE, sia per cercare di ridurre l’accensione contemporanea delle lampade, sia per riportare per quanto possibile lo svolgimento degli assalti nello schema classico previsto dalla tradizione schermistica, ha cercato di escogitare dei provvedimenti tecnici che potessero in qualche modo, se non abolire, almeno diminuire le doppie segnalazioni e le stoccate lanciate. In ciò spinta anche dal reiterato comportamento non corretto della maggior parte degli arbitri che, malgrado tutti gli avvertimenti, disattendeva le regole di gara, evitando di prendersi responsabilità nel giudicare effettive precedenze di attacco con il rifugiarsi nell’agnostico tempo contemporaneo e in pari tempo considerando attaccanti i tiratori che avanzavano con l’arma ritratta senza minacciare il bersaglio,
Per quanto riguarda il primo provvedimento era chiaro che occorreva diminuire il tempo del colpo doppio; per il problema delle stoccate lanciate. Nel corso di una serie di esperimenti di laboratorio sono stati evidenziati due possibili interventi consistenti l’uno nell’adozione di una punta di fioretto di concezione diversa, tale da consentire l’apertura del circuito di segnalazione solo dopo una certa corsa prestabilita della punta, tipo la punta di spada per intenderci; l’altro nell’aumento del tempo d’impatto, vale a dire il tempo necessario di permanenza della punta schiacciata del fioretto sul bersaglio, valido o non valido, per consentire all’apparecchio di materializzare la stoccata.
La soluzione prescelta, che è sembrata la più idonea anche perché ottenibile con una semplice modifica della taratura degli apparecchi elettrici, senza necessità di sostituire le punte dei fioretti di tutti i tiratori, è stata questa seconda ed è quella che è attualmente in esperimento.
Premesso quanto sopra, le modifiche che è stato deciso apportare al sistema di segnalazione sono le seguenti
– tempo d’impatto, sia per il colpo valido che per il non valido: da 13 a 15 millisecondi;
– tempo del colpo doppio: da 275 a 325 millisecondi.
I vecchi tempi, fissati dal regolamento prima della modifica, erano rispettivamente per il tempo d’impatto da 1 a 5 ms. per il colpo valido e da 2 a 10 ms. per quello non valido, mentre il tempo del colpo doppio poteva variare da 700 ad 800 ms.
Voglio precisare che a suo tempo la scelta di questi valori non era stata dettata dal caso. Essa tendeva infatti per i tempi di impatto a non pregiudicare la segnalazione delle stoccate che, in particolari condizioni, come quelle portate rinculando o quelle su bersaglio duro, non consentivano permanenze lunghe della punta con il corpo dell’avversario e, per quanto riguarda il tempo del colpo doppio, a permettere la corretta segnalazione di parate e risposte eseguite nel rispetto del tempo schermistico regolamentare.
La nuova normativa stravolge in effetti i presupposti di cui sopra, perché, se da un lato favorisce l’arbitraggio rendendolo meno soggettivo, dall’altro penalizza tutta una serie di azioni schermistiche regolari che la nuova taratura degli apparecchi di segnalazione non consente di materializzare.
In particolare, l’aumento del tempo d’impatto elimina la quasi totalità delle stoccate lanciate o di fuetto come era nelle intenzioni, ma contemporaneamente, oltre a diminuire la spettacolarità degli assalti, non permette di segnalare molte stoccate correttamente portate.
Le prime prove pratiche in gare di Coppa del Mondo che si sono effettuate fino ad oggi hanno messo in luce i seguenti inconvenienti:
– stoccate dirette, non perfettamente perpendicolari al bersaglio, correttamente portate, così come eventuali parate e risposte portate allo stesso modo, non sono segnalate allorché arrivino su parti rigide dell’avversario, come i proteggi seno delle tiratrici o sulle parti ossee del corpo, come ad esempio la spalla, a causa del rimbalzo della punta del fioretto;
– attacchi diretti o riprese d’attacco, eseguiti correttamente in tempo schermistico, ma più lenti rispetto a contrattacchi molto veloci, sono penalizzati, in quanto la stoccata irregolare del tiratore che contrattacca, arrivando per prima, impedisce la stoccata regolare successiva del tiratore attaccante.
È evidente che, poiché gli inconvenienti sono riconducibili nel primo caso alla scelta del tempo d’impatto e nel secondo caso a quella del tempo del colpo doppio, i tempi prescelti dovrebbero essere rispettivamente diminuiti il primo ed aumentato il secondo.
Prove eseguite a questo proposito hanno mostrato che per cercare di diminuire queste anomalie di comportamento non si dovrebbero superare gli 11 ms. per il tempo d’impatto e non si dovrebbe scendere al disotto dei 350 ms. per il tempo del colpo doppio.
Bisognerebbe inoltre studiare una soluzione adeguata per ovviare al problema del rimbalzo della punta del fioretto sui bersagli duri, cercando di ammortizzare il contatto attraverso un’opportuna imbottitura della divisa nelle parti interessate ed in pari tempo studiare una soluzione più razionale nella confezione del proteggi seno per le tiratrici.
Quanto sopra riportato è la situazione attuale della fase sperimentale in atto per l’introduzione nella scherma di fioretto delle nuove regole proposte dalla Federazione Internazionale che dovrebbero modificare il vecchio Regolamento.
Fino ad oggi, peraltro, l’applicazione ha interessato soltanto gare di Coppa del Mondo Juniores; ritengo quindi che maggiori indicazioni sulla effettiva efficacia del progetto e sul comportamento dell’innovazione, tali da permettere la formulazione di un oculato giudizio di fattibilità, dovranno essere rimandati a dopo lo svolgimento di alcune gare di fioretto maschile per atleti senior di alto livello schermistico.












