
Donatella Patti, valente schermitrice del circuito Master, descrive l’esperienza da lei vissuta in occasione della prima edizione del Trofeo delle Tre Rose che si è disputata presso le splendide sale della Società del Giardino di Milano.
Milano – 19 dicembre 2004, la domenica che precede di pochi giorni il Natale. Rimandare shopping e preparativi indispensabili per la festa più importante dell’anno? Gianna Della Corte da Caserta ed io, più vicina, da Genova, non abbiamo avuto dubbi, abbiamo deciso che proprio non potevamo perdere la prima edizione del Trofeo delle Tre Rose che si sarebbe disputata nella prestigiosa Sala di Scherma del Circolo del Giardino, a due passi dal Duomo.
Poco importa se abbiamo dovuto lasciare a casa i figli, un po’ interdetti, alle prese con liste di regali incompiute, pacchetti natalizi lasciati a metà e decorazioni sommarie. Il Natale può aspettare: ne valeva la pena, Milano era infatti bellissima, sfavillante di luci e allegra, rasserenante, con decine di alberi di Natale tutti uguali decorati di globi d’oro, niente a che vedere col solitario e spelacchiato albero di Natale che sfida il vento di piazza De Ferrari a Genova.
Per raggiungere via San Paolo ci siamo fatte largo, con le nostre ingombranti sacche pesanti di armi, decisamente fuori luogo con l’atmosfera di bontà del Natale che aleggiava ovunque prepotentemente, tra la folla frettolosa, compatta, che già di mattina si trascinava dietro pacchi di dimensioni e forme improbabili, ma tutti rigorosamente fasciati d’oro e di rosso.
Un debole dubbio: lasciarci trascinare dalla folla ad ammirare le vetrine ricche di invitanti e bellissimi oggetti? Non se ne parla nemmeno, in fondo non avevamo ancora raggiunto il posto più bello, i saloni elegantissimi e fuori dal tempo del Corcolo del Giardino: siamo venute a Milano per questo.
L’ambiente era ancora più bello di quello che ci aspettavamo, facendoci ritornare bambine nel percorrere i saloni meravigliosamente arredati e decorati che hanno visto chissà quanti Natali tutti uguali, di altri tempi. Siamo rimaste incantate dalla magia e dall’atmosfera irreale e avvolgente creata sapientemente dagli abeti che scendevano dal soffitto tra i ricchissimi e pesanti lampadari di cristallo, dalle coroncine di bacche rosse e dalle fascinette dorate appoggiate, quasi per caso, tra rami d’abete, su ogni tavolino e consolle.
Appena un po’ stordite dalla magia dell’ambiente, ci siamo riprese quando sono cominciate le gare, tre competizioni Master riservate al femminile. La Società del Giardino spicca sempre per signorilità: un’attenzione particolare per il gentil (si fa per dire) sesso, niente quota d’iscrizione, premi regali, non le solite coppe, ma vere rose in un bagno di vero argento: un incanto.
Dimenticando per un momento che a Natale siamo tutti più buoni, non abbiamo avuto esitazioni, in pedana, a infilzarci senza pietà e senza tregua, fino alla disputa finale per l’ambita rosa d’argento.
La prima rosa d’argento per la sciabola è stata conquistata da Valeria Masina, della Società del Giardino, a spese della compagna di sala Katia Del Vento, che si è dovuta accontentare del delicatissimo bocciolino d’argento.
La seconda rosa d’argento, del fioretto, è arrivata tra le mani della scrivente Donatella Patti (C.D.S. Liguria) dopo un avvincente incontro con l’amica Gianna Della Corte (G.S. Giannone Caserta), a cui è andato il boccio d’argento.
Nella più affollata gara di spada, la rosa d’argento è andata a Loredana Grillo (C.S. Ambrosiano) che ha battuto in finale sempre la scrivente, consentendomi così di accaparrarmi anche il bocciolino!
Organizzazione perfetta e accurata della Sala di Scherma della Società del Giardino con il suo Vicepresidente Giuseppe Cafiero e della sempreverde Emy Lorenzoni, che prima o poi riuscirò a riportare sulle pedane.
Nonostante la nostra fosse una gara “minore” rispetto al ben più importante Trofeo Alberto Pellegrino di spada maschile disputatosi il giorno precedente, c’era molto pubblico a fare il tifo dalle dorate poltroncine del Salone delle Feste. Era presente anche il Presidente del Circolo del Giardino Michele Carpaneda, figlio del noto campione olimpionico.
Tra gli spettatori ho rivisto con gioia e un po’ di commozione il nostro Commissario Tecnico Attilio Fini, con cui da ragazza litigavo sempre… ma a Natale si è tutti più buoni…
Grazie per l’invito alla Società del Giardino e ora ci aspettiamo la seconda edizione ancora più sfavillante!












