
Atene – Salvatore Sanzo, Simone Vanni, Andrea Cassarà e Matteo Zennaro. Quattro nomi che da oggi entrano di diritto nella gloriosa storia della scherma italiana. Sono i quattro uomini che sotto la guida di Andrea Magro hanno regalato all’Italia una medaglia d’oro che mancava da vent’anni alle Olimpiadi, quella del fioretto maschile a squadre.
A far grande l’Italia a Los Angeles furono Mauro Numa, Andrea Borella, Stefano Cerioni, Angelo Scuri e Andrea Cipressa. Alla Fencing Hall dell’Elliniko di Atene sono stati questi quattro ragazzi. Che si sono dimostrati ancora una volta i più forti, reggendo al peso del pronostico che li vedeva largamente favoriti, alle malattie, agli infortuni, alle decisioni spesso cervellotiche di arbitri non sempre all’altezza.
Di fronte, gli azzurri avevano l’avversario peggiore del lotto, la Cina, che già l’anno scorso avevano affrontato nella finale dei Mondiali di Cuba. Oggi, come un anno fa a L’Havana, Sanzo, Vanni e Cassarà hanno trionfato. Ma la vittoria di oggi vale molto di più, non solo per il contesto nel quale si è realizzata, ma anche per il modo in cui è arrivata. Con una sofferenza incredibile, soprattutto verso la fine. Il che rende ancora più dolce il sapore di questo fantastico oro. Che pone l’Italia in testa al medagliere di questo torneo olimpico di scherma qualunque sia il risultato della gara di spada maschile a squadre di domani. Anche se vincesse, la Francia non potrebbe più raggiungerci in cima.
Ma veniamo alla cronaca della splendida finale di oggi pomeriggio. Sanzo comincia male prendendo un parziale di 2-5 con Ye Chong, che l’allenatore cinese ha preferito inserire in formazione al posto di Haibin Wang, che l’anno scorso, nella finale dei Mondiali di Cuba, soffrì moltissimo contro gli azzurri. Rimette subito le cose a posto un grandissimo Vanni, che infila un contro-parziale di 8-2 a Zhaozhi Dong, ribaltando completamente il risultato (10-7 per l’Italia). Purtroppo, Cassarà va male nella manche seguente contro Hanxiong Wu, incassando a sua volta un 3-8 che riporta gli asiatici sopra di due punti (13-15).
Risale in pedana Vanni, che purtroppo accusa una caduta che l’arbitro, il polacco Piotr Kielpikowski, con decisione un po’ strana, punisce con il rosso ritenendolo simulata per evitare il colpo avversario. Il giudice di gara diventa protagonista in negativo, rifilando un altro rosso a Vanni – colpevole di essere caduto – e di conseguenza una nuova stoccata a favore della Cina. Ma il poliziotto pisano è più forte di tutto ed è di nuovo grandissimo, con un 7-3 che rimette la nostra squadra sopra di due (20-18). È grandissimo anche Sanzo al suo ritorno in pedana contro Wu. L’altro pisano del fioretto azzurro fa 5-2 e l’Italia si trova sul 25-20. Cassarà non è da meno e, smaltita l’emozione, contro Dong fa 5-3 (30-23 a nostro favore).
Si arriva così alle ultime tre manches. Sale in pedana per primo Vanni contro Wu. Nonostante sia un po’ affaticato, il nostro portacolori si difende più che bene (5-7 per un 35-30 a favore dell’Italia). Per il pisano, alla fine, una fantastica differenza punti di +8.
Nell’ottava e penultima frazione Cassarà sale in pedana contro Ye e il giovane bresciano si disimpegna ottimamente, concludendo le sue fatiche olimpiche con un bel 5-4 (azzurri sul 40-34).
Sembra fatta. Ma mancano ancora cinque punti per l’oro. E conquistarli, per Salvatore Sanzo, è una faticaccia immensa. Lo stress fisico accumulato, la contrattura alla coscia destra accusata in semifinale, la tensione per un traguardo che da fuori pare vicinissimo ma in pedana somiglia a una montagna concorrono a permettere l’incredibile rimonta del cinese Dong, che con un parziale di 8-2 riporta la sua squadra in parità. A quel punto esce fuori il grande campione. Sanzo guadagna tempo cambiando il fioretto, riprende fiato e riordina le idee. E infila le tre stoccate decisive per il 45-42 finale, che consente ai tre azzurri di salire sul podio per cantare, finalmente, l’Inno di Mameli.
Al terzo posto si è piazzata la Russia, che nella finalina ha sconfitto 45-38 gli Stati Uniti, squadra rivelazione di questo torneo come era già successo in quello di sciabola. Grande protagonista dell’incontro è stato la riserva russa Viatcheslav Pozdniakov (nessuna parentela con il grande sciabolatore Stanislaw), entrato al posto di Rouslan Nassibouline, che si era infortunato alla caviglia in semifinale contro l’Italia. Si può dire che la forzata sostituzione di Nassibouline con Pozdniakov abbia fatto la fortuna della squadra dell’Europa orientale, dal momento che l’atleta subentrato è stato autore di una gara strepitosa, con una differenza stoccate di +8 (18 date, 10 prese).
OLIMPIADI DI ATENE – FIORETTO MASCHILE A SQUADRE
Quarti di finale: ITALIA b. Egitto 45-20 (Salvatore Sanzo-Nagaty 5-1; Simone Vanni-Tahoun 5-2=10-3; Andrea Cassarà-Anwar 5-0=15-2; Vanni-Nagaty 5-4=20-6; Sanzo-Anwar 5-2=25-8; Cassarà-Tahoun 5-4=30-12; Vanni-Anwar 5-4=35-16; Cassarà-Nagaty 5-0=40-16; Sanzo-Tahoun 5-4=45-20); Russia b. Francia 45-38; Cina b. Corea 45-36; Stati Uniti b. Germania 45-43.
Semifinali: ITALIA b. Russia 45-27 (Cassarà-Moltchan 5-2; Sanzo-Gaanev 4-8=9-10; Vanni-Nassibouline 6-2=15-12; Cassarà-Ganeev 5-4=20-16; Vanni-Moltchan 5-0=25-16; Sanzo-Nassibouline 5-3=30-19; Vanni-Gaanev 5-3=35-22 (5-3); Cassarà-Viatcheslav Pozdniakov 5-3=30-19; Vanni-Gaanev 5-3=35-22; Cassarà-Pozniakov 5-3=40-25; Sanzo-Moltchan 5-2=45-27); Cina b. USA 45-35.
Finale terzo posto: Russia b. Stati Uniti 45-38.
Finale primo posto: ITALIA b. Cina 45-42 (Sanzo-Ye Chong 2-5; Vanni-Zhaozhi Dong 8-2=10-7; Cassarà-Hanxiong Wu 3-8=13-15; Vanni-Chong 7-3=20-18; Sanzo-Wu 5-2=25-20; Cassarà-Dong 5-3=30-23; Vanni-Wu 5-7=35-30; Cassarà-Ye 5-4=40-34; Sanzo-Dong 5-8=45-42)
Classifica
1. ITALIA (Salvatore Sanzo, Andrea Cassarà, Simone Vanni, Matteo Zennaro
2. Cina
3. Russia
4. Stati Uniti
5 Francia
6. Germania
7. Corea
8. Egitto



