VIGILIA OLIMPICA – ECCO LE INTERVISTE A FIORETTISTE E FIORETTISTI AZZURRI NEL RITIRO DI TIRRENIA

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VIGILIA OLIMPICA – ECCO LE INTERVISTE A FIORETTISTE E FIORETTISTI AZZURRI NEL RITIRO DI TIRRENIA

Tirrenia (Pisa) – Domenica 8 agosto a Tirrenia (Pisa) si concluderà l’ultimo collegiale preolimpico del fioretto azzurro. Il 10 agosto partenza per il Villaggio Olimpico di Atene.

Presso il locale Centro CONI si sta dunque allenando il top del fioretto mondiale. Giovedì scorso 6 agosto mancava all’appello solo Salvatore Sanzo (vincitore della Coppa del mondo 2004 di specialità) tornato provvisoriamente alla vicina casa per smaltire un po’ di febbre, mentre Simone Vanni era anche lui leggermente febbricitante ma in camera sua nella foresteria di Tirrenia. Niente di che preoccuparsi per entrambi.

I tre moschettieri del fioretto (Sanzo, Andrea Cassarà e Vanni) occupano rispettivamente i primi tre posti del ranking mondiale e gareggeranno sia a squadre che nell’individuale, mentre Matteo Zennaro sarà il quarto uomo di squadra.

In campo femminile Valentina Vezzali si presenta con i seguenti titoli: campione olimpico in carica individuale e a squadre, campione mondiale in carica individuale e a squadre. Insieme a lei partiranno per Atene Giovanna Trillini alla sua quarta olimpiade (sinora ha al suo attivo quattro medaglie d’oro e un bronzo) e Margherita Granbassi ai suoi primi Giochi.

A Tirrenia dirige il collegiale il CT Andrea Magro con tutto il consueto, valoroso staff di maestri, preparatori atletici, fisioterapisti, tecnici delle armi. C’è anche il medico federale Antonio Fiore.

Sulle pareti della sala di scherma (dodici pedane) Magro ha fatto affiggere alcuni grandi cartelloni come: LAVORIAMO PER RESTARE CONSAPEVOLI DELLA NOSTRA FORZA, oppure: IL RISPETTO DELLE REGOLE È UN PASSAGGIO FONDAMENTALE PER OTTENERE IL RISPETTO.

Nel pomeriggio il lavoro – dopo il riposo post prandiale – è ripreso alle ore 17, ma alle 16,15 Valentina Vezzali era già tornata in sala.

Ecco le loro dichiarazioni:

ANDREA MAGRO (CT del fioretto)

«È naturale che andremo ad Atene a caccia di medaglie. In effetti nel fioretto le abbiamo sempre conquistate. Ma abbiamo anche la cultura di sapere che esistono pure gli altri gradini del podio, il secondo e il terzo posto. Perché sappiamo che in pedana ci sono altri atleti anche loro molto forti.

L’importante è arrivare all’appuntamento olimpico sereni, consapevoli di aver lavorato bene, di esserci preparati con il massimo impegno. Ripeto, i ragazzi e le ragazze cercheranno di vincere ma hanno anche la cultura di rispettare gli avversari
».

VALENTINA VEZZALI

«Se sto bene non posso perdere il torneo olimpico di fioretto, se non sto bene mi possono battere tutte le mie avversarie, tutte e ventitré. In pratica devo temere solo me stessa. Sono io l’avversaria più pericolosa di Valentina Vezzali. Nel torneo olimpico parto come favorita, quindi sono le altre che dovranno preoccuparsi, ma io devo preoccuparmi di me stessa.

È molto difficile vincere una medaglia d’oro olimpica, ma ancora più difficile è riuscire a ripetersi dopo quattro anni. Io ci provo, naturalmente. Con modestia, con umiltà
».

GIOVANNA TRILLINI

«Per me sarà la quarta Olimpiade, ma sarà anche un’Olimpiade diversa perché non ci sarà la gara a squadre, quindi diminuiscono per me le chances di conquistare una medaglia. Qui a Tirrenia mi sento molto tranquilla, ma quando sarò ad Atene comincerò sicuramente ad avvertire la pressione anche perché la nostra gara sarà l’ultima delle individuali, saliremo in pedana solo il 18 agosto. Il mio obiettivo è quello di divertirmi e far bella scherma. Cerco sempre di dare il massimo, ho la coscienza a posto, ho eseguito la preparazione con pignoleria ma la gara olimpica è unica: in passato ho visto molte fiorettiste forti con la paura negli occhi e il braccetto corto».

MARGHERITA GRANBASSI

«Questa è la mia prima Olimpiade ma solo in questi giorni per la prima volta sto cominciando ad avvertire il fascino, l’emozione di tale appuntamento. Questo quadriennio, come si sa, ebbe un inizio terribile per me con il grave infortunio al ginocchio, l’operazione, i postumi, la ripresa. Anche il cammino per ottenere la qualificazione non cominciò tanto bene, poi col tempo ho acquistato sicurezza e i risultati sono arrivati. Mi sento molto pronta sul piano mentale, con la voglia giusta, la massima concentrazione. Inseguo una medaglia, lo dico chiaramente. E l’inno di Mameli lo conosco a memoria».

ANDREA CASSARA’

«Facendo un paragone con il premondiale dell’anno scorso, direi che abbiamo avuto meno tempo per allenarci. Gli allenamenti sono stati meno estenuanti dal punto di vista fisico, ma più pesanti dal punto di vista mentale. Basta che una piccola cosa vada male e subito sale la tensione. Ma è normale che sia così. Dato che concorro per prendere una medaglia, non c’è nulla di strano. Se andassi ad Atene per fare solo una passeggiata durante la cerimonia di apertura non ci sarebbero problemi. Ma noi andiamo là con la consapevolezza di essere la squadra da battere, viste le nostre posizioni nel ranking e la classifica di Coppa del Mondo. Certo, serve umiltà, soprattutto perché c’è gente più esperta di me, che magari ha già fatto tre Olimpiadi. Non posso dire di avere un obiettivo minimo. C’è gente che va tre volte alle Olimpiadi e magari non vince niente. Posso solo dire che ho la possibilità di vincere una medaglia nell’individuale, mentre con la squadra puntiamo decisamente all’oro, anche se non possiamo e non dobbiamo dare nulla per scontato».

SIMONE VANNI

«Gli allenamenti sono andati benissimo. Pensavo sarebbe stato molto peggio, che ci sarebbe stata molta più tensione. Ma a parte un paio di giorni di crisi, tutto è andato alla perfezione. In questo momento l’influenza non mi aiuta. Ma a parte ciò dal punto di vista mentale mi sento bene. Cerco di pensare alle Olimpiadi come a una bella cosa, non come una cosa terribile. Cerco insomma di vivere bene questi momenti. Certo, bisogna vedere come mi sentirò in Grecia. Parto con l’idea di fare bene. Mi dispiacerebbe tornare a mani vuote. Sbagliare in questa occasione sarebbe brutto anche perché nelle ultime grandi manifestazioni internazionali non ho mai fallito. Per quanto riguarda la squadra è la prima volta che in un grande evento partiamo con il ruolo di strafavoriti. Comunque, fra di noi non ne abbiamo quasi mai parlato, a parte qualche battuta ogni tanto. Ma non ci pensiamo. Non dobbiamo pensarci. Gli avversari più pericolosi sono sicuramente russi e cinesi. Poi la Germania».

MATTEO ZENNARO

«A Tirrenia è andato tutto bene. Anche prima di Sydney è stato così. Non c’è nell’aria quell’eccesso di nervosismo che ti impedisce di lavorare bene. Inutile negare che c’è una grossa differenza rispetto a Sydney, dove partivo da protagonista assoluto. Comunque, partecipare alle Olimpiadi, dopo tutto quello che ho passato, è il massimo cui potessi aspirare. Spero di tirare nella gara a squadre e in questa speranza trovo le motivazioni per sopportare grandi carichi di lavoro. Insomma, spero che si vinca in quattro e non in tre. I cinesi sono sicuramente i più temibili, perché ne hanno tre buoni. Poi viene la Russia. Al terzo posto metterei la Germania».

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