
Lisbona, 23 agosto – Amara conclusione per l’Italia dell’edizione 2002 dei Campionati Mondiali di scherma. La squadra azzurra non riesce a ripetere i trionfi di Nimes 2001(quattro ori, un argento e un bronzo) e ferma il proprio bottino di medaglie a un oro (Simone Vanni nel fioretto maschile), un argento (sciabola maschile a squadre) e un bronzo (Gigi Tarantino nella sciabola maschile individuale).
Brucia soprattutto, in questa ultima giornata, la sconfitta del mitico “Dream Team” del fioretto femminile, battuto nettamente nei quarti di finale dalla forte Polonia. Dopo dieci anni e passa di dominio mondiale, il nostro fioretto femminile resta all’asciutto anche nella prova a squadre. “Sono cose che accadono”, commenta amaramente Valentina Vezzali e lo sport italiano deve dire comunque grazie a queste ragazze eccezionali, offese certamente dalla recentissima decisione congressuale della FIE che le ha escluse dalle prossime Olimpiadi 2004.
Contro le polacche Giovanna Trillini non ha trovato la cadenza giusta, ha perduto subito per 1-5 con la Gruchala, poi si è ripetuta negativamente con un 2-9 con la Wojtkowiak, ma anche Valentina Vezzali non era quella delle giornate migliori: così dopo il quarto assalto il Dream Team era già sotto per 6-19. Gara compromessa ancor prima di metà del suo svolgimento. Il resto (sconfitta con la Corea, vittoria sulla Germania, settimo posto finale) lascia il tempo che trova. Eppure le nostre fiorettiste avevano cominciato a briglia sciolta annichilendo (45-8) le padrone di casa portoghesi negli ottavi di finale.
Anche la squadra di spada maschile si è fermata ai quarti di finale e si è parimenti classificata al settimo posto assoluto. Dopo aver superato l’Egitto nei sedicesimi e gli Stati Uniti negli ottavi, gli azzurri di Sandro Cuomo sono stati battuti nei quarti (40-45) dalla coriacea Corea ed esclusi dalla zona medaglie, malgrado il rendimento di Milanoli sia stato quasi sempre altissimo.
Una curiorità: per evitare altre “tentazioni” di tipo nervoso Milanoli aveva ancorato la sua maschera a una cordicella sulla schiena, ciò gli avrebbe materialmente impedito qualsiasi eventuale “lancio” di rabbia come quello che gli era costato il cartellino nero nell’individuale con conseguente cancellazione dalla classifica finale.



