Storie di Rio – I fiorettisti e una medaglia che non si dà mai per scontata

Questo articolo è offerto da:

Questo articolo è offerto da:

Storie di Rio – I fiorettisti e una medaglia che non si dà mai per scontata

Una medaglia la dà per scontata chi non l’ha mai vinta, né forse mai la vincerà. Emanuele e Mattia, un romano e un bresciano, Elia e (l’altro) Mattia, un trevigiano e un pisano, i quattro fiorettisti di bronzo nel Mondiale di Rio, questo concetto lo conoscono bene. E lo ricordano a se stessi, prima di lasciarlo come “commento a margine” d’un podio arrivato battagliando, stringendo l’anima tra i denti, cadendo e poi rialzandosi, come una squadra vera sa fare.

La raccontano tutta, i protagonisti d’un terzo posto su cui, va da sé, prima di volare per il Brasile non avrebbero firmato. “Eravamo venuti qui per l’oro. E però…”. C’è un “però” dentro il quale si condensano un sacco di cose, che a chi vive d’agonismo non può né deve sfuggire. E così, nel contesto d’un Campionato del Mondo giovanile globale come non s’era mai visto, la medaglia di Manu, Elia e dei due Mattia è tutt’altro che un contentino da minimo sindacale. È un premio prezioso, conquistato con il cuore, stoccata su stoccata, assalto dopo assalto. Avrebbero voluto e potuto fare di più, sì-certo. Ma è un bronzo che vale. “Vogliamo apprezzarlo – parola dei fiorettisti azzurrini -. Ché nulla si dà mai per scontato”. Figurarsi una medaglia al Mondiale…

Ti piace, condividilo!

ULTIMI AGGIORNAMENTI CORRELATI

keyboard_arrow_up