ROMA – È stato presentato oggi a Roma, nella prestigiosa location della Sala del Carroccio in Campidoglio, il progetto Nastro Rosa della FIS attuato dal Circolo Scherma Appio. Una mattinata speciale, in cui batteva forte il cuore della scherma in tutte le sue declinazioni, attraverso promotori e relatori di un incontro con la stampa che ha rappresentato un’altra tappa significativa del percorso di promozione e divulgazione di una delle più importanti iniziative sociali messe in campo dalla Federazione.
In rappresentanza della Federazione Italiana Scherma è intervenuto il componente del Gruppo di Lavoro Nastro Rosa della FIS, Vincenzo De Bartolomeo, che ha portato i saluti del Presidente federale Luigi Mazzone, illustrando l’impegno della Federscherma nel progetto: “È un grande onore raccontare il nostro Nastro Rosa in Campidoglio, luogo in cui la scherma si sente sempre a casa. Il progetto, nato con il coinvolgimento di 10 società, si è evoluto fino a raggiungere 40 sodalizi schermistici su tutto il territorio nazionale, riscuotendo uno straordinario consenso da parte della comunità scientifica e, soprattutto, delle partecipanti, che vivono con entusiasmo un’esperienza continuativa, che dura tutto l’anno, capace di esaltare il valore sociale più autentico del nostro sport. Il recente incontro nazionale svoltosi a Udine, in occasione della Coppa del Mondo Under 20 di spada femminile, ha rappresentato un ulteriore passo significativo nella crescita di un progetto che ha messo la scherma al servizio della comunità scientifica. È un onore per noi portare avanti questa attività con il supporto dell’ANDOS e grazie all’impegno e alla professionalità dei tecnici e dei dirigenti, come egregiamente fanno in questo caso gli amici del Circolo Scherma Appio”.
Nando Bonessio, Presidente della Commissione Sport di Roma Capitale, ha definito il Nastro Rosa, “un’iniziativa che racconta come lo sport possa diventare strumento di cura, consapevolezza e rinascita, un alleato fondamentale della salute”.
Ed è stato Alessandro Cavaliere, medico ed ex atleta della Nazionale di sciabola, a descrivere nel dettaglio il “ruolo fondamentale che la scherma svolge nella riabilitazione fisica e psicologica per le donne operate di tumore al seno, perché lo sport, adattato nei percorsi di recupero post-operatorio, grazie ai movimenti che vengono applicati, aiuta in maniera straordinaria il benessere psico-fisico complessivo della persona”.
Come sempre di grande impatto anche l’intervento di Francescamaria Facioni, ex fiorettista azzurra e Testimonial nazionale del progetto: “Ho vissuto da paziente oncologica quel che provano le nostre atlete e conosco perfettamente i benefici che la scherma dà al corpo e alla mente. Il Nastro Rosa è un progetto eccezionale che mette in risalto il ruolo che il nostro sport può avere per tantissime persone che in pedana ritrovano entusiasmo, riscoprono il loro corpo e cominciano un nuovo percorso di vita”.
Simona Saraceno, Presidente del Comitato Roma dell’ANDOS, l’Associazione Nazionale Donne Operate al Seno che supporta la Federazione nel coinvolgimento delle partecipanti al progetto, ha illustrato “la proficua collaborazione in corso con la FIS in tutta Italia, e in questo caso in stretta sinergia con il Circolo Scherma Appio che ha impostato un eccellente lavoro”.
E proprio dell’impegno del Circolo Scherma Appio nel corso di scherma adattata per donne operate al seno ha parlato il maestro Nicola Facioni: “Un lavoro a cui stiamo dedicando grande impegno, per una causa che merita il massimo degli sforzi. L’entusiasmo delle partecipanti è coinvolgente e, per alcune, non è mancato anche qualche approccio al sano agonismo”.
Sono 40, in rappresentanza di 14 regioni d’Italia, le società che hanno aderito al Nastro Rosa della FIS. In palio, stavolta, non ci sono le medaglie a cui da sempre la scherma italiana dà la caccia sulle pedane di tutto il mondo. Ma per la Federazione più medagliata dello sport italiano questo progetto vale, se possibile, ancora di più.














