L’uomo dello “start the competition” preme il tasto stop – Applausi ed emozione per l’ultima da DT del Direttore Alessandro Cecchinato!

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L’uomo dello “start the competition” preme il tasto stop – Applausi ed emozione per l’ultima da DT del Direttore Alessandro Cecchinato!

PADOVA – L’uomo dello “Start the competition”, la sua frase celebre, ha premuto il tasto Stop. Accompagnato da una standing ovation. Tra emozione e un pizzico di commozione, umanissimi e autentici sentimenti per chi fa il “saluto dello schermidore” dopo una carriera da Direttore di torneo lunga quasi trent’anni anni, che in realtà sono molti di più contando quelli vissuti da agonista in pedana prim’ancora che da arbitro. Il 65° Trofeo Luxardo, in corso a Padova, sarà l’ultimo in DT per Alessandro Cecchinato, che come punto d’arrivo d’un viaggio bellissimo, a tratti estenuante ma incredibilmente esaltante, ha scelto la sua gara del cuore. Sì, perché in così tanto mondo, dopo averlo girato in lungo e in largo per le più importanti competizioni internazionali, non avrebbe potuto desiderare posto diverso per l’ultimo “Start”: Padova, la “sua” classicissima di Coppa del Mondo, un po’ “Wimbledon” per la sciabola maschile e un po’ casa per chi l’ha vissuta per decenni.

Alessandro Cecchinato è un veterano delle Direzioni di torneo, in Italia e nel panorama mondiale, da quando la scherma era tanto diversa da oggi. In un’evoluzione continua, nel mutare dei tempi e delle situazioni, nel continuo ricambio di generazioni di atleti (e non solo), Sandro ha sempre svolto il suo ruolo con la stessa – infinita – passione. Ogni gara con l’entusiasmo della prima volta. E con il suo modo di fare. Professionale ma “leggero” al punto giusto. Rappresentando un riferimento per i “suoi” arbitri, una garanzia per i partecipanti (e gli organizzatori) d’ogni evento che ha diretto, un esempio per tantissimi giovani colleghi cui ha trasmesso “segreti” del mestiere, o più semplicemente il suo modo di fare.

Dirigente di banca, ha fatto l’impossibile per conciliare, come fanno i campioni con la “dual carrier”, il lavoro con gli impegni che di volta in volta si facevano più serrati, e nei numeri che tanto raccontano c’è una fotografia fedele d’una carriera di cui andare orgoglioso: in principio fu sciabolatore, e poi arbitro nazionale e internazionale per un decennio, convocato anche per un Europeo Cadetti, che fu il primo della “regina” Valentina Vezzali, e un Mondiale Giovani; poi il “salto” in Direzione di torneo, ventott’anni dietro quel “tavolo” a coordinare una decina di Campionati del Mondo tra Under 20 (nell’anima resta quello di Verona, nel motore dell’organizzazione) e Assoluti (da Catania 2011 all’edizione a squadre di Rio, passando per Budapest, Kazan e Mosca), l’Universiade di Gwangju, due Europei, circa 150 gare di Coppa, un’infinità di Campionati Italiani. L’apice nell’estate del 2016, con la presenza in DT per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Rio. Il massimo riconoscimento a una carriera chiusa oggi: la Federazione Italiana Scherma presieduta da Paolo Azzi l’ha premiato prima dell’ultimo atto del Luxardo, con riconoscimento consegnato dal Vicepresidente vicario Maurizio Randazzo, referente in Consiglio per il GSA, tra gli applausi del pubblico e l’abbraccio di tanti dei suoi “amici di sempre”.

L’uomo dello “Start the competition” ha premuto il tasto Stop, e però siccome la scherma resta nel sangue, nell’anima e nel cuore, Cecchinato continuerà di certo a fare la sua parte (già nel ruolo attualmente ricoperto di Consigliere del Comitato regionale FIS Veneto). E a trasmettere la sua esperienza e passione.
Insomma, è solo un “arrivederci” a presto, naturalmente in pedana.
E però intanto, dopo trent’anni in DT, c’è una frase, semplice, autentica e mica banale, che la scherma italiana sente il dovere di dire: grazie di tutto, Sandro!

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