KAZAN2014 – La medaglia che conclude un Campionato del Mondo ha sempre un gusto particolare. Il bronzo conquistato dalla squadra di spada femminile nell’ultima giornata di gara dei Mondiali Kazan2014 assume i contorni di un piatto prelibato che qualcuno stava portando via dalla già imbadita tavola azzurra.
E’ un bronzo, quindi, acciuffato per i capelli, fortemente voluto e che adesso ha un sapore indimenticabile. All’alba degli ultimi tre parziali l’Ungheria era lontana, nel punteggio ma anche nel tono espresso in pedana. “Quando Mara (Navarria, ndr) è salita in pedana per l’ultimo giro, ci credevo poco – ammette candidamente Bianca Del Carretto -. Poi quando ho visto che iniziavamo a racimolare stoccate ed ad avvicinarci, allora mi sono guardata attorno ed ho visto che tutti stavamo iniziando a credere nella rimonta. Prima era come se si fosse spenta la luce, poi d’un tratto ho rivisto quella squadra che, a mio avviso, potrà permetterci di andare lontano”.
“Oggi mi carico la responsabiltà della sconfitta ai quarti – anticipa tutti Paolo Pizzo -. Sono mancato nel momento centrale del match ed ho vanificato tutto. Mi spiace ma sono molto fiducioso. Sono convinto infatti che lavorando seriamente e serenamente potremo toglierci grandi soddisfazioni”. “La colpa per la sconfitta oggi non è di Paolo – replica subito Enrico Garozzo – siamo una squadra e si vince e si perde per merito o colpa di tutti. Stiamo crescendo e questo è un dato di fatto. La qualificazione olimpica inizia tra sei mesi e c’è tempo per migliorare!”.
La metà del quartetto azzurro è composta da debuttanti ad un Mondiale: Lorenzo Bruttini e Marco Fichera. “Siamo entrati adesso in squadra ed abbiamo tanto da imparare – ammette Fichera –. Siamo un bel gruppo e abbiamo voglia di lavorare per farci trovare pronti per la prossima stagione che sarà parecchio impegnativa”. Gli fa eco Lorenzo Bruttini: “C’è un clima disteso e sereno che, sono certo, porterà i frutti che tutti speriam. Oggi non è giunta la medaglia ma bisogna guardare avanti. C’è la fase delicata di qualificazione olimpica che ci attende. Ogni punto sarà fondamentale così come ogni stoccata subìta dovrà esserci utile quale lezione”.
La conclusione è affidata al Commissario tecnico, Sandro Cuomo. “Sono felice per queste ragazze – dice il responsabile tecnico dell’arma – perchè è il giusto premio al lavoro che hanno svolto durante l’anno assieme ai loro tecnici, con un grande spirito di sacrificio e di dedizione. E’ una squadra che da tre gare non scende dal podio e può fare anche più di quanto raccolto oggi. C’è un grande avvenire per queste ragazze. E’ nelle loro mani!”.
In riferimento alla spada maschile, invece, il CT non drammatizza: “questa squadra – spiega – è figlia di un investimento sui giovani. Ad atleti con una certa maturità quale Enrico Garozzo e Paolo Pizzo abbiamo affiancato due debuttanti ed un altro giovane, Gabriele Bino, è rimasto in Italia. C’è da lavorare tanto, ma il clima è quello giusto per poter centrare gli obiettivi, ad iniziare dalla qualificazione olimpica”.














